Lobby gay, Ranucci non ci sta: "Giletti fa finta di non capire, lui e Cerno sono al servizio dell'ex 007 Mancini"
Dopo la pubblicazione di alcuni scambi di chat tra Ranucci e Boccia a Lo Stato delle cose, arriva la replica del conduttore di Report
Ranucci replica a Giletti: "Mai parlato di lobby gay. Lui e Cerno sono al servizio di Mancini, l'ex 007 coinvolto nel rapimento Abu omar e dossieraggio illecito"
Lo scontro tra Sigfrido Ranucci e Massimo Giletti esce dallo studio televisivo e si sposta sui social, trasformandosi in un botta e risposta pubblico e in una querelle che intreccia giornalismo d’inchiesta, servizi segreti, fonti e accuse di manipolazione. Dopo quanto andato in onda su Lo Stato delle Cose su Rai3, dove Giletti ha accusato Report di aver fatto cattiva informazione mostrando alcuni scambi di chat tra Ranucci e Maria Rosaria Boccia - ex collaboratrice dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano - oggi arriva la controreplica del conduttore di Report, che respinge al mittente la ricostruzione.
Il nodo della polemica riguarda la pubblicazione, da parte di Report, della telefonata tra Sangiuliano e la moglie, vicenda finita anche davanti al Garante della Privacy (poi con una pronuncia annullata dal Tribunale). Nelle chat precedenti alla diffusione dell’audio, pubblicate da Il Giornale, compariva anche il nome di Giletti. In trasmissione, Giletti ha mostrato quei messaggi sostenendo che Ranucci lo avrebbe inserito in una presunta “lobby gay”, ricostruzione che il giornalista ha respinto: "Questo è falso, ma se ci tiene tanto a riconoscersi nella lobby gay è un problema suo, non mio. Io ho detto una cosa più grave che i due hanno fatto finta di non capire: Cerno e Giletti sono amici e al servizio di Marco Mancini, lo 007 coinvolto nel rapimento Abu omar e dossieraggio illecito della security Telecom - Pirelli", scrive Ranucci su Facebook.
Il caso
Secondo il conduttore di Report, quindi, l’accusa non riguardava affatto l’orientamento sessuale o l’appartenenza a presunte cordate, bensì un tema che definisce "più grave", relativo ai rapporti con l' ex dirigente dei servizi segreti. Nella sua versione, la chat sarebbe stata presentata in modo parziale, con l’omissione proprio del nome di Mancini, alterando così il senso delle sue parole. Ranucci sostiene inoltre che Giletti - così come Tommaso Cerno - avrebbe di fatto rilanciato tesi e materiali provenienti dall’entourage dell’ex 007, parlando di “veline” passate direttamente da Mancini.
L’affondo si fa più duro quando accusa Giletti di aver "sponsorizzato la teoria del complotto dei servizi e del Segreto di Stato smentite con sentenza definitiva dalla Procura e dal Tribunale di Roma" e di aver spacciato per proprie inchieste documenti riconducibili agli avvocati di Mancini, arrivando a ripetere "gli stessi errori" presenti nelle loro carte. Un dettaglio che, secondo Ranucci, dimostrerebbe la mancanza di autonomia del lavoro giornalistico e un errore "nella ricostruzione della vicenda".
Sul piano personale, però, Ranucci prova ad abbassare i toni: "Dispiace se ho deluso umanamente Giletti, del resto chi più di me ha provato il suo stesso stato d'animo quando ha cercato di rivelare la nostra fonte, cercando di delegittimarla", scrive il conduttore di Report. Il riferimento è all'insegnante di sostegno che aveva scattato le immagini di Renzi e Mancini all'autogrill.