Torino, Del Debbio furioso su Rete 4: “Violenza pura, nessuna scusa: solo balle assolute”. Stoccata durissima ai centri sociali. VIDEO

Dopo le violenze degli antagonisti di Askatasuna, il conduttore di Rete 4 attacca la sinistra: "Chi giustifica mente"

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Le immagini degli scontri di Torino hanno riacceso il fronte politico sulla sicurezza. Dopo l’assalto al corteo e le violenze rivendicate dagli ambienti di Askatasuna, la premier Giorgia Meloni ha chiesto una stretta e l’unità delle forze politiche contro quella che ha definito una vera emergenza democratica.

Ma a infiammare il dibattito è stato soprattutto Paolo Del Debbio, che ha aperto l’ultima puntata di 4 di Sera su Rete 4 con un monologo durissimo contro chi, a sinistra, tenta di minimizzare o giustificare quanto accaduto.

«Il male e la violenza purtroppo fanno parte della vita, ma qui siamo davanti a una degenerazione. Chi ha martellato dirà le solite cose: la causa politica, lo Stato repressivo… tutte balle assolute per giustificare una violenza totalmente ingiustificabile».

Per Del Debbio non esistono alibi ideologici: ciò che si è visto nelle strade di Torino non è protesta, ma aggressione organizzata contro lo Stato e contro chi rappresenta l’ordine pubblico.

A rafforzare la linea dura ci ha pensato anche Simone Leoni, leader dei Giovani di Forza Italia, presente in studio.

«Non esiste una giustificazione plausibile per quello che è accaduto. Non esiste causa o battaglia politica che possa giustificare una città messa a ferro e fuoco, giornalisti aggrediti e poliziotti pestati a sangue e presi a martellate».

Leoni ha lanciato un appello diretto alla magistratura:

«Basta buonismo. Chi ha preso a martellate gli agenti non è un manifestante, è un delinquente. E da delinquente va trattato».

Le parole di Del Debbio e Leoni fotografano uno scontro politico ormai frontale. Da una parte il governo e l’area di centrodestra che parlano di ordine pubblico e di risposta dello Stato. Dall’altra una parte dell’opposizione accusata di ambiguità verso le frange antagoniste.

Torino, ancora una volta, diventa il simbolo di una frattura che va ben oltre una manifestazione: è il terreno di una battaglia su sicurezza, legalità e legittimità della protesta che ormai domina il dibattito nazionale.

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