"WhatsApp limita l’accesso agli AI concorrenti e danneggia altri operatori di mercato": ecco perché la Commissione UE punta il dito contro Meta

Secondo Bruxelles, Meta occuperebbe presumibilmente una posizione dominante nel mercato europeo delle applicazioni di comunicazione per i consumatori

di Chiara Feleppa
MediaTech

La Commissione UE accusa WhatsApp di limitare l’accesso agli AI di terze parti: Meta resta l’unico disponibile, violate le regole antitrust

La Commissione Europea ha stabilito, in via preliminare, che Meta potrebbe aver violato le regole antitrust, limitando l’accesso e l’interazione degli assistenti di intelligenza artificiale di terze parti con gli utenti di WhatsApp. Secondo Bruxelles, questa pratica rischia di ostacolare l’ingresso e l’espansione di nuovi operatori nel mercato degli assistenti di IA, che è in rapida crescita.

Per prevenire possibili “danni gravi e irreparabili” al mercato, la Commissione prevede di adottare misure provvisorie, pur rispettando i diritti di difesa di Meta e valutando le sue eventuali osservazioni. L'azione della Commissione riguarda l’intero Spazio economico europeo, esclusa l’Italia, dove l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) aveva già introdotto misure provvisorie nei confronti di Meta nel dicembre 2025.

I fatti

Il 15 ottobre 2025 Meta ha annunciato un aggiornamento delle regole di WhatsApp Business Solution, che di fatto ha escluso dall’applicazione gli assistenti di intelligenza artificiale generici di terze parti. A partire dal 15 gennaio 2026, l’unico assistente AI disponibile su WhatsApp è Meta AI, lo strumento proprietario dell’azienda, mentre i concorrenti sono stati esclusi. Una modifica che violerebbe le norme Ue sulla concorrenza.

Secondo Bruxelles, Meta occuperebbe presumibilmente una posizione dominante nel mercato europeo delle applicazioni di comunicazione per i consumatori, in particolare tramite WhatsApp, e potrebbe abusarne negando l’accesso agli altri operatori, inclusi gli assistenti di IA di terze parti. Una condotta accusata di creare barriere all’ingresso e di ostacolare l’espansione di nuovi operatori, marginalizzando in modo permanente i concorrenti più piccoli. Per questo motivo, Bruxelles ritiene urgente adottare misure provvisorie per prevenire possibili danni gravi e irreparabili alla concorrenza.

L’invio della comunicazione degli addebiti non pregiudica l’esito dell’indagine: Meta avrà ora la possibilità di rispondere alle preoccupazioni della Commissione. Tra i prodotti principali dell’azienda figurano i social network Facebook e Instagram, le applicazioni di messaggistica WhatsApp e Messenger, servizi pubblicitari online e prodotti di realtà virtuale e aumentata, oltre al proprio assistente AI generico, Meta AI.

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