Screening mammografico, più adesioni con strumenti più efficaci

Il progetto di Europa Donna Italia unisce associazioni pazienti e istituzioni

Medicina
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Diagnosi precoce e screening tempestivo

Diagnosi precoce e screening mammografico” è il progetto di Europa Donna Italia, frutto del confronto tra Associazioni pazienti, Società scientifiche e specialisti sulle criticità che portano le donne a disertare lo screening e sulle azioni da sviluppare per incrementarne l’adesione. Da qui, la formulazione di tre richieste presentate alle Istituzioni. La lettera d’invito che arriva ancora in formato cartaceo via posta, un numero per le informazioni con disponibilità limitata solo ad alcune fasce orarie, la richiesta via telefono a presentarsi per un secondo esame, senza possibilità di chiedere delucidazioni. Non c’è che dire, per il Programma di Screening Mammario Organizzato, cioè con chiamata da parte del Servizio Sanitario Nazionale, è arrivato il momento dei cambiamenti, con l’obiettivo di renderlo più efficiente e, di conseguenza, di incrementare il numero di adesioni. Per parlarne, Europa Donna Italia insieme a Motore Sanità, ha organizzato la tavola rotonda "Screening mammografico: l'adesione aumenta con strumenti più efficaci”, un progetto ad ampio respiro sviluppato grazie al lavoro in sinergia di Associazioni pazienti e Specialisti, con il patrocinio delle Società scientifiche GISMA (Gruppo Italiano Screening Mammografico), SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica), AITeRS (Associazione Italiana Tecnici di Radiologia Senologica) e ONS (Osservatorio Nazionale Screening), con il supporto non condizionato di Bayer. «Oggi l’obiettivo è di condividere con le Istituzioni le richieste delle donne, per iniziare un percorso di miglioramento del servizio di diagnosi e di screening», dichiara Rosanna D’Antona, Presidente Europa Donna Italia. «Queste richieste sono state formulate grazie al lavoro congiunto tra società scientifiche e associazioni e raccolte in un dossier, che rappresenta un policy brief per i diversi destinatari che vorremmo prendessero in carico l’area di miglioramento di loro competenza.» Tutte le raccomandazioni sono state redatte in un’ottica di partecipazione attiva con gli attori del Servizio Sanitario Nazionale, i medici, le società scientifiche, le istituzioni e le associazioni all’interno del nostro sistema sanitario che, in questa fase di revisione e trasformazione digitale, potrebbe usufruire di agevolazioni concrete per migliorare il nostro servizio di diagnosi precoce e screening. Il progetto è iniziato a maggio 2021 e si è sviluppato in due fasi. La prima, di formazione scientifica, è stata focalizzata sulle linee guida e sulle evidenze supportate dalla ricerca internazionale, relative allo screening mammografico e alla diagnosi precoce. La seconda, che si è svolta tra novembre e gennaio 2022, ha avuto invece l’obiettivo di identificare tramite workshop specifici, le principali criticità avvertite dalle donne nei confronti dei programmi di screening, che ne ostacolano l’adesione e la fidelizzazione. A fare da chairman al Progetto, la dottoressa Livia Giordano e il dottor Pietro Panizza, del Comitato Tecnico Scientifico di Europa Donna Italia.

È stato un esempio di forte e vera sinergia tra le donne delle associazioni, il cosiddetto terzo settore e il mondo sanitario, con una corrente benefica bidirezionale», interviene Livia Giordano, Responsabile SSD Epidemiologia e Screening AOU Città della Salute e della Scienza, CPO Piemonte-Torino e Membro Coordinamento GISMA, Gruppo Italiano Screening Mammografico. «È stato un bel modo di partire dalle esigenze sentite dalle donne e dai loro bisogni per sensibilizzare i professionisti coinvolti nei percorsi di screening e i decisori politici e trovare “insieme” delle soluzioni.» Un grande lavoro, che ha portato alla stesura di una lista di sei richieste che rappresentano gli obiettivi da realizzare per migliorare l’adesione allo screening mammografico.

Da queste sono state estrapolate le tre prioritarie, le più urgenti, da sottoporre alle Istituzioni e ai decisori nazionali e regionali dai quali dipende l’applicazione delle soluzioni proposte. Riguardano l’invito ad aderire al Programma di Screening Mammografico del Servizio Sanitario Nazionale, con la richiesta di aggiornare le modalità di recapito dell’invito e dell’esito e di rimodulare il messaggio, la formazione dei tecnici di radiologia, l’attivazione della connessione tra Centri screening e Breast Unit. «Da anni si cerca di trovare il modo di offrire un percorso personalizzato allo screening mammografico ma le donne ci chiedono una modernizzazione globale dei programmi di screening anche in termini di umanizzazione ed empatizzazione dell’intero percorso», sottolinea Pietro Panizza, Medico Radiologo, Primario di Radiologia a indirizzo Senologico, IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano. «Queste proposte vogliono essere un primo passo in questa direzione.» Il problema della mancata aderenza è a monte del Covid e quindi antecedente al 2020, come dimostrano i dati di Sorveglianza Passi relativi al triennio 2017-2020: quasi la metà delle donne tra i 50 e i 69 anni non afferisce allo screening organizzato. E fino a quando su tutto il territorio nazionale non verrà raggiunta la copertura del 100% per quanto riguarda l’invio delle lettere di adesione al Programma, non sarà possibile l’estensione in ogni Regione alla fascia 45-49 e 69-74, come sottolineato nel Piano Nazionale Prevenzione 2020-2025, esponendo le donne che rientrano in queste fasce a un potenziale maggiore rischio di diagnosi tardive. All’incontro i tre promotori sottopongono richieste ben precise alle istituzioni presenti, che dovrebbero contribuire a migliorare l’adesione in termini quantitativi per numero di donne partecipanti e qualitative in termini di miglioramento del funzionamento dei centri diagnostici stessi.

GISMA, “Gruppo Italiano per lo Screening Mammografico”, Associazione scientifica per la prevenzione, la diagnosi e la cura del carcinoma della mammella nell'ambito di programmi organizzati . Riunisce, sotto un’unica veste, tutte le diverse professionalità coinvolte a vari livelli nei programmi di screening per offrire e garantire l’incontro e il confronto tra le diverse competenze ed esperienze al fine di migliorare la qualità dei programmi stessi. SIRM SIRM, Società italiana di Radiologia Medica e Interventistica, è la società dei medici radiologi e conta, al 2018, più di 11000 soci, rappresentando una delle principali società scientifiche italiane, accreditata presso il Ministero della Salute. È articolata in 20 sezioni di studio e 18 gruppi regionali. Fondata nel 1913, il suo scopo è la ricerca scientifica, l'aggiornamento culturale e la formazione allo studio dell'imaging biomedico, nei suoi aspetti fisici, biologici, diagnostici, radioprotezionistici e informatici.