Adroterapia, in Lombardia un passo avanti nella lotta ai tumori

Con INSpIRIT, grazie a ricerca e a tecnologia sarà possibile personalizzare la terapia in base delle caratteristiche del tumore e del paziente stesso

di Debora Bionda
Affare Fatto
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Trattamenti oncologici, in Lombardia un hub all'avanguardia

In base allo studio condotto da AIOM, AIRTUM, Fondazione AIOM e PASSI, nel nostro Paese nel corso del 2021 si sono registrate circa 377.000 nuove diagnosi di tumore, di cui 195.000 fra gli uomini e 182.000 fra le donne. Numeri altissimi che impongono una continua a costante ricerca contro questo tipo di patologia. Fortunatamente però migliorano le percentuali di sopravvivenza: il 65% delle donne e il 59,4% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Un risultato dovuto soprattutto alle innovazioni nel trattamento delle patologie oncologiche.

Fra i trattamenti più all’avanguardia si annoverano la Radioterapia e l’Adroterapia. Quest’ultima è una forma avanzata di radioterapia per la cura di tumori inoperabili o resistenti ai tradizionali trattamenti radioterapici. I protoni e gli ioni carbonio, usati in Adroterapia, colpiscono, infatti, in modo più efficace, mirato e con minor impatto sui tessuti sani, le cellule tumorali che resistono ai raggi X impiegati nella radioterapia.

Proprio in quest’ambito si stanno facendo importanti progressi grazie al progetto INSpIRIT, vincitore del bando Call Hub Ricerca e Innovazione. INSpIRIT potrà dunque contare su un contributo da parte dell’Assessorato Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione di Regione Lombardia per più di 3,8 milioni di euro (su un valore complessivo stimato del progetto è di 9,9 milioni di euro) a valere su fondi POR FESR 2014-2020.

Con INSpIRIT trattamenti mirati e sempre più efficaci

CNAO, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (l’unico in Italia e uno dei sei centri al mondo in grado di erogare trattamenti di adroterapia), è capofila e coordinatore del progetto che vede il coinvolgimento di altre importanti realtà come l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INFN, e la società di servizi di ingegneria HiFuture.

Intervistata da Affaritaliani.it. Monica Necchi, fisico del CNAO, ha spiegato in cosa consiste il progetto INSpIRIT e quali obiettivi si pone. “CNAO, insieme all’attività clinica, sta portando avanti la ricerca su nuove particelle; oltre ai già utilizzati protoni e ioni carbonio, ricavati rispettivamente da idrogeno i primi e da una miscela di anidride carbonica ed elio i secondi, si punta a disporre di particelle che possano essere utilizzate sia in ambito oncologico che in ambito tecnologico, come per esempio per simulare le radiazioni cosmiche e testare strumenti e materiali per l’industria aerospaziale. In questo contesto il progetto INSpIRIT prevede la realizzazione di una terza sorgente all’interno dell’acceleratore del CNAO per utilizzare come “fonte” dei fasci di particelle anche nuovi elementi come ossigeno, elio, ferro e litio che apriranno nuove prospettive sul piano della ricerca scientifica applicata alla clinica e all’area industriale.”

La disponibilità di una sorgente di ioni atta a produrre fasci di adroni carichi costituisce – sottolinea Necchi - un’occasione unica in Italia e nel mondo per poter sfruttare i vantaggi che ne derivano, come una migliore distribuzione della dose nel bersaglio e un maggiore effetto sulle cellule tumorali. Con tali fasci si potrà personalizzare la terapia in base delle caratteristiche del tumore e del paziente stesso, massimizzando così l’efficacia del trattamento”.

Si tratta dunque di un approccio terapeutico innovativo che, pur nascendo in Lombardia, ha un respiro nazionale, europeo e internazionale. INSpIRIT rappresenta un passo avanti nella lotta ai tumori, importantissimo perché contro il cancro non ci si può permettere di indietreggiare.