Askatasuna e Olimpiadi: il senso dei cortei

Il corteo milanese di sabato contro l'Ice è stato fortunatamente pacifico. Ma le immagini provenienti da Torino destano impressione e raccontano cosa sarebbe potuto accadere qui, con tutti gli occhi del mondo puntati. Il commento

di Fabio Massa
Milano

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Askatasuna e Olimpiadi: il senso dei cortei

E così si parte. Olimpiadi in arrivo, volontari e volontarie con la giacchetta d'ordinanza. Traffico impazzito. E sarà peggio venerdì, per la cerimonia di apertura. Ho scritto più volte che una manifestazione contro l'ICE, a ridosso delle Olimpiadi, sarebbe stata pericolosa. Perché avrebbe potuto attirare frange violente. Sbagliavo, ma non troppo. Sbagliavo perché la manifestazione di Milano, che c'è stata, è stata pacifica. Esponenti politici, certo, un po' di cartelloni e di slogan. Ma diciamo che non è stata fortunatamente calda. Anche - forse - perché i facinorosi si erano radunati a Torino, per il centro sociale Askatasuna. In televisione si è visto bene che cosa è successo. 

Ecco, immaginiamoci per un attimo che tutto questo fosse avvenuto a Milano, mentre il mondo ha gli occhi puntati su di noi. Immaginiamoci fosse avvenuto mentre le alte cariche del nostro Stato e degli altri Stati dovevano essere garantite nella loro incolumità. Immaginiamoci operazioni come quelle di Torino, di livello quasi paramilitare. Immaginiamoci tutto questo e riflettiamo: ne sarebbe valsa la pena, contestare l'ICE per correre questo rischio? Alla fine è andato tutto bene. Per ora. Speriamo vada bene fino alla fine.

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