Candidati sindaci a Milano: per ora è l'anarchia più assoluta. E la città? Resta a guardare...

In campo a centrosinistra Scavuzzo e Majorino. Si scalda Pacini, si continua a parlare di Calabresi e Ambrosoli. E a centrodestra? La corrente di Gallera continua a chiedere le primarie. Ma il dibattito si sta complessivamente avvitando

di Fabio Massa
7 - E il futuro? A giugno 2016 la risposta, con le elezioni amministrative, e il quadro è già abbastanza chiaro: a Milano a contendersi la sfida di Palazzo Marino sono due manager, Beppe Sala (“the boss of the Expo”) e Stefano Parisi, entrambi considerati professionisti competenti e per i quali, in un modo o nell’altro, a Milano andrà bene. A Roma – usa un bel termine Severgnini – “it’s a mess“, è un gran casino: la sinistra ha un candidato debole, la destra ne propone tre o quattro sui quali non sono ancora d’accordo e la decisione sarà di Silvio Berlusconi, che ancora controlla il centro destra e l’ultimo mese ha pure biasimato la candidata Giorgia Meloni perché in dolce attesa. La più giovane candidata di tutti, Virginia Raggi dal populista Movimento 5 Stelle, potrebbe anche risultare vincitrice e assurgere al più altro grado del Campidoglio. 8 - Una cosa, alla fine, è vera per entrambe le città: chiunque vincerà, Roma dovrà imparare a combinare la spettacolare eredità di cui è portatrice con i più elevati standard della vita civile così da trovare la corretta via di mezzo tra “La dolce vita” e “la vita pratica” – alla fine, non puoi goderti il Colosseo se perdi un’ora solo ad aspettare l’autobus che ti ci deve portare. Se arriva. 9 - Milano,nel bene o nel male resta il pivot dei grandi cambiamenti d’Italia, dal Socialismo alla febbre della Grande Guerra, dal Fascismo alla Resistenza, dal boom economico degli anni ’60 alle contestazioni degli anni ’70, dall’inchiesta anticorruzione di Mani Pulite alla campagna populista della Lega Nord – che è sempre stata. “And now, this young, lively and colorful renaissance” conclude Severgnigni sul NYTimes: e ora Milano vive una stagione di gde successo, uno spirito di internazionale imprenditorialità, una giovinezza, una colorata rinascita fatta di opportunità per i giovani del mondo che qui si sentono sempre a casa. They’ll take care of it. – Prendiatevene sempre cura. (da ‘Is Milan the Real Capital of Italy?’ Beppe Severgnini – New York Times)
Milano

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Candidati sindaci a Milano: per ora è l'anarchia più assoluta. E la città? Resta a guardare...

Milano 2027, riassunto velocissimo dell’ultima settimana. Attualmente in campo ci sono Anna Scavuzzo per il Partito Democratico, Pierfrancesco Majorino, sempre per il Pd. Poi si scaldano Lorenzo Pacini, ancora del Pd. E infine si continua a vociferare di Mario Calabresi, civico. Nel tritacarne ci è finito pure un ottimo nome come Umberto Ambrosoli, che già corse delle primarie confermative e poi perse le elezioni regionali di un soffio. 

E a destra? A destra la corrente di Giulio Gallera (che esprime in consiglio comunale Alessandro De Chirico), continua a chiedere le primarie. L’intero dibattito - con menzione d’onore a Giampiero Rossi, ottimo collega del Corriere - si sta arricciando un po’ su queste cose. 

E’ intervenuto nel dibattito anche il segretario metropolitano del Pd Alessandro Capelli, che ha usato parole anche condivisibili, per cercare di evitare delle primarie che siano una versione “omeopatica” (aggettivo molto gustoso) del congresso Pd. Quello che sembra, vista dall’esterno, è che ci si diriga con grande determinazione verso l’anarchia più assoluta, ma potrebbe essere un’impressione sbagliata. Quindi, che cosa si fa? Niente, si sta a guardare. Per chi ci tiene, a questa città, senza popcorn.

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