La vicenda dell'urbanistica milanese vista da un investitore straniero
Lo shock burocratico, i surreali balletti in procura, i cantieri sotto sequestro: ma perchè un investitore straniero dovrebbe scegliere di puntare su Milano?
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Il Monopoli dell'urbanistica: a Milano vince chi non gioca. Così si fanno scappare gli investitori
Attenzione! Urbanistica puntata 500. Il Tar dà ragione ai pm dopo aver dato ragione al Comune di Milano e dopo aver dato ragione ai pm, eccetera eccetera. Ora, facciamo finta di essere un grande fondo, o anche un medio investitore straniero. Arriva qui in Italia, a Milano, che sceglie perché è la città più europea del Paese. Qui dove le cose funzionano, a partire dalla pubblica amministrazione. Compra l'immobile da ristrutturare, individua lo sviluppatore, va in Comune e attende un paio d'anni per avere le opportune autorizzazioni.
Benvenuti a Paperopoli: lo shock burocratico dell'investitore
Arrivano, queste autorizzazioni. L'investitore non segue direttamente la vicenda, perché ci sono i partner italiani a farlo per lui: li paga per questo! Pool di avvocati e urbanisti e architetti. Tutti dicono che si può partire con i lavori. Improvvisamente, però, scopre che la procura sta indagando su tutti i cantieri. Anche il suo. E cerca di capire che cosa succede. Immaginiamo le prime riunioni, in cui gli spiegano che cosa è un pm e che cosa è un tar, e soprattutto che cosa è una scia. Ci spende tempo, e soldi. Altri soldi per pagare gli avvocati, perché così va il mondo. E' abituato, fin qui, perché investe in tutto il mondo.
Attende una sentenza. Arriva, ed è favorevole a lui: del resto i titoli glieli ha rilasciati il Comune di Milano, mica Paperopoli. Ma poi i legali convocano una call d'urgenza: su un altro cantiere proprio uguale al suo c'è un tar che ha detto proprio il contrario. E i pm vanno avanti: hanno arrestato addirittura il gestore di miliardi di euro dei fondi. L'investitore straniero - che non è una persona, ma un insieme di persone - inizia ad essere disorientato. E' eccessivo, pensa, anche per un posto incasinato come l'Italia. Poi il gestore di miliardi di cui sopra viene liberato dai domiciliari e parzialmente riabilitato anche da un altro giudice, che bacchetta il primo che lo aveva arrestato.
Apogeo dei prezzi e orizzonti politici al tramonto
Ma non è finita, perché intanto arrivano le proiezioni: i prezzi a Milano sono vicini all'apogeo. Quanto potranno andare su, se non c'è sviluppo ulteriore? Se non c'è un piano ambizioso del Comune, che sta arrivando alla fine del suo naturale ciclo politico, come si potranno valorizzare gli investimenti intanto bloccati? Ora, mettetevi nei panni di questo investitore, il cui unico fine è quello di avere una remunerazione sul capitale, che sia a Milano o Shanghai poco importa: investireste su Milano?
Chi paga la decrescita infelice?
Uno potrebbe replicare: echissenefrega dei fondi e degli investitori. Mica dobbiamo badare alle esigenze dei ricchi. Ecco, bravi, echissenefrega. Sono d'accordo: mica sono milanesi questi qui. Poi però mi fate sapere chi le fa le case e i palazzi a Milano, considerato che il pubblico piange da sempre miseria e che senza i privati non si può fare nulla. Decrescita infelice, eccoci qui.
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