Data Center: la Regione verso la legge, le proposte di Confcommercio Lombardia

L'analisi delle linee guida regionali e delle istanze di Confcommercio e Confindustria

di Giorgio d'Enrico
Giovanna Mavellia
Milano

Data Center: la Regione verso la legge, le proposte di Confcommercio Lombardia

La parola d’ordine è “compensazione”. Come ogni grande opera anche per i Data Center, incubatori dell’Intelligenza Artificiale, la chiave di volta della legge che la Regione sta preparando dovrebbe essere questa. Oggi, forse, l’ultimo round in commissione. Tra maggioranza e opposizione non ci sono differenze di vedute abissali, d’altra parte è stato il presidente Attilio Fontana a tracciare la road map per garantire il governo delle procedure autorizzative e l’individuazione di tempi certi, sulla base di una certa omogeneità sul territorio regionale, limitando il consumo energetico, favorendo l’utilizzo di fonti rinnovabili e individuando come prioritarie l’utilizzo di aree dismesse e il riutilizzo del calore prodotto, favorendo tecnologie alternative all’utilizzo dell’acqua e disincentivare il consumo di suolo agricolo prevedendo, appunto, misure compensative di riqualificazione urbana e territoriale. Fontana infatti aveva spiegato: “l’intervento normativo costituito da questo PdL potrebbe anticipare l’intervento di tipo statale e suscitare interesse. Ciò anche considerando la crescente attenzione posta al tema da parte dell’opinione pubblica. Abbiamo deciso di intervenire per colmare un vuoto normativo, sia nazionale che regionale, per un settore di crescente importanza. Una realtà che, quindi, per svilupparsi, necessita di regole del gioco certe

Vuoto normativo e confronto con gli stakeholder

Domani potrebbe esserci l’ultimo round in commissione regionale per ascoltare gli stakeholder, con gli ambientalisti che pare si adeguino all’inevitabile corso del progresso. Nei giorni scorsi Confindustria e Confcommercio hanno detto la loro. Se per Confindustria il tema è quello delle procedure “che vanno semplificate”, Giovanna Mavellia, segretario regionale di Confcommercio spiega: “è necessario, in questo processo che vede Milano e la Lombardia diventare un vero e proprio grande hub digitale, favorire il mondo delle Pmi, sia in termini di utilizzo delle risorse energetiche che di incentivi territoriali. Occorre mettersi in connessione col territorio, diventando un attore in grado di tessere relazioni con la comunità. E non realizzare solo “contenitori tecnologici” slegati dalla realtà locale.

Formazione professionale e inclusione digitale delle imprese

C’è poi in versante della formazione professionale che può essere sviluppato. Confcommercio Lombardia ha fatto notare che questo processo può favorire l’inclusione digitale delle aziende; sarebbero auspicabili anche contributi economici per il territorio, destinati al miglioramento ambientale e alla riduzione delle emissioni nocive.

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