Manifestare contro l'ICE serve solo a mettere in pericolo le Olimpiadi

Torniamo sul tema: il rischio di una manifestazione anti-Ice è di replicare quanto accaduto con i No-Expo undici anni fa. Per di più per vicende che stanno avvenendo dall'altra parte dell'oceano. Il commento

di Fabio Massa
Milano

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Manifestare contro l'ICE serve solo a mettere in pericolo le Olimpiadi

Ieri ho scritto un editoriale nel quale sostenevo che - al netto di tutta la contrarietà del mondo rispetto ai metodi dell'ICE - non sia opportuno (non vietato, attenzione! ma opportuno) manifestare a Milano proprio durante le Olimpiadi. Sono stato investito di critiche: "Noi a Milano quegli assassini non li vogliamo", mi hanno scritto. C'è indignazione, e lo capisco. Lo capisco davvero, perché le immagini di Minneapolis hanno colpito anche me, e non poco. Amo l'America, e vederla con quei contrasti e quelle violenze mi addolora. 

Però amo di più Milano, e amo di più l'Italia, degli Usa. E penso che manifestare contro l'ICE, che alle Olimpiadi fornirà il supporto solo dentro le sedi diplomatiche americane (ergo: non ci saranno pistoleri in giro per la città), non possa che far sorgere il rischio di assembramenti che potrebbero attirare violenti vogliosi solo di menare le mani e fare devastazioni. Ricordate i no-Expo? Ricordate come devastarono la città appena prima dell'iniziativa? Ecco, il rischio è quello là. Per che cosa poi? Per manifestare contro violenze che si stanno verificando dall'altra parte di un oceano? Che sì, ci fanno rabbrividire, ma che non stanno avvenendo qui, da noi, contro i nostri cittadini, che viceversa potrebbero subire problemi di sicurezza da manifestazioni che potrebbero attirare violenti. Questo vuol dire che non c'è il diritto di manifestare? No, non vuol dire questo. Il diritto c'è, e chi vuole potrà esprimere tutto il proprio dissenso. Ma personalmente non ritengo sia opportuno, il che ovviamente non toglie alcun tipo di valutazione negativa rispetto a quello che abbiamo visto succedere negli Usa.

 

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