Milano, l'affondo di Pacini (Pd): "Ci sono stati errori di visione. Le primarie? Sogno venti candidati"
Lorenzo Pacini, assessore del Municipio 1 e potenziale candidato alle primarie: "La discontinuità? Dibattito incomprensibile per i cittadini. Ma qualcosa non ha funzionato nella visione della città". L'intervista
Milano, l'affondo di Pacini (Pd): "Ci sono stati errori di visione. Le primarie? Sogno venti candidati"
Tra i potenziali candidati alle primarie del centrosinistra milanese ha il profilo più radicale. Si autodefinisce "testardamente rivoluzionario" e non ha mai lesinato critiche anche al suo partito. E in questa intervista ad Affaritaliani.it Milano Lorenzo Pacini, assessore dem del Municipio 1 Milano, rilancia: "Se oggi i lavoratori sono respinti dalla città, significa che qualcosa non è stato fatto nel modo giusto. Non tanto nella pratica, quanto nella visione ideologica della città. È stato un errore collettivo, mio compreso". Come si vince nel 2027? "Primarie, candidati credibili e una idea chiara di coalizione e di governo della città. Milano è progressista, bisogna mobilitare i propri elettori ad andare a votare. Non dobbiamo convincere le persone di destra a votarci". L'INTERVISTA
Pacini, cosa ne pensa del dibattito interno al centrosinistra sulla discontinuità? Ha fatto bene Sala ad arrabbiarsi?
Questo dibattito lascia il tempo che trova, a me interessa molto poco. Da un lato si invoca la discontinuità, ma non la si pratica. E dall’altro c’è chi dice di non invocare la discontinuità, ma è il primo a dire che le cose vanno cambiate. È un dibattito incomprensibile per i cittadini. Si sta sbagliando a porre questo dibattito.
Primarie del centrosinistra, mentre si aggiungono nuovi nomi potenziali, lei conferma la volontà di candidarsi?
La mia intenzione di candidarmi alle primarie è stata costruita dai giornali, che non mi hanno mai chiamato. È inutile candidarsi ora a qualcosa che non c’è. Le primarie non sono solo un esercizio di democrazia dal basso importante, ma sono anche essenziali. Perché se non si fanno le primarie, tutte le discussioni fatte sulla povertà, sul caro affitti, sul mercato drogato dai milionari, non avranno più senso.
Osservando tutti i nomi che circolano per le primarie, sembra dominare ad oggi una certa anarchia.
Si confonde un dibattito che crea progresso con l’anarchia. Detto questo, “viva l’anarchia”, se questo significa che per un anno coinvolgiamo cittadini, ascoltiamo associazioni, i territori e le periferie. La politica e la sinistra devono capire che serve confrontarci e litigare, se poi si arriva a delle proposte che fanno del bene alla gente. Più nomi ci sono e meglio è, se questo significa più partecipazione. Per me, alle primarie si dovrebbero candidare in venti.
Che giudizio dà dell’operato di Sala?
Io dall’interno penso che si siano fatte delle scelte macro politiche che stanno dando dei risultati sbagliati. La gestione quotidiana delle gestioni amministrative è stata eccellente. Ma se i dati di oggi ci dicono che i lavoratori che guadagnano bene vengono allontanati dalla città, significa che qualcosa non è stato fatto nel modo giusto. Non tanto nella pratica, quanto nella visione ideologica della città. È stato un errore collettivo, mio compreso. È evidente che certe scelte di posizionamento ideologico le abbiamo sbagliate.
Come si vince nel 2027?
Come dicevo, dobbiamo puntare fortemente sulle primarie e individuare candidati che siano credibili. E per fare ciò dobbiamo ascoltare con impegno i cittadini. La città ha bisogno di scelte nette, che possono essere fatte solamente se c’è l’idea chiara di coalizione e di governo della città. Milano è una città progressista, e le elezioni si vincono se si mobilitano i propri elettori ad andare a votare. Non dobbiamo convincere le persone di destra a votarci.
Sui media il suo profilo politico è raccontato come quello di un dissidente all'interno del Pd, decisamente sbilanciato a sinistra. Si riconosce?
Mi chiamino un po’ come vogliono. Più che dissidente preferisco definirmi “testardamente rivoluzionario”. La mia linea è perfettamente coerente alla linea di un partito seriamente di sinistra e progressista, che ha capito quali sono i problemi di disuguaglianza e che propone cose concrete per risolverli. È finito il tempo in cui la sinistra governava i processi facendo la parte di quelli un po’ più bravi degli altri. La sinistra deve essere coraggiosa e fornire risposte concrete ai cittadini.