Basciano-Codegoni in stato di "permanente conflittualità": il caso del tatuaggio del mitra

Alessandro Basciano e Sophie Codegoni continuano ad accusarsi pubblicamente sui social. E il gip non revoca il divieto di avvicinamento per il dj

di Giorgio d'Enrico
Milano

Basciano-Codegoni in stato di "permanente conflittualità": il caso del tatuaggio del mitra

A complicare lo stato di "permanente conflittualità" tra Alessandro Basciano e l'ex compagna e modella Sophie Codegoni si aggiunge un tatuaggio: il perno di questa conflittualità sicuramente i social, dove si narrano pubblicamente colpi di carte bollate con denunce, controdenuce e segnalazioni tra i due. Nei giorni scorsi il gip di Milano Domenico Santoro ha rigettato l'istanza di revoca della misura del divieto di avvicinamento e del braccialetto elettronico disposta per il dj e influencer per cui ora la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per stalking nei confronti della ex, divenuta ora anche un bersaglio di minacce e di persecuzione, al punto da "ingenerare" in lei "un grave stato di ansia e paura" e un "fondato timore per la propria incolumità". 

Anche il tatuaggio di un mitra nella lite Basciano-Codegoni

Per quanto riguarda il tatuaggio in questione, al centro delle accuse reciproche tra i due ex Gf, si tratta di un disegno di un "mitra nero" impresso sul tricipite di ciascuno. Lei, per dar prova della presunta "rabbia" mostrata nei suoi confronti, ha prodotto le immagini pubblicate recentemente sui social da lui e dalle quali "si evince - si legge nell'ordinanza - che si sia fatto" rimuovere il nome "Sophie" per lasciare spazio all'arma. lui invece, puntualizza, tramite il suo legale, Leonardo D'Erasmo, che anche lei ha "lo stesso mitra tatuato"

Uno scambio di accuse che dalla sede penale si estende anche a quella civile, in quanto, in questa lotta Codegoni-Basciano non potevano mancare indizi sulla mancata osservanza delle prescrizioni del giudice della separazione incluso il divieto di postare determinate foto sui social. Tutto ciò è sufficente per ritenere "inalterate le esigenze cautelari" e rifiutare la richiesta dell'influencer di ritornare in libertà, alla luce della situazione che "appare connotato da permanente conflittualità tra le parti".

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