L'UAP lancia l'allarme: “Tariffe sottocosto, farmacia dei servizi e regole diseguali, sistema sanitario a rischio"

L’Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori (UAP) lancia un allarme netto sulla tenuta del Servizio sanitario nazionale. Conferenza stampa il 28 gennaio a Roma

di Roberto Servio
Ambulatorio
Milano

L'UAP lancia l'allarme: “Tariffe sottocosto, farmacia dei servizi e regole diseguali, sistema sanitario a rischio"

L’Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori (UAP) lancia un allarme netto sulla tenuta del Servizio sanitario nazionale, indicando una serie di criticità strutturali che, sommate, rischiano di indebolirne progressivamente l’universalità e la qualità.

Il primo punto riguarda il nomenclatore tariffario, lo strumento che stabilisce quanto il SSN rimborsa per ogni prestazione. Secondo UAP, molte tariffe sono ormai palesemente sottocosto, una condizione già riconosciuta anche da sentenze del TAR. Il risultato è un paradosso sistemico: strutture pubbliche e accreditate sono costrette a erogare prestazioni in perdita, con effetti a cascata su riduzione dell’offerta, allungamento delle liste d’attesa e aumento dei disavanzi, soprattutto nelle Regioni sottoposte a piano di rientro. Un meccanismo che, anziché produrre risparmi, finisce per scaricare i costi sui cittadini e indebolire l’intero impianto del SSN.

A questo si affianca la forte critica alla cosiddetta “farmacia dei servizi”, che UAP definisce un canale parallelo di erogazione di prestazioni sanitarie introdotto in deroga ai requisiti di qualità, sicurezza e responsabilità previsti per le strutture sanitarie. Così come oggi configurata, l’iniziativa non risponderebbe a un reale obiettivo di miglioramento dell’accesso alla diagnostica, ma introdurrebbe prestazioni prive dei necessari requisiti autorizzativi, frutto – secondo l’associazione – di pressioni lobbistiche più che di una programmazione sanitaria orientata alla qualità delle cure.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda la riorganizzazione della rete sanitaria e territoriale, avviata senza criteri chiari e condivisi. Per UAP, l’assenza di regole certe rischia di indebolire i presìdi di prossimità, allontanare i servizi dai cittadini e produrre nuove disuguaglianze nell’accesso alle cure, con un abbassamento complessivo delle tutele per i pazienti.

Il quadro che ne emerge è quello di un sistema sempre più frammentato, nel quale prestazioni sanitarie identiche vengono sottoposte a regole diverse, aprendo la strada a una sanità a doppio standard. “Avvicinare i servizi ai cittadini non può significare aggirare le regole”, sottolinea UAP, né sacrificare qualità, sicurezza e responsabilità professionale.

La conferenza stampa convocata a Roma: "Un atto di responsabilità civile"

In questo contesto, l’associazione ha annunciato che mercoledì 28 gennaio terrà una conferenza stampa a Roma per illustrare nel dettaglio le proprie posizioni. Un’iniziativa che non vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali o politici, scelta motivata – spiega UAP – dalla mancanza di un reale confronto nonostante ripetute dichiarazioni di interesse rimaste senza seguito.

“Non si tratta di una vertenza di categoria – conclude l’associazione – ma di un atto di responsabilità civile: difendere il Servizio sanitario nazionale significa difendere i cittadini, il diritto alla salute e la qualità delle cure. Stesse prestazioni devono significare stesse regole. La sanità non è un mercato. È un diritto”.

 

 

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