Al Bruxelles Motorshow 2026, debutta la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa
Dieci esemplari, già sold out: una Giulia Quadrifoglio “sartoriale” che unisce vela e performance, con aerodinamica in carbonio e dettagli unici.
Ci sono collaborazioni che nascono per “mettere un logo” su una livrea, e poi ce ne sono altre che provano a cambiare il ritmo del racconto.
La Giulia Quadrifoglio Luna Rossa appartiene alla seconda categoria: un progetto che mette in scia due mondi abituati a ragionare per dettagli, ossessioni, margini minimi. Da un lato Alfa Romeo, dall’altro Luna Rossa, punta di diamante della vela internazionale. Il punto non è la celebrazione, ma la contaminazione: ingegneria, ricerca sui materiali, cultura della prestazione. E soprattutto una visione comune, quella che trasforma la competizione in metodo.
Dieci esemplari, una cura quasi sartoriale
La base è già una dichiarazione d’intenti: Giulia Quadrifoglio, prodotta a Cassino, una delle berline più iconiche quando si parla di dinamica e carattere. Ma qui il percorso cambia passo: la vettura viene poi “rifinita” con un processo artigianale e con il contributo di partner italiani specializzati in lavorazioni di altissima qualità. Il risultato è una serie speciale realizzata in soli dieci esemplari, già tutti assegnati: un numero che non serve a fare scena, ma a spiegare l’ambizione di un oggetto pensato come pezzo da collezione.
Aerodinamica in carbonio: più carico, stesso equilibrio
Il cuore tecnico del progetto è un pacchetto aerodinamico in carbonio sviluppato per spingere forte su efficienza e stabilità senza sacrificare la velocità. Il dato che fa alzare le sopracciglia è il carico aerodinamico: circa 140 kg a 300 km/h, un valore che arriva a essere fino a cinque volte quello della versione di serie, con una resistenza sorprendentemente contenuta. Ma il vero colpo di fino è il bilanciamento: più “downforce”, sì, però distribuita in modo armonico, praticamente con la stessa impronta della configurazione standard. Tradotto: più appoggio, più precisione, senza snaturare l’equilibrio che ha reso la Quadrifoglio un riferimento.
L’ala ispirata ai foil: quando la vela diventa downforce
A rendere riconoscibile la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa anche da lontano è la spettacolare ala posteriore a doppio profilo, sostenuta da piloni centrali. Qui l’ispirazione arriva dai foil degli AC75, le appendici che “sollevano” le barche sull’acqua. Solo che, sull’asfalto, la fisica si ribalta: non si cerca di volare, ma di “schiacciare” l’auto a terra con efficienza. Il lavoro sui flussi mira a catturare energia dove serve, sfruttando vortici e upwash per ottenere carico elevato con una superficie ridotta. È un linguaggio tecnico che parla di gallerie del vento e CFD, ma anche di eleganza funzionale: complessità invisibile, effetto evidente.
520 CV e differenziale meccanico: la meccanica resta protagonista
Sotto il cofano pulsa l’iconico V6 biturbo 2.9 da 520 CV, abbinato a un differenziale autobloccante meccanico: una scelta che punta dritta a trazione e controllo, soprattutto quando l’aerodinamica aumenta l’appoggio e chiede coerenza al retrotreno. Il risultato è una Quadrifoglio che promette accelerazioni “piene” e un comportamento più chirurgico in curva: l’auto che si incolla, gira, esce forte. Una sintesi credibile tra aerodinamica e meccanica, dove ogni componente sembra parlare la stessa lingua.
Stile Luna Rossa: livrea, carbonio a vista e un abitacolo “vero”
Il richiamo alla vela non è solo tecnico: è anche estetico e materico. La carrozzeria sfoggia una tinta cangiante lavorata a mano, con un effetto metallico che richiama l’acciaio, su cui si innesta una livrea bicolore con banda rossa laterale e scritta Luna Rossa. I loghi Alfa Romeo sono stati rivisti per questa edizione e, per la prima volta, adottano un fondo rosso. I cerchi da 19" ricevono una sfumatura rossa interna, mentre tetto, scudetto e calotte specchi sono in carbonio a vista: dettagli che non “decorano”, ma dichiarano.
Dentro, l’atmosfera è da oggetto speciale: nuovi sedili Sparco con un rivestimento ispirato ai materiali e alla grafica dei PFD (i giubbotti tecnici dell’equipaggio). E poi la chicca che cambia il tono del racconto: sulla plancia trova spazio un film sottilissimo ricavato da uno degli strati di una vela originale di Luna Rossa, lavorato e integrato nell’abitacolo. Non un semplice richiamo, ma un frammento autentico che porta la regata in auto.
Oltre la serie speciale: una rotta comune verso l’America’s Cup
Questa Giulia non vive isolata: è un segnale dentro una partnership più ampia, che guarda alla prossima 38ª America’s Cup nel Golfo di Napoli, la prima in Italia. E, come spesso accade quando la tradizione pesa quanto l’innovazione, il filo si allunga anche verso la storia: il coinvolgimento del team alla Mille Miglia con una Alfa Romeo 1900 Super Sprint del 1956 custodita ad Arese. Due mondi, la vela e l’automobile, uniti dalla stessa ossessione: trasformare la passione in prestazione misurabile.