Arval Italia, Carlos Lopes nuovo Direttore Commerciale: la sfida flotte
Arval Italia nomina Carlos Lopes Direttore Commerciale: torna in Italia mentre il noleggio supera il 30% del mercato e accelera nel corporate.
La notizia è semplice, ma il contesto è tutto fuorché banale: Arval Italia ha nominato Carlos Lopes nuovo Direttore Commerciale, con riporto diretto al Direttore Generale Dario Casiraghi.
Arriva in un gennaio in cui il noleggio non è più “un’alternativa comoda”, ma una componente strutturale del mercato: nel 2025 le immatricolazioni a noleggio sono cresciute a doppia cifra e la quota sull’intero mercato ha superato il 30%.
Chi è Carlos Lopes e perché conta il profilo internazionale
Lopes porta in dote una traiettoria poco “lineare” e proprio per questo interessante: oltre trent’anni nel perimetro BNP Paribas, con passaggi tra IT, e-banking e progetti di integrazione internazionale.
In Arval dal 2013, ha guidato funzioni Operations e IT su più regioni e poi, in Brasile, ha ricoperto ruoli commerciali e di marketing fino alla Direzione Generale della filiale, gestendo uno dei Paesi più rilevanti del gruppo.
Tradotto: un manager abituato a leggere i numeri e il “dietro le quinte” della mobilità, non solo la vetrina. E in un settore dove margini e rischi si giocano sui dettagli contrattuali, è un segnale preciso.
Il mercato del noleggio in Italia sta cambiando passo
I dati più recenti scattano una foto netta: nel 2025 le immatricolazioni a noleggio sono salite del +10,7% mentre il mercato complessivo era in lieve calo, e il lungo termine ha mostrato un progresso significativo.
Non è solo “più volumi”. È un cambiamento di mix: più aziende che rivedono le car policy, più attenzione alla prevedibilità dei costi e una maggiore professionalizzazione nella gestione della flotta, anche nel mid market.
In questo scenario, la direzione commerciale diventa una cabina di regia: non basta vendere contratti, bisogna costruire soluzioni che reggano su durata, manutenzione, assicurazioni, tempi di consegna e valore residuo.
Corporate e mid market: dove si giocherà la partita
Il mandato dichiarato di Lopes è chiaro: sviluppo e gestione dei clienti corporate, dalle multinazionali al segmento mid market.
Il punto è che corporate e “medio mercato” oggi hanno problemi diversi ma una stessa ossessione: stabilizzare il costo auto. Le grandi aziende chiedono governance, reporting, compliance e standard internazionali; le realtà mid market vogliono semplicità operativa, tempi rapidi e un canone che non esploda al primo imprevisto.
Chi vince, di solito, non è chi propone “l’auto giusta”, ma chi sa disegnare una filiera: approvvigionamento, assistenza, remarketing, e una rete che tenga quando i volumi oscillano.
Prezzi, tassi e valori residui: il triangolo del TCO
Nel noleggio a lungo termine il canone è una sintesi spietata: costo del veicolo, costo del denaro, valore futuro dell’usato. E basta che si muova uno di questi tre lati perché cambi tutto il conto economico.
Negli ultimi anni le flotte hanno imparato a convivere con listini più alti, consegne meno prevedibili e un mercato dell’usato più “nervoso”. Il risultato è un ritorno alla matematica del TCO: percorrenze reali, policy su pneumatici e danni, durata contrattuale, e una selezione più severa delle motorizzazioni.
Qui un profilo con esperienza operativa e tecnologica pesa: perché la marginalità si costruisce anche con processi, non solo con sconti.
Elettrico e plug-in: la transizione vista da chi gestisce flotte
Sulle flotte l’elettrificazione non procede per slogan: procede dove esistono ricarica, missioni compatibili e una previsione credibile dei costi. Il corporate, quando decide, lo fa spesso “a pacchetti”: auto, infrastruttura, policy di ricarica, gestione dei rimborsi e formazione degli utilizzatori.
Il noleggio può accelerare questa transizione perché riduce il rischio percepito: canone, servizi e una gestione più strutturata del fine vita. Ma la partita si gioca sulla consulenza: scegliere dove l’elettrico funziona davvero e dove invece conviene una fase intermedia, senza trasformare la flotta in un laboratorio costoso.
Cosa aspettarsi nei prossimi 12 mesi
La nomina di Lopes va letta come una scelta di esecuzione: presidiare crescita e complessità in un mercato che sta spostando il baricentro dall’acquisto all’uso, con il noleggio ormai sopra il 30% di quota.
Per i clienti, il segnale è pratico: più attenzione alla consulenza su costi e policy, non solo alla disponibilità del modello. Per il settore, significa concorrenza ancora più giocata su dati, processi e qualità del servizio, soprattutto nel mid market che oggi è il vero campo di battaglia.
E per l’industria automotive, il messaggio resta quello di fondo: quando il noleggio accelera, cambiano più velocemente mix di immatricolazioni, canali e velocità di rinnovo del parco. È lì che si misurerà, mese dopo mese, l’impatto reale di questa scelta manageriale.