Auto UE 2025: vendite su, ma lontane dal 2019. Elettrico al 17,4%
Nel 2025 l’UE cresce dell’1,8%, ma resta sotto il pre-Covid: BEV 17,4%, ibride 34,5%, benzina+diesel al minimo.
Il dato secco dice +1,8% di nuove immatricolazioni nell’Unione Europea nel 2025.
Quello che non si vede nel titolo, però, è la distanza dal mondo “normale” di prima: i volumi complessivi restano ben sotto i livelli pre-pandemia, e questo cambia la lettura di tutto il resto. Non è un mercato in festa: è un mercato che prova a rimettersi in equilibrio, con listini alti, pressione sui margini e clienti più cauti di un tempo.
Il numero che pesa: 10,8 milioni contro i 15,3 di prima del Covid
Per rendere l’idea senza giri di parole: il 2025 UE chiude attorno a 10,8 milioni di auto, mentre il 2019 (l’anno “benchmark” pre-Covid) era oltre 15,3 milioni. Non è un dettaglio statistico: è un buco strutturale che spiega perché i costruttori puntino sempre di più su versioni ad alto margine, su formule finanziarie aggressive e su gamme “razionalizzate”.
Elettrico al 17,4%: cresce, ma non è ancora la “nuova normalità”
Le auto elettriche a batteria (BEV) arrivano al 17,4% di quota UE nel 2025, in aumento dal 13,6% dell’anno precedente. È una crescita netta, ma non abbastanza da rendere l’elettrico la scelta automatica per tutti: fuori dalle grandi città e da certe fasce aziendali, contano ancora prezzo d’acquisto, rete di ricarica, tempi reali di utilizzo. La transizione avanza, sì, ma con un ritmo che lascia spazio — e responsabilità — a infrastrutture, incentivi e soprattutto modelli più accessibili.
L’ibrido domina (34,5%): la scelta “pratica” degli europei
Il cuore del 2025 è qui: le ibride (HEV) prendono il 34,5% e diventano la motorizzazione più scelta nell’UE. È la risposta più “razionale” di questo momento storico: consumi contenuti, zero ansia da colonnina, uso semplice, e spesso un prezzo che — a parità di allestimento — fa meno paura di un’elettrica pura. È anche un segnale di mercato molto chiaro: una parte enorme di clienti sta dicendo “voglio efficientare adesso”, senza cambiare radicalmente abitudini.
Plug-in al 9,4%: crescono forte e consolidano la posizione
Le plug-in hybrid (PHEV) arrivano al 9,4% nel 2025, con volumi in aumento e una presenza sempre più stabile nei listini. Il motivo è quasi sempre lo stesso: per chi può ricaricare a casa o in azienda, la plug-in “sblocca” l’elettrico senza imporlo, e permette di stare su percorrenze quotidiane in modalità EV, tenendo il termico come rete di sicurezza per viaggi lunghi. In un’Europa che si muove a velocità diverse, questa formula continua a trovare spazio.
Benzina e diesel al 35,5%: la discesa non è più un’ipotesi
Il dato più simbolico del 2025 è forse quello meno “glamour”: la quota combinata di benzina e diesel scende al 35,5%(dal 45,2% del 2024). Qui non c’è un colpo di scena, c’è un trend che si fa irreversibile: il termico puro arretra perché la domanda si sposta, ma anche perché molte gamme stanno diventando “elettrificate di default” e perché, in diversi Paesi, la pressione fiscale e regolatoria rende più difficile sostenere l’auto tradizionale come scelta di massa.
Dicembre 2025: l’elettrico fa il salto mediatico (e manda un messaggio)
Nel mese di dicembre 2025 il mercato dà un segnale potente: le BEV accelerano con un aumento marcato e, per la prima volta, superano la benzina nel mese. È un passaggio che vale soprattutto come fotografia del momento: quando entrano in gioco campagne commerciali, rinnovi flotte e disponibilità prodotto, la domanda elettrica può salire di colpo. La domanda vera, nel 2026, sarà capire quanto di questo slancio resterà anche fuori dal “mese speciale”, nella vita normale