BMW Group premiata per il welfare: leader globale nell'attrazione dei talenti

BMW Group resta tra i datori più attrattivi nel 2025: 14° primato Trendence in Germania, top ranking europei e globali, con focus su AI ed elettrico.

Auto e Motori

In un contesto segnato da incertezza economica e geopolitica, l’attrattività di un datore di lavoro non si gioca più soltanto sul nome in calce al contratto.

Contano la direzione, la solidità percepita e la sensazione di entrare in un’organizzazione che sa dove sta andando. È su questa combinazione  strategia, prodotti “desiderabili” e leadership  che il BMW Group continua a costruire la propria reputazione nel 2025.

Il risultato non è un titolo da appendere in bacheca: è un indicatore utile in un settore che sta cambiando pelle, dove competenze e persone sono la variabile più contesa. E oggi, per molte aziende, trattenere vale quanto assumere.

Quattordici anni davanti a tutti: il primato che pesa in Germania

Il dato più immediato è la continuità: il BMW Group è stato indicato per la quattordicesima volta consecutiva come miglior datore di lavoro in Germania nel Trendence Professionals Barometer 2025. La classifica nasce da un sondaggio su circa 18.000 professionisti laureati nel Paese, e racconta una preferenza che resiste nel tempo, anche mentre il mercato del lavoro cambia priorità.

In parallelo, l’azienda torna ai vertici anche in altre graduatorie internazionali: tra queste la selezione europea di Universum e la classifica globale World’s Best Employers di Forbes. È la somma delle rilevazioni, più che il singolo piazzamento, a disegnare un quadro coerente.

“Responsabilità e coraggio”: la trasformazione come criterio di scelta

Nel racconto del gruppo, il punto non è “essere i primi” ma spiegare perché: la trasformazione profonda dell’automotive viene indicata come il vero banco di prova. Elettromobilità, digitalizzazione e intelligenza artificiale non sono citate come slogan, ma come campi di lavoro concreti in cui servono profili che vogliano contribuire a plasmare il cambiamento.

Ilka Horstmeier, responsabile Risorse Umane e Real Estate e Labour Director, lega questi risultati a una visione: chi sceglie BMW sceglierebbe un’azienda che punta su responsabilità, strategia chiara e coraggio nell’esplorare nuove strade. È una chiamata esplicita a chi non vuole “gestire l’esistente”, ma costruire la mobilità individuale del futuro, descritta come elettrica, digitale e circolare.

AI, software e data: dove si gioca oggi l’attrattività

Una parte della forza di un datore di lavoro, nel 2025, è offrire contesti dove le competenze restano aggiornate e spendibili. BMW sottolinea ambienti stimolanti proprio nelle aree strategiche: intelligenza artificiale, elettromobilità e digitalizzazione.

È un passaggio che intercetta un cambiamento evidente nel settore: il valore non è più concentrato solo nell’hardware, ma nel software, nell’analisi dei dati e nei sistemi che collegano prodotto, servizi e infrastrutture. Chi cerca carriera in questi ambiti vuole progetti, non promesse: qui si misura la capacità di un gruppo di restare competitivo anche come “azienda tech” oltre che industriale.

Retribuzione, benefit e benessere: la parte meno visibile del premium

L’attrattività non vive di sola mission. BMW mette sul tavolo anche la componente più concreta: retribuzione indicata come superiore alla media e un sistema strutturato di benefit, con iniziative dedicate a mobilità e salute e un’ampia gamma di opportunità di crescita personale e professionale.

È un punto che, nel mercato del lavoro attuale, fa la differenza: i candidati confrontano pacchetti complessivi, non solo stipendi. E la “qualità” di un contesto premium, spesso, si vede proprio nella cura dei dettagli organizzativi.

Le classifiche internazionali: ingegneri, IT ed economia

Nella fotografia europea di Universum, basata sulle risposte di oltre 64.000 studenti di sei grandi economie, BMW viene indicata tra le aziende più attrattive per i futuri ingegneri, con un settimo posto nella graduatoria globale. Tra gli studenti dei settori IT ed economia, il gruppo rientra inoltre tra i primi 18 datori di lavoro al mondo.

Poi c’è il risultato di Forbes: quinto posto nella classifica World’s Best Employers 2025, costruita sulle valutazioni di 300.000 professionisti in 50 Paesi. Nel testo questi numeri vengono letti come conferma di leadership nel settore automotive e di forte posizionamento anche tra le aziende tedesche ed europee.

In Germania: laureati, studenti e profili specializzati

Lo sguardo si stringe di nuovo sul mercato domestico, dove arrivano altre conferme. Nel Trendence Graduate Barometer 2025, BMW resta al vertice tra i laureati in ingegneria e raggiunge il terzo posto tra i laureati in economia.

Sull’asse IT, il gruppo viene descritto come la casa automobilistica meglio posizionata, con un sesto posto complessivo dietro i grandi player tecnologici statunitensi. E per i profili più richiesti, la leadership viene indicata anche nel Trendence Skilled Labour Barometer 2025, basato su un sondaggio su 21.000 lavoratori in Germania.

La “prova interna”: orgoglio e passaparola dei dipendenti

Le classifiche esterne contano, ma la reputazione di un datore di lavoro si costruisce soprattutto dentro. Nell’indagine interna citata, il 92% dei dipendenti dichiara di essere orgoglioso di far parte dell’azienda e l’87% la raccomanderebbe come datore di lavoro.

Sono percentuali alte perché misurano due cose diverse: identità e consigliabilità. La prima è emotiva, la seconda è razionale e si traduce in passaparola, cioè nel canale più potente – e meno controllabile – del recruiting.

BMW Italia: riconoscimenti e focus su inclusione e diversità

Il quadro si completa con l’Italia. Nel 2025 BMW Group Italia viene indicata tra le migliori realtà in cui lavorare in diverse rilevazioni: per l’ottavo anno consecutivo BMW è presente tra gli Italy’s Best Employers 2026, e arriva anche la certificazione tra i Top Job - Best Employers 2025/2026.

A questi risultati si aggiunge l’inserimento tra le aziende leader in diversità e inclusione 2025. In sintesi, il messaggio è che la “promessa” globale viene riconosciuta anche localmente: attenzione alle persone, qualità dell’ambiente di lavoro e cultura inclusiva.

Cosa significa nel 2025: la guerra dei talenti passa dalla credibilità

Nel breve periodo, il punto non è solo attirare candidature: è convincere chi lavora in AI, software e data science che il settore automotive può offrire sfide comparabili a quelle del tech, con in più l’impatto industriale e la scala globale. BMW prova a posizionarsi proprio su questa linea: trasformazione tecnologica, pacchetto competitivo e reputazione misurata da più osservatori.

Nei prossimi 6–12 mesi, mentre l’industria continua a rincorrere elettrico, digitale e processi più circolari, la credibilità come datore di lavoro resterà una leva economica. Perché senza talenti, la trasformazione non accelera: semplicemente si ferma.

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