BYD lancia Operazione Purefication: svecchiare il parco auto e cambiare marcia

Con Operazione Purefication BYD incentiva la rottamazione delle auto con cinghia a bagno d’olio: fino a 10.000 euro per passare a ibrido DM-i o elettrico.

Di Giovanni Aessi
Auto e Motori

Un’idea semplice: togliere di mezzo un problema e ringiovanire le strade

In Italia l’auto resta spesso una “compagna di lunga data”: il parco circolante supera i 40 milioni di vetture e l’età media è arrivata a circa 13 anni, una delle più alte in Europa. In questo scenario, dove la transizione energetica convive con l’esigenza molto concreta di affidabilità, BYD apre il 2026 con una campagna che punta dritta al punto: Operazione Purefication.

Il messaggio è doppio. Da un lato accelerare lo svecchiamento delle auto più anziane; dall’altro offrire una via d’uscita a chi guida modelli afflitti da una delle criticità tecniche più discusse degli ultimi anni: la cinghia a bagno d’olio. Non un tema “da addetti ai lavori”, ma un incubo quotidiano per tanti automobilisti, tra manutenzione complicata, timori di guasti e costi imprevedibili.

“La tua cinghia dà i numeri?” e un bonus fino a 10.000 euro

Lo slogan scelto  “La tua cinghia dà i numeri?”  riassume bene il tono: diretto, quasi da conversazione tra officina e parcheggio. La leva è una rottamazione che promette di essere rapida e accessibile, senza paletti di reddito, con un incentivo che può arrivare fino a 10.000 euro per chi rottama un’auto con cinghia a bagno d’olio e passa a un modello BYD.

In un mercato dove spesso i bonus sembrano un percorso a ostacoli, l’operazione mira a ridurre frizioni e tempi morti, puntando su un concetto chiave: vicinanza ai clienti. Tradotto: meno attese, più chiarezza e una proposta “chiavi in mano” per chi vuole cambiare auto senza trascinarsi dietro l’ansia del prossimo intervento.

Perché la rottamazione torna centrale nel 2026

La strategia si inserisce nel momento in cui l’Italia si prepara a gestire il prossimo ciclo di regole e obiettivi legati al Green Deal europeo. In parallelo, c’è il dato – spesso sottovalutato – della qualità del parco auto: vetture sempre più vecchie significano anche tecnologie di sicurezza e di controllo emissioni meno aggiornate, oltre a una manutenzione mediamente più onerosa.

Qui Operazione Purefication prova a fare sintesi tra politica industriale e bisogni reali: spingere verso una mobilità a basse emissioni, ma senza chiedere ai clienti un salto nel vuoto. L’incentivo diventa il ponte tra l’auto che “non dà serenità” e un’auto nuova che promette più prevedibilità nei costi e nell’uso quotidiano.

Dal 2025 al 2026: una comunicazione “anti-burocrazia”

La mossa non nasce nel vuoto. Negli ultimi mesi il marchio ha spinto su iniziative dal linguaggio pop, pensate per rendere più comprensibili offerte e tecnologie: dalla provocazione sugli incentivi al “Back Friday”, fino al focus sull’ibrido intelligente. Purefication porta la stessa logica su un tema molto italiano: cambiare auto senza sentirsi intrappolati tra scadenze e incertezze.

La gamma BYD: elettrico e Super DM-i per chi non vuole compromessi

Il cuore dell’offerta è una gamma ampia, pensata per intercettare profili diversi: chi è pronto al full electric e chi, invece, vuole la sensazione di guida elettrica senza rinunciare alla tranquillità dell’ibrido. In questo secondo caso entra in gioco la Super DM-i Technology, evoluzione dei sistemi ibridi BYD che combina efficienza e facilità d’uso, con un approccio più “pratico” rispetto ai plug-in tradizionali.

Tra i modelli più rappresentativi spicca SEAL U DM-i, SUV di taglia media che ha guadagnato visibilità grazie alla formula DM-i. Accanto, ATTO 2 DM-i interpreta il segmento dei SUV compatti con un’impostazione da “auto di famiglia” moderna: abitacolo spazioso, dotazioni digitali e autonomia complessiva dichiarata fino a 1.000 km, utile per chi alterna città e viaggi lunghi.

Per chi cerca una berlina orientata all’efficienza, SEAL 6 DM-i alza l’asticella con un’autonomia totale dichiarata oltre i 1.500 km e un pacchetto tecnologico che include funzioni come Vehicle-to-Load (per alimentare dispositivi esterni), accesso tramite smartphone NFC e schermi infotainment da 12,8 o 15,6 pollici. In versione station wagon, la capacità di carico arriva a 1.535 litri: un dato che parla a chi usa l’auto anche come strumento di lavoro e tempo libero.

Un segnale al mercato (e agli automobilisti): cambiare può essere più facile

Dietro l’operazione c’è un punto interessante: BYD non prova solo a “vendere auto”, ma a posizionarsi come attore che facilita un cambio di passo concreto, mettendo sul tavolo un incentivo forte e un argomento molto sentito – la serenitànell’uso quotidiano.

Se la promessa verrà confermata nei fatti, Operazione Purefication potrebbe diventare una delle iniziative più osservate di questo inizio 2026: perché incrocia due nervi scoperti italiani, l’età media delle auto e i problemi tecnici che pesano sulle tasche, e li trasforma in una proposta chiara. In un Paese dove l’auto è ancora libertà, ma anche costo e preoccupazione, l’idea di “purificare” il parco circolante suona come un invito a ripartire, senza rimandare alla prossima spia accesa.

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