EX60, Volvo punta su autonomia record e 800 Volt: cosa sappiamo

Volvo EX60 promette fino a 810 km e ricarica rapidissima: 340 km in 10 minuti a 400 kW. Nuova SPA3, 800 Volt e batteria garantita 10 anni

di Giovanni Alessi
Auto e Motori

Se l’elettrico deve diventare l’auto “di tutti i giorni”, deve smettere di sembrare un esercizio da pianificazione ossessiva.

Volvo posiziona la nuova EX60 esattamente su questo punto: un SUV che nasce con l’idea di coprire tratte lunghe con naturalezza, senza far ruotare il viaggio attorno alle soste.

L’obiettivo dichiarato è semplice da capire anche per chi non mastica tecnica: ridurre al minimo l’ansia da autonomia e trasformare la ricarica in una parentesi breve, più simile a un caffè che a una pausa forzata.

Il dato che fa rumore: fino a 810 km con una carica

Il numero più pesante è l’autonomia massima: fino a 810 km con una singola ricarica nella configurazione a trazione integrale. Per Volvo è un record interno, perché posizionerebbe la EX60 come la vettura elettrica del marchio capace di percorrere più chilometri in assoluto.

Accanto alla cifra, c’è un messaggio altrettanto importante: l’ottimizzazione è stata impostata guardando alla guida reale, cioè alle condizioni concrete che si incontrano negli spostamenti quotidiani. È una promessa che prova a colmare la distanza, spesso enorme, tra aspettative e uso vero.

Ricarica ultra-rapida: 340 km in 10 minuti a 400 kW

L’autonomia da sola non basta: per rendere credibile il concetto di “libertà”, serve ricaricare in fretta. Qui Volvo alza l’asticella con un dato che punta dritto alla percezione del tempo: fino a 340 km recuperati in soli dieci minuti con un caricatore veloce da 400 kW.

L’idea è chiara: rendere la sosta un gesto pratico, quasi comparabile a un rifornimento tradizionale come impatto sulla giornata. E per togliere un’altra preoccupazione tipica dell’elettrico, la batteria viene proposta con una garanzia di 10 anni.

SPA3: la piattaforma che punta a cambiare l’efficienza

Dietro quei numeri c’è una nuova architettura, chiamata SPA3, descritta come la più avanzata sviluppata finora dal marchio per le elettriche. La promessa non è solo “più chilometri”, ma più efficienza complessiva dei sistemi interni, con l’ambizione di avvicinare l’esperienza d’uso alla libertà percepita di un’auto a benzina.

In altre parole, Volvo non racconta la EX60 come un modello “più grande e più potente”, ma come un progetto che prova a ridurre sprechi energetici e peso dove conta, perché è lì che si vince la partita dell’autonomia.

Batteria nella struttura e motori riprogettati: meno peso superfluo

Uno dei punti chiave è la tecnologia cell-to-body: la batteria viene integrata direttamente nella struttura dell’auto. L’obiettivo è doppio: migliorare l’efficienza energetica e togliere massa non necessaria, un tema centrale perché ogni chilo risparmiato è autonomia in più o prestazione ottenuta a parità di batteria.

Volvo parla anche di progettazione interna dei motori elettrici e di una nuova struttura delle celle della batteria pensata per bilanciare densità energetica ed erogazione di potenza. È un passaggio che dice molto della direzione: non si lavora solo sulla “batteria più grande”, ma sull’insieme.

Megacasting: una scelta industriale con ricadute su strada

C’è poi un elemento produttivo che sta diventando sempre più centrale nel settore: il megacasting. La EX60 è indicata come la prima Volvo realizzata con questa tecnologia, che consente di sostituire centinaia di componenti stampate con un’unica fusione di alta precisione.

Il beneficio dichiarato è concreto: una riduzione di peso di circa 200 kg. In un’elettrica, questa è una cifra che può cambiare l’equilibrio tra autonomia, consumi e dinamica di guida, oltre a influenzare l’efficienza complessiva del pacchetto.

800 Volt e software: la ricarica diventa un vantaggio competitivo

Per sostenere velocità di ricarica elevate, la EX60 adotta un sistema elettrico a 800 Volt e software sviluppato internamente per trasferire energia alla batteria in modo più efficiente. Lavorare su calore e materiali più leggeri, secondo quanto viene indicato, aiuta a ridurre i tempi e a mantenere prestazioni consistenti.

In più, entrano in gioco algoritmi intelligenti di Breathe Battery Technologies, con l’obiettivo di adeguare costantemente l’assorbimento di energia della batteria e mantenerla nel suo intervallo ideale, anche con meteo variabile. È un approccio che sposta il focus dalla singola “specifica” al comportamento nel mondo reale.

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