Hyundai Nosovice, cinque milioni di auto e un messaggio all’Europa industriale
Occupazione stabile, investimenti mirati e supply chain regionale: lo stabilimento ceco diventa un asset economico strategico per Hyundai
Il traguardo dei cinque milioni di veicoli prodotti raggiunto il 29 gennaio da Hyundai Motor Manufacturing Czech va letto oltre la dimensione celebrativa.
Nošovice oggi rappresenta uno dei rari esempi di stabilimento automotive europeo che continua a crescere per rilevanza economica, capacità decisionale e integrazione nella strategia industriale di un grande gruppo globale.
In un contesto segnato da rallentamenti produttivi, riconversioni forzate e incertezze sulla transizione elettrica, Hyundai consolida invece una piattaforma manifatturiera capace di garantire volumi, occupazione e investimenti continui. Non è un dettaglio: la fabbrica ceca è diventata negli anni un punto di equilibrio tra competitività dei costi, competenze locali e prossimità ai mercati europei.
Il modello produttivo ruota attorno a prodotti ad alto peso economico come Hyundai TUCSON, che da sola rappresenta quasi metà della produzione storica del sito, e alla gamma Hyundai i30, inclusa la variante N ad alte prestazioni. Modelli che garantiscono stabilità industriale, saturazione degli impianti e una filiera fornitori strutturata.
Dal punto di vista macroeconomico, Nošovice è anche una macchina da export: oltre il 50% della produzione è destinata ai principali mercati europei – Italia inclusa – mentre il resto viene distribuito in oltre 90 Paesi. Una diversificazione che riduce l’esposizione ciclica e rafforza il ruolo del sito come hub produttivo regionale.
La vera trasformazione, però, è avvenuta con l’elettrificazione. Dal 2020 lo stabilimento ha superato quota 650.000 veicoli elettrificati prodotti, di cui 200.000 Hyundai KONA Electric. Un passaggio che ha richiesto investimenti strutturali, nuove competenze e una revisione profonda dei processi industriali. Kona EV, primo veicolo elettrico prodotto in serie nella Repubblica Ceca, ha avuto un impatto simbolico ma anche occupazionale, spingendo la specializzazione tecnica della forza lavoro.
In questa logica si inserisce il centro di assemblaggio batterie gestito da Hyundai Mobis, oggi uno degli snodi chiave della supply chain regionale. Con una capacità che salirà a 450.000 sistemi l’anno, il BSA non rifornisce solo Nošovice ma anche lo stabilimento Kia Žilina, creando economie di scala e integrazione verticale tra marchi del Gruppo. È un passaggio cruciale: più componenti strategici vengono prodotti localmente, minore è la dipendenza da forniture extraeuropee.
Altro elemento spesso sottovalutato è il crescente coinvolgimento dello stabilimento nello sviluppo prodotto. Nošovice non è più solo un centro esecutivo, ma parte attiva nella progettazione: circa il 50% dello sviluppo dell’attuale generazione di Kona Electric è stato realizzato localmente. In termini economici, significa maggiore valore aggiunto trattenuto sul territorio e un rafforzamento delle competenze ingegneristiche europee all’interno del Gruppo.
Sul fronte degli investimenti, Hyundai ha puntato su sostenibilità e automazione come leve di competitività. Dal 2022 lo stabilimento utilizza esclusivamente energia rinnovabile; nel 2026 è entrato in funzione un impianto fotovoltaico da 5 MWp, mentre sono in fase di attivazione oltre 100 punti di ricarica per dipendenti e visitatori. Parallelamente avanzano sistemi di controllo qualità automatizzati e tecnologie di rilevamento difetti, con benefici diretti su efficienza e costi industriali.
I numeri del 2025 rafforzano il quadro: 276.175 veicoli prodotti, oltre il 50% elettrificati, con un mix sempre più orientato a trasmissioni automatiche e powertrain a maggiore marginalità. La domanda europea resta il perno centrale, ma la presenza su mercati extra-UE contribuisce alla stabilità dei volumi.
Guardando al 2026, Hyundai prevede una produzione di circa 265.000 veicoli, metà dei quali elettrificati. Una scelta prudente, che riflette una transizione industriale calibrata più che ideologica.
La nuova guida affidata a Sanghoon Yoon rafforza questa impostazione manageriale, mentre la promozione di Changki Lee a Ulsan conferma il peso strategico del sito ceco all’interno della geografia produttiva del Gruppo.
Con quasi 2.900 dipendenti, salari sopra la media regionale e una filiera che coinvolge centinaia di fornitori, Nošovice è oggi più di una fabbrica: è un’infrastruttura economica. In un’Europa che cerca di trattenere produzione, competenze e investimenti, Hyundai manda un segnale chiaro: l’industria automotive può ancora crescere, se inserita in una strategia industriale coerente e di lungo periodo.