Lamborghini oltre i motori: leader nella parità di genere e work-life balance

Automobili Lamborghini conferma la certificazione UNI/PdR 125:2022. Un traguardo che premia l'equità salariale, il sostegno alla genitorialità e l'inclusione.

Di Giovanni Alessi
Auto e Motori

Nel cuore della Motor Valley, dove solitamente a far parlare di sé sono i cilindri, le prestazioni estreme e il design avveniristico, c’è un altro motore che gira a pieno regime:

quello del cambiamento sociale e culturale. Automobili Lamborghini ha dimostrato ancora una volta che l’eccellenza non si misura solo in cavalli vapore o velocità massima, ma anche nella capacità di costruire un ambiente di lavoro che metta al centro la persona. La casa di Sant’Agata Bolognese ha infatti ottenuto la riconferma della certificazione UNI/PdR 125:2022, un riconoscimento ufficiale rilasciato da DNV che attesta l’impegno concreto dell’azienda in materia di parità di genere, inclusione ed equità. Non si tratta di un semplice bollino burocratico, ma della validazione di una strategia profonda, voluta dal Governo italiano, che misura indicatori precisi e KPI specifici per garantire che le pari opportunità non restino solo belle parole su carta.

Una cultura aziendale che corre veloce verso l'equità

Per comprendere la portata di questo risultato, bisogna guardare oltre la superficie. Stephan Winkelmann, Chairman e CEO del marchio, ha sottolineato come questo traguardo non sia un punto di arrivo, ma uno stimolo costante. La filosofia che guida l'azienda è chiara: rendere il luogo di lavoro sempre più inclusivo non è un accessorio, ma un componente fondamentale del successo. Questa visione si inserisce in un percorso triennale che vede Lamborghini protagonista attiva anche all'esterno dei propri cancelli. Basti pensare al ruolo giocato nella creazione della Rete CapoD, la comunità di aziende bolognesi nata per abbattere gli stereotipi e promuovere le materie STEM tra le donne.

Ma è guardando ai numeri interni che si percepisce la concretezza di questo impegno. In un panorama nazionale dove il divario retributivo è spesso una nota dolente, Automobili Lamborghini registra un dato in controtendenza che fa rumore quanto un V12: il sistema di monitoraggio della parità retributiva evidenzia un differenziale dello 0,04% a favore delle donne. Un risultato che parla di equità reale, affiancato da una sorveglianza costante sui processi di carriera per garantire che il talento femminile abbia libero accesso ai ruoli manageriali, senza soffitti di cristallo.

Genitori al centro: il nuovo equilibrio tra vita e lavoro

Uno degli aspetti più rivoluzionari del modello Lamborghini riguarda la gestione della genitorialità, scardinando vecchi retaggi culturali. L'azienda ha trasformato il supporto a madri e padri in un pilastro della propria identità, promuovendo una genitorialità condivisa che non penalizza la carriera ma la arricchisce. I risultati sono tangibili: dal 2022 a oggi, l'azienda ha registrato un aumento superiore al 10% dei papà che usufruiscono dei congedi parentali, segno di un cambiamento di mentalità profondo.

Non si tratta solo di permessi, ma di un accompagnamento umano e professionale. I programmi di "Dad Coaching" e "Mum Coaching" offrono ai neogenitori sessioni di formazione per gestire il rientro e il nuovo equilibrio familiare. A questo si aggiungono tutele specifiche per i nuclei monogenitoriali o per chi assiste figli con disabilità. Il tutto è incorniciato da un recente contratto integrativo che ha ridefinito il concetto di work-life balance: orari rimodulati, flessibilità pionieristica e la possibilità di utilizzare lo smart working fino a dodici giorni al mese. È la dimostrazione che la produttività e il benessere personale possono viaggiare sulla stessa corsia.

Le parole che costruiscono il futuro: l'Equabolario

L'inclusione passa anche, e forse soprattutto, dal linguaggio. Le parole che usiamo definiscono la realtà che viviamo, e Lamborghini ha deciso di investire pesantemente sulla consapevolezza linguistica. Nel 2024 è stata lanciata una campagna di comunicazione interna che ha coinvolto dipendenti e ospiti esterni per riflettere sul potere delle parole. Il simbolo di questa iniziativa è l'Equabolario, un dizionario inclusivo progettato per stimolare l'uso di un lessico che rispecchi i valori di rispetto e uguaglianza.

Questo strumento si affianca a un piano di formazione continua che tocca temi delicati e cruciali come gli "unconscious bias", ovvero quei pregiudizi inconsapevoli che influenzano le nostre decisioni quotidiane, la prevenzione delle molestie e il contrasto al mobbing. L'obiettivo è creare una "speak up culture", un ambiente dove il confronto è incoraggiato e dove ognuno si sente libero di esprimere le proprie idee o segnalare criticità senza timore. Imparare l'inclusione significa lavorare sui comportamenti quotidiani, trasformando l'ascolto e il rispetto in prassi operative.

Un impegno che abbraccia il territorio e le nuove generazioni

La visione di Lamborghini non si esaurisce all'interno dell'azienda ma si espande sul territorio, creando un ecosistema virtuoso. La collaborazione con istituzioni e università è costante. Oltre alla già citata Rete CapoD, che l'azienda guida come Presidente dal 2024, spicca la partnership con Valore D per la formazione sulla leadership femminile. Particolarmente significativo è il progetto "MUNER Drives Change", nato in seno alla Motorvalley University of Emilia-Romagna. Questa iniziativa si rivolge direttamente agli studenti e ai docenti per combattere gli stereotipi di genere nel mondo ingegneristico e tecnologico, preparando il terreno per una nuova generazione di professionisti STEM più consapevoli e inclusivi.

Per Automobili Lamborghini, la diversità è una risorsa strategica, un carburante indispensabile per l'innovazione. Mettere le persone al centro significa riconoscere che il vero valore aggiunto di un'azienda risiede nella sua capacità di far sentire ognuno parte di un progetto comune, libero di esprimere la propria autenticità. In questo senso, la riconferma della certificazione non è solo un premio, ma la promessa mantenuta di un futuro più equo.

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