Alex Fiorio ospite a La Piazza, chi è il campione del rally che ha vestito i colori di Lancia, Ford e Mitsubishi

Dalla Lancia Delta Integrale alla Fiorio Cup, fino all’impegno per i giovani: la storia di Alex Fiorio tra sport, memoria e sicurezza stradale.

di Giovanni Alessi
Auto e Motori

Parte La Piazza di Affaritaliani, tra gli ospiti della serata anteprima anche Alex Fiorio 

La serata del Premio La Piazza prenderà avvio alle ore 20.00 con i saluti iniziali di Barbara Politi, giornalista e conduttrice, che racconterà la prima edizione dell’anteprima e i momenti principali che caratterizzeranno l’evento. Sarà l’occasione per introdurre un dibattito che unisce sport, cultura e sensibilizzazione sul tema della sicurezza stradale.

Sul palco, accanto ad Alex Fiorio, leggenda dei rally e oggi istruttore di guida sicura, saliranno anche Riccardo Scamarcio, attore e produttore cinematografico, e Andrea Adamo, già Team Principal della scuderia Hyundai e vincitore dei titoli costruttori nel mondiale rally 2019 e 2020. Un incontro che intreccia mondi diversi ma accomunati dalla volontà di portare un messaggio forte e condiviso: la sicurezza non è solo una regola, ma una responsabilità collettivi.In questo contesto, Fiorio offrirà la sua testimonianza di campione del mondo rally GR N 1987 e vice campione WRC 1989, oggi impegnato nella diffusione della cultura della prevenzione e della guida sicura. La serata ospiterà anche la presentazione del Premio in memoria di Federica Annese, giovane vittima della strada, alla presenza dei genitori: un momento che trasforma il ricordo in impegno, dando ancora più valore all’intera manifestazione.

Ci sono storie che restano impresse non solo per i successi raggiunti, ma anche per le cadute, le difficoltà e la capacità di rialzarsi. Quella di Alex Fiorio, nato a Torino nel 1965, appartiene a questa categoria. Figlio di Cesare Fiorio, storico direttore sportivo Lancia, Alex ha respirato rally fin dall’infanzia, trasformando una passione ereditata in una carriera di livello mondiale. Dopo i primi passi nelle competizioni nazionali, la sua esplosione avvenne negli anni Ottanta, quando entrò nella squadra ufficiale Lancia.

La Delta Integrale era l’arma perfetta, ma a fare la differenza era la sua capacità di adattarsi a terreni e condizioni diverse, qualità che in breve tempo lo posero tra i giovani più promettenti del panorama mondiale. Il 1988 fu l’anno della consacrazione: in Campionato del Mondo Rally concluse al secondo posto assoluto, dietro a Miki Biasion, regalando alla Lancia un clamoroso uno-due tricolore. Quel risultato lo rese una delle stelle emergenti dei rally, pronto a raccogliere l’eredità di campioni affermati. La velocità, la grinta e il cognome importante sembravano un passaporto naturale verso la gloria.

Ma la carriera di Alex Fiorio non fu un percorso lineare. Nel 1989, durante il Rally di Corsica, la sua vettura uscì di strada investendo alcuni spettatori: un dramma che segnò profondamente la sua vita sportiva e personale. Sebbene non avesse colpe dirette, quell’incidente lasciò cicatrici indelebili, mettendo in discussione il rapporto con la velocità e con un mondo che spesso presentava un conto altissimo. Nonostante le difficoltà, Fiorio continuò a correre. Negli anni successivi ottenne piazzamenti di rilievo, tra cui podi in gare mondiali e successi nelle competizioni italiane ed europee.

Vestì i colori di Lancia, Ford e Mitsubishi, mostrando sempre quella determinazione che lo aveva reso uno dei talenti più puri della sua generazione. Il titolo iridato non arrivò mai, ma il suo nome rimase legato a un’epoca irripetibile del rally, fatta di sfide durissime, macchine leggendarie e un’atmosfera che oggi appartiene alla memoria collettiva. Alex Fiorio non è solo un ex pilota: è il simbolo di una generazione di sportivi cresciuti nell’ombra di padri illustri e costretti a dimostrare il proprio valore con il cronometro in mano. La sua carriera è la fotografia di quanto il rally sappia essere spettacolo, ma anche rischio, emozione pura e responsabilità.

Oggi, a distanza di anni, il suo nome continua a evocare rispetto. Nei racconti degli appassionati, nelle immagini sgranate delle corse di fine anni Ottanta, Fiorio resta il “figlio d’arte” che seppe uscire dall’ombra del padre per costruirsi un’identità propria. Una carriera fatta di picchi altissimi e momenti drammatici, che proprio per questo rimane autentica e memorabile. Ma la storia di Alex Fiorio non si ferma con il ritiro dalle corse.

Oggi, infatti, è protagonista di una nuova sfida: la Fiorio Cup, un trofeo monomarca che porta il suo nome e che rappresenta un ponte ideale tra passato e futuro. Attraverso questa iniziativa, Alex mette la sua esperienza a disposizione delle nuove generazioni di piloti, creando un laboratorio di crescita sportiva e tecnica. È un modo per restituire al rally ciò che il rally gli ha dato, trasformando il bagaglio di una carriera vissuta ad alta velocità in un’opportunità per i giovani. Così, il ragazzo che negli anni Ottanta faceva sognare con la Lancia Delta Integrale oggi è diventato un punto di riferimento per chi vuole affacciarsi al mondo delle corse. Un’eredità diversa, meno legata ai trofei, ma più vicina all’essenza vera dello sport: trasmettere passione e conoscenza a chi verrà dopo. Alex Fiorio porterà anche un messaggio di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale, consegnando un corso dedicato ai ragazzi dell’Associazione La Piazza. Un gesto che dimostra come la sua esperienza di pilota, segnata da successi e momenti difficili, possa trasformarsi oggi in un contributo prezioso per le nuove generazioni, dentro e fuori le piste.

 

 

 

 

 

 

Scheda: i momenti chiave della carriera di Alex Fiorio

  • 1987 – Debutto nel Campionato del Mondo Rally con Lancia Delta HF 4WD.
  • 1988 – Vicecampione del mondo rally, alle spalle di Miki Biasion.
  • 1989 – Coinvolto nel tragico incidente al Rally di Corsica.
  • 1990-1992 – Continua con Lancia, ottenendo podi e piazzamenti nel WRC.
  • 1993-1994 – Passaggio a Ford, con risultati solidi e grande esperienza internazionale.
  • 1995-1996 – Gare con Mitsubishi e team privati, confermando la sua versatilità.
  • Anni 2000 – Attività in campionati italiani ed europei, tra rally su terra e gare di durata.
  • Oggi – Impegnato con la Fiorio Cup, trofeo monomarca dedicato ai giovani piloti, e in progetti di sensibilizzazione per la sicurezza stradale.
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