Quadricicli, stop alla crescita: nel 2025 -14,6% tra incentivi ridotti e concorrenza delle auto elettriche low cost

Nel 2025 i quadricicli calano del 14,6%: crollano i L6, crescono i L7. Incentivi e nuove EV “entry” riscrivono prezzi e canali.

Auto e Motori

Il 2025 chiude con un dato che racconta più di una semplice flessione: i quadricicli immatricolati in Italia sono 17.989, il 14,6% in meno rispetto al 2024.

Non è il classico “anno storto” da archiviare in fretta, ma il segnale di un mercato entrato in una fase nuova, più selettiva e meno protetta. Il contesto è cambiato: il supporto pubblico al segmento si è ridotto e, allo stesso tempo, le elettriche “di primo prezzo” hanno iniziato a rosicchiare spazio proprio dove le microcar sembravano avere il terreno migliore.

L6 in affanno, L7 in crescita: la polarizzazione che spiega il 2025

Guardando dentro il totale, emergono due storie diverse. I quadricicli leggeri (L6) finiscono l’anno a 13.920 unità, con un calo pesante (-21,0%). I quadricicli pesanti (L7), invece, fanno registrare 4.069 immatricolazioni e addirittura crescono (+18,1%). È una polarizzazione che dice molto: una parte della domanda si sta spostando verso prodotti più “completi”, più sfruttabili e più prestazionali, mentre la fascia d’ingresso perde spinta. Non è solo una questione di mode: è il mercato che matura, e chi compra vuole qualcosa che assomigli di più a un mezzo “vero” e meno a una soluzione di ripiego.

Incentivi, prezzo e concorrenza: quando l’elettrica “A” si avvicina troppo

Nel 2025 il tema incentivi non è stato un semplice contorno: ha inciso sul comportamento dei marchi e sul modo in cui i volumi sono finiti a terra. Francesco Farris (Dataforce Italia) parla apertamente di un anno di discontinuità, con incentivi che hanno alterato il mix canale e rallentato la crescita BEV dei quadricicli perché, di fatto, hanno portato una citycar elettrica e un quadriciclo leggero su livelli di prezzo più vicini di quanto ci si aspettasse. È qui che cambia la musica: quando la differenza economica si assottiglia, una parte dei clienti fa un passo verso l’auto “tradizionale”, soprattutto se cerca comfort, sicurezza percepita e maggiore versatilità d’uso.

BEV stabili e dominanti: 72% di quota, ma la crescita non c’è

L’elettrico resta il cuore del comparto. Nel 2025 i quadricicli BEV totalizzano 12.994 immatricolazioni: praticamente invariati rispetto all’anno precedente (-0,7%), ma con una quota che supera il 72% del mercato. Tradotto: l’elettrico “comanda”, però non accelera. Dentro questo equilibrio, il dato interessante è come si muovono le categorie: gli L6 BEV scendono a 10.064 unità (-6,2%), mentre gli L7 BEV crescono a 2.930 (+24,2%). La spinta, quindi, si sta spostando sul prodotto più “solido”, quello che promette un’esperienza meno limitata e un utilizzo più ampio, anche in chiave professionale o di mobilità quotidiana più intensa.

Termico in caduta: la domanda ICE si restringe e resta di nicchia

Se l’elettrico non cresce, il termico invece arretra con decisione. I quadricicli ICE si fermano a 4.995 immatricolazioni, crollando del 37,4%. Nei dettagli, il colpo si sente soprattutto sugli L6 ICE: 3.856 unità (-44,1%). Anche i L7 ICE restano un universo piccolo (1.139 unità, +5,0%), più legato a impieghi specifici e “di lavoro” che a una mobilità urbana pura. È il classico scenario in cui il termico diventa residuale: non sparisce, ma smette di essere la scelta naturale e resta confinato a esigenze molto precise.

Canali di vendita ribaltati: privati giù, autoimmatricolazioni su

Un altro indizio che il mercato sta cambiando pelle arriva dai canali. I privati restano la fetta principale, ma nel 2025 scendono a 8.610 immatricolazioni, perdendo il 22,7%. A crescere, invece, sono le dinamiche “tattiche”: le autoimmatricolazioni di produttori e concessionari arrivano a 2.185 unità, con un’impennata superiore al +380%. Non è un dettaglio tecnico: significa stock gestiti in modo più aggressivo, rete supportata in maniera diversa e volumi che, in parte, vengono costruiti per intercettare finestre e meccanismi del sistema incentivi. Anche flotte (1.371 unità, +16,5%) e noleggio aumentano, pur restando su numeri contenuti: segnali di un settore che prova a trovare stabilità fuori dal solo cliente retail.

I modelli che guidano il BEV: Topolino davanti, ma la partita è più aperta

Nel segmento L6 elettrico la “foto” della vetta non cambia: Topolino, Ami e Aixam e-City restano la top 3. Ma il modo in cui ci arrivano sì. La Topolino rimane sostanzialmente stabile sull’anno, mentre la Ami continua a perdere volumi da quando il nuovo competitor è entrato nella stessa fascia di interesse. E in mezzo spunta la crescita netta della Aixam e-City, che raddoppia rispetto al 2024: un segnale chiaro di come il cliente non stia solo scegliendo “una microcar”, ma stia iniziando a confrontare prodotto e valore in modo più razionale. Dietro, modelli come Silence S04 e Duo si ritagliano spazio e diventano pedine importanti anche nel mondo L7, dove le sovrapposizioni tra categorie iniziano a contare.

L7 elettrici: YOYO resta prima, ma entrano nuovi player e cambia l’equilibrio

Tra i quadricicli pesanti BEV, la XEV YOYO mantiene la leadership, anche se il 2025 la vede in calo (-20,4%). Il dato interessante, però, è la pressione crescente: si fanno notare l’ingresso di Mobilize Duo e l’avanzata di Micro Microlino, mentre in top 5 compaiono anche Silence e DR. E qui si vede un’altra dinamica “da mercato maturo”: non basta più esserci, serve presidiare bene canali e disponibilità, perché la domanda si sposta velocemente tra marchi quando cambiano prezzi, incentivi e formule commerciali.

Prospettive 2026: meno “creatività” sul canale e incentivi più selettivi

Il 2026 ruoterà attorno a come verranno impostati gli incentivi per i BEV. La cornice attesa per L1-L7 dovrebbe diventare più restrittiva: accesso riservato alle persone fisiche e prenotazione legata a un contratto o a un preordine reale. In pratica, meno spazio

 

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