Tappa Marathon al Dakar: Moraes brilla, Loeb risale con Dacia

Tra polvere e navigazione, i Dacia Sandriders chiudono la tappa Marathon: Al-Attiyah resta 2°, Moraes accelera, Loebrisale.

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Al Rally Dakar non c’è solo il cronometro: quando la traccia sparisce, pesano navigazione e gestione.

La quinta tappa, secondo giorno della tappa Marathon, è arrivata dopo una notte in autonomia, senza assistenza tecnica. Su una speciale lunga e impegnativa, la polvere ha spesso tolto visibilità, rendendo ogni sorpasso e ogni nota di roadbook un piccolo rischio calcolato.

Al-Attiyah e Lurquin: contenere i rischi, restare agganciati ai leader

Per Nasser Al-Attiyah e Fabian Lurquin la missione era restare agganciati alla vetta senza trasformare la Marathon in una lotteria. Partire secondi dal bivacco, con poche tracce da seguire, significa navigare “a vista” e spesso aprire la strada. Il duo dei Dacia Sandriders ha gestito con freddezza: pochi errori, ritmo costante e margine ridotto rispetto alla sera precedente. Il distacco è sceso da 3'55" a 3'17", ma una penalità di due minuti per un superamento del limite in una zona controllata ha tolto l’occasione di avvicinarsi ancora. In generale restano solidi al secondo posto, con l’obiettivo di giocarsi la seconda settimana sulle scelte giuste, non sui colpi di fortuna.

Moraes e Zenz: la giornata in cui il debutto diventa credibile

Il guizzo di giornata, in casa Dacia Sandriders, è di Lucas Moraes con Dennis Zenz. Liberato da una posizione di partenza penalizzante, il brasiliano ha finalmente mostrato il suo passo: sui 371 chilometri ha firmato il suo primo vero acuto in Top 3 con il team, e il suo crono è stato il secondo migliore tra i primi quattro della tappa. Nonostante lunghi tratti nella polvere, l’equipaggio ha capitalizzato anche in classifica, passando dal 12° al 7° posto assoluto, una posizione davanti a Sébastien Loeb ed Édouard Boulanger.

Loeb e Boulanger: rimonta senza strappi, dopo le forature dei giorni neri

Per Sébastien Loeb ed Édouard Boulanger la quinta tappa era un test di maturità. Dopo i ritardi pesanti causati dai problemi agli pneumatici tra martedì e mercoledì, la priorità è diventata non ripetere lo stesso copione. Loeb ha scelto una prima parte prudente, per proteggere gomme e macchina, poi ha aumentato il passo quando la traccia ha concesso più spazio alla guida. La speciale si è chiusa con il 12° tempo, sufficiente a confermare l’ottavo posto nella generale mentre davanti Moraes ha guadagnato terreno.

Gutiérrez e Moreno: tra foratura e polvere, la Marathon è soprattutto sopravvivenza

Anche Cristina Gutiérrez e Pablo Moreno hanno pagato la parte più ingrata della giornata: partire indietro e guidare “a vista zero” dentro una nube costante. In queste condizioni la navigazione diventa un esercizio di pazienza, perché con la polvere è difficile riconoscere i punti e perfino la linea più sicura. Un danno alle gomme ha aggiunto minuti e tensione, e qualche incertezza di roadbook ha fatto il resto. In classifica generale restano 13°, mentre sul crono di tappa hanno firmato il 14° tempo: nella logica della Marathon, arrivare con l’auto integra vale quasi quanto guadagnare posizioni.

La notte in autonomia: il bivacco che non perdona

La tappa Marathon è l’opposto del comfort: si arriva a fine speciale e si pensa a cavarsela, non a rifinire. Niente assistenza del team, provviste limitate e, spesso, la necessità di montare da soli le tende prima di ripartire all’alba. È qui che un piccolo danno può diventare un problema serio e che la gestione delle gomme e della velocità si trasforma in una scelta da ingegneri. Il rientro al bivacco “vero”, con meccanici e supporto, vale quasi come un traguardo: si fa il punto, si ripara e si prepara la seconda settimana, quella in cui il Dakar di solito cambia faccia.

Verso Riyadh e il riposo: perché la posizione di partenza può decidere la corsa

La carovana ora punta alla tappa di venerdì verso Riyadh, prima del riposo di sabato. È un passaggio chiave perché la posizione di partenza può decidere più di quanto dica il GPS: aprire la pista costa minuti e stressa la navigazione, inseguire può aiutare se non si resta intrappolati nella polvere. I Dacia Sandriders arrivano alla pausa con un equilibrio interessante: Al-Attiyah in piena lotta per il vertice, Moraes in crescita e Loeb che ha rimesso ordine dopo i giorni delle forature. Da qui in poi, la differenza sarà trasformare la gestione in attacco quando il rally lo permetterà.

RISULTATI (NON UFFICIALI) DELLA QUINTA TAPPA DEL DAKAR RALLY 

Bivacco Marathon - Hail

Distanza tappa: 371 km Distanza collegamento: 56 km Distanza totale: 427 km

 

4° Lucas Moraes (BRA)/Dennis Zenz (GER), 3h58m24s

12° Sébastien Loeb (FRA)/Édouard Boulanger (FRA), 4h05m27s

14° Cristina Gutiérrez (ESP)/Pablo Moreno (ESP), 4h06m10s

16° Nasser Al-Attiyah (QAT)/Fabian Lurquin (BEL), 4h06m51s

 

RISULTATI PROVVISORI (NON UFFICIALI) IN CLASSIFICA GENERALE DEL DAKAR RALLY DOPO LA QUINTA TAPPA – CATEGORIA ULTIMATE 

 

2° Nasser Al-Attiyah (QAT)/Fabian Lurquin (BEL), +3m17s

7° Lucas Moraes (BRA)/Dennis Zenz (GER), +17m11s

8° Sébastien Loeb (FRA)/Édouard Boulanger (FRA), +17m55s 

13° Cristina Gutiérrez (ESP)/Pablo Moreno (ESP), +23m59s

 

RALLY DAKAR: IL NUMERO DA NON DIMENTICARE

5: Il secondo tempo registrato tra i primi quattro nella gara d'esordio con i Dacia Sandriders ha permesso a Lucas Moraes e Dennis Zenz di scalare cinque posizioni in classifica generale. Dopo quattro tappe erano dodicesimi, ma venerdì affronteranno la sesta tappa in settima posizione.

IL GIORNO DOPO: TAPPA 6, 9 GENNAIO 

La tappa più lunga del Rally Dakar in termini di distanza totale percorsa è quella da Hail alla capitale Riyadh, il luogo più a est dell'evento. Si svolge nella regione di Qassim e in una vasta distesa di dune di sabbia. Ad attendere i piloti c'è un lungo tratto di collegamento fino al traguardo della tappa e il successivo giorno di riposo.

Distanza tappa: 331 km Distanza collegamento: 589 km Distanza totale: 920 km

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