Mps, per analisti chiuderà il secondo trimestre in "rosso"

Tra gli analisti c'è una netta spaccatura tra chi stima un ritorno del 'rosso' e altri che ipotizzano, invece, un risultato positivo

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Un secondo trimestre in lieve 'rosso' per il Monte dei Paschi, tra i 15 e i 20 milioni, secondo la media di un panel di analisti consultato da Radiocor. La banca di Rocca Salimbeni dopo il primo trimestre in utile per 119 milioni, risultato migliore degli ultimi tre anni, secondo gli addetti ai lavori dovrebbe registrare una perdita anche se nel panel di analisti c'e' una netta spaccatura tra chi stima un ritorno del 'rosso' e altri che ipotizzano, invece, un risultato positivo, sebbene molto contenuto.

Sul fronte dei 'pessimisti' ci sono gli analisti di Deutsche Bank che stimano una perdita superiore ai 150 milioni mentre sul fronte degli ottimisti ci sono quelli di Equita (+6 milioni). Le stime, riporta Radiocor, divergono molto per effetto delle valutazioni diverse sui nuovi accantonamenti che la banca presentera' nel trimestre e che saranno parte della comunicazione sui numeri dopo l'approvazione dei conti da parte del cda in calendario giovedi' prossimo.

La banca, nel consiglio presieduto da Patrizia Grieco, non potra' non affrontare la prospettiva, ormai concreta, dell'aggregazione con UniCredit che il ministero dell'Economia, azionista di riferimento, e' determinato a concludere. La banca di piazza Gae Aulenti ha gia' a disposizione una data room virtuale a Siena.

C'e' attesa intanto, per le parole che il ministro dell'Economia Daniele Franco pronuncera' domani mercoledì 4 agosto davanti al Parlamento, in particolare riguardo al 'perimetro' della banca oggetto di possibile acquisizione cui ha fatto riferimento UniCredit nel suo comunicato la scorsa settimana

Il cda guidato da Grieco dovra' poi approvare l'accordo preliminare siglato con la Fondazione Mps due settimane fa che chiude il contenzioso con l'ex azionista di riferimento che aveva avanzato varie richieste di risarcimento per l'operazione di acquisto di Antonveneta, l'aumento di capitale del 2011 e i successivi aumenti di capitale del 2014 e 2015. L'accordo soddisfa sia la banca che vede ridurre 'il principale elemento di incertezza sul bilancio' ossia i 10 miliardi di petitum nelle cause legati e nelle richieste stragiudiziali che scendono in un colpo solo a 6 miliardi, sia la Fondazione che con l'incasso di 150 milioni cash entro il trimestre registrera' un netto balzo del suo patrimonio netto (oggi pari a 455 milioni) scalando posizioni nella classifica delle Fondazioni bancarie medio-grandi.

Tornando ai conti del trimestre della banca, le aspettative degli analisti, riporta Radiocor, sono per un risultato incolore, se non negativo, nonostante le indicazioni positive date dall'amministratore delegato Guido Bastianini nell'audizione di luglio in Commissione banche. Bastianini in quell'occasione ha indicato che la situazione patrimoniale della banca e' in miglioramento con una prospettiva di shortfall di capitale che si riduce ulteriormente sotto il miliardo grazie anche alla 'dinamica economica della banca'.

Dopo l'esito, scontato, degli stress test Eba, che hanno mostrato un azzeramento del ratio patrimoniale Cet1 fully loaded di Mps nello scenario avverso a fine 2023 (scenario ipotetico), gli analisti di Morgan Stanley, in un'analisi dedicata all'esercizio messo a punto dall'Eba, osservano che con l'aumento di capitale da 2,5 miliardi previsto dal Monte dei Paschi nel suo piano strategico, e con le altre azioni avviate da Siena, come i nuovi criteri di valutazione del portafoglio immobiliare e la cartolarizzazione sintetica, la banca e' in grado di ricostituire il capitale in modo da avere un Cet1 pro-forma del 6,6% nello scenario avverso al 2023, superiore quindi ai minimi richiesti dalla Bce.

Gli analisti di Morgan Stanley, riporta Radiocor, aggiungono che in base alla direttiva europea Brrd (articolo 32) i governi hanno la possibilita' effettuare una ricapitalizzazione precauzionale per coprire lo shortfall emerso dall'ipotetico scenario avverso e che per effetto del Temporary framework se lo shortfall e' un effetto della pandemia non c'e' la necessita' di effettuare il burden sharing.