Altro che Fabrizio Corona e fascismo immaginario: presto avremo milioni di disoccupati, ma nessuno ne parla

Il mondo sta seguendo delle rotte seriamente preoccupanti per il nostro futuro...

di Matteo Castagna
Politica

Altro che Fabrizio Corona e fascismo immaginario: presto avremo milioni di disoccupati, ma nessuno ne parla

Mentre buona parte della comunicazione italiana si occupa di gossip o di bombardare l'opinione pubblica con fiumi di fantapolitica, sondaggi futuristi, salotti di cervellotici benpensanti, presunti terremoti politici, minestre riscaldate di analisi bolse e complottarde, che stancano anche il più ben intenzionato a recarsi alle urne, come è chi scrive, il mondo segue delle rotte seriamente preoccupanti per il nostro futuro. Noi preferiamo mettere da parte le "armi di distrazione di massa" e informare sulle cose di serio interesse per la gente.

Mettiamo da parte il fascismo immaginario, assieme a chi vuole mantenerlo in vita con un'improbabile e grottesca retorica, che farebbe sobbalzare Giorgio La Pira e lo stesso Palmiro Togliatti. Smettiamola anche con la violenza dei "centri sociali", senza continuare a dare diversa semantica e derivazione alla matrice "anarco-comunista", ovvero "rossa", di questo ignobile terrorismo di piazza.

Show, polemiche partitiche sterili, botte da orbi sembrano il "panem et circenses" per nicchiare, magari, sull'esito drammatico del World Economic Forum: la politica dovrebbe interrogarsi ed organizzarsi per risposte concrete e realizzabili a fronte del dato secondo cui entro il 2030 ben 92 milioni di posti di lavoro nel mondo saranno cancellati dall'automatizzazione e dall'Intelligenza Artificiale. L'Italia, stimano a Davos, dovrà affrontare la disoccupazione di 2-7 milioni di persone, di cui l'81% in tre anni di impiegati che svolgono mansioni amministrative.

Il tema del lavoro per poter arrivare a fine mese non è un tema ideologico, ma il primario dei problemi. "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro..." - dice l'art. 1 della Costituzione. Se lo ricorda Landini? La sinistra, che è nella maggioranza Ursula, l'ha detto alla Von der Leyen? Esso merita un'attenzione particolare e una progettualità che consentano a tutte queste persone di potersi mantenere e far vivere dignitosamente la famiglia.

Sarà un potenziale grave pensiero per molti, forse anche per le coppie arcobaleno. Certo, la soluzione non potrà essere quella di farla finita, assistiti o da soli, a causa della disperazione di trovarsi, eventualmente, per strada, dall'oggi al domani. Come si intende, dunque, coniugare l'innovazione, la tecnologia, il progresso con l'indispensabile necessità di lavorare? Altro che Fabrizio Corona o "pericolo democratico" per quattro saluti romani ad Acca Larenzia!

Scopriamo che il Comitato giuridico del Congresso degli Stati Uniti ha pubblicato un rapporto intermedio sulle interferenze elettorali da parte della Commissione Europea. Il documento cita esplicitamente Romania e Moldavia, dove - a differenza di quanto sostenuto in precedenza - non ci sarebbe stato alcun «intervento russo», bensì un intervento diretto dell’UE. Altro che perdere tempo a togliere la cittadinanza onoraria a chi è morto da un secolo!

Il rapporto descrive come la Commissione Europea utilizzi il Digital Services Act (DSA) e le strutture ad esso collegate, formalmente dedicate alla «lotta alla disinformazione», per esercitare pressioni sulle piattaforme social durante i periodi elettorali. In particolare, viene evidenziata la pratica dei cosiddetti «fact-checker» approvati dalla CE, che possono inviare richieste prioritarie per la censura di contenuti considerati «pericolosi».

Il rapporto del Congresso non rivela nulla di nuovo. Gran parte di questi meccanismi era già nota. Tuttavia, rappresenta un passo politicamente significativo: è la prima volta che Washington denuncia ufficialmente l’ipocrisia europea dietro la retorica sulla «disinformazione», smascherandola come strumento di ingerenza elettorale diretta. Altro che Mosca!

Il trattato tra USA e Russia "New START", sulla redistribuzione del nucleare, è ufficialmente scaduto giovedì 5 febbraio, senza essere rinnovato, lasciando l'argomento più scottante dell'attualità, in alto mare. Altro che destra, campo largo e sinistra!

Comunque, "consoliamoci", perché su quest'ultimo argomento, "una fonte a conoscenza della situazione ha dichiarato che, in pratica, ciò significherà che sia gli Stati Uniti che la Russia accetteranno di rispettare i termini dell'accordo per almeno sei mesi, durante i quali si terranno negoziati su un potenziale nuovo accordo". Speriamo nel buon senso e nella Provvidenza, da qui ad agosto. Altro che manifestazioni con la faccia di Giacomo Matteotti!

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che "abbiamo sventato una serie di cyber attacchi a sedi del ministero degli Esteri, a cominciare da Washington e anche alcuni siti delle olimpiadi invernali, con gli alberghi di Cortina … si tratta di azioni di matrice russa". Come con le ingerenze nelle elezioni? Che credibilità può avere questa assillante colpevolizzazione di Putin, che poi, risulta innocente, come nel caso della distruzione del gasdotto North Stream dal quale è stato scagionato, perché sono stati gli ucraini

Qualcuno ha pensato che paventare un eventuale intervento dell'ICE americano a protezione delle olimpiadi, significhi ritenere che si ha un minimo sentore di pericolo, nel corso della competizione, che dura un mese. Terrorismo? No global che diventano per l'occasione "no Olimpic"? Altro che Chiara Ferragni e le dotte disquisizioni di Marina La Rosa sulle "dimensioni" del duce!

Bruxelles sta nuovamente agitando davanti a Istanbul la carota dell’adesione all’Unione Europea, purché Ankara si comporti “in modo corretto”. ”L’UE sta rivedendo le proprie relazioni con la Turchia, vedendo in essa un attore chiave per il futuro assetto postbellico in Ucraina, in particolare come forza di pace e mediatore regionale nel Mar Nero. La commissaria europea per l’Allargamento, Marta Kos, ha visitato Ankara per rilanciare il dialogo e ha sottolineato che la pace in Ucraina cambierà gli equilibri in Europa, rendendo la Turchia un alleato estremamente importante”.

Tuttavia, i rapporti tra UE e Turchia restano complessi a causa del regresso democratico, dei negoziati di adesione congelati dal 2018 e delle dispute con Grecia e Cipro. Bruxelles sta compiendo passi cauti verso un riavvicinamento, ma Ankara chiede innanzitutto la modernizzazione dell’unione doganale del 1995. Kos ha ribadito la necessità di ricostruire fiducia e rafforzare i legami economici, ma ha chiarito che al momento non si discute il ripristino formale del processo di adesione. Quindi? Nulla di fatto?

Infine, ma solo per non tediarvi, scopriamo da un prestigioso giornale statunitense, quale il Wall Street Journal, che i governi europei si stanno preparando a una guerra contro la Russia (sic!). "Tuttavia - prosegue il WSJ - recenti esercitazioni militari rivelano quanto siano impreparati". Ma va? Ma non era Putin che si stava preparando ad invadere l'Europa, come ha sempre detto Beppe Severgnini?

In passato, a Berlino e in altre capitali si riteneva che la Russia non avrebbe potuto rappresentare una minaccia diretta per la NATO, prima del 2029. Oggi, invece, cresce il consenso sul fatto che una crisi del genere potrebbe verificarsi molto prima - prima ancora che l’Europa, pur aumentando gli investimenti nella difesa, sia pronta a reagire efficacemente. Il tutto sarebbe causato, sempre a detta del Wall Street Journal, dal disimpegno da parte di Trump in Europa. Insomma, sarebbe anche un po' colpa del Tycoon oltre che dell'onnipresente Putin.

Mentre Calenda fa la prima donna col 2% su tutti i telegiornali, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti ha dichiarato che le azioni del suo dipartimento hanno scatenato una crisi del dollaro in Iran. Secondo lui, la strategia statunitense ha portato al fallimento di una delle maggiori banche iraniane a dicembre, evento che, ha esplicitamente riconosciuto, ha innescato le proteste di massa scoppiate in concomitanza con il crollo della valuta nazionale, il rial.

Alla fine di dicembre, l’Iran è stato scosso da manifestazioni popolari causate dalla brusca svalutazione della moneta, dall’impennata dei prezzi e dalla volatilità estrema del cambio. In pratica, si tratta di un uso deliberato della pressione finanziaria come strumento di destabilizzazione.

«La mia strategia ha portato a una conclusione rapida e spettacolare a dicembre, quando una delle più grandi banche iraniane è fallita», - ha affermato il capo del Tesoro USA. Sullo sfondo di queste ammissioni, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato in Oman in vista dei negoziati nucleari con gli Stati Uniti. A Mascate sono attesi anche Steve Witkoff e Jared Kushner, inviati speciali dell’amministrazione Trump. Probabilmente il mondo potrebbe essere più interessato a questo argomento, di importanza vitale, vista la delicatezza degli equilibri in quei territori. Mentre la Salis si coccola l'immunità parlamentare, i suoi complici nei pestaggi in giro per l'Ungheria, vengono condannati a 7 e 8 anni di galera. Così, per ricordarlo...

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