Askatasuna, scontro Esposito–Grimaldi a L'aria che tira: “Il governo cercava lo scontro", "Tu non hai credibilità”
Scontro esplosivo in diretta su Askatasuna: Esposito accusa Grimaldi di ipocrisia e denuncia una regia politica dietro la tensione
Il caso Askatasuna incendia la politica e spacca il fronte progressista. In diretta tv è andato in scena un durissimo scontro tra Stefano Esposito, ex parlamentare del PD, e Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.
Un confronto che si è trasformato rapidamente in una vera e propria resa dei conti politica.
“Io ho l’autorevolezza per parlare”
Esposito ha attaccato frontalmente Grimaldi partendo da una distinzione netta:
«Io non sono per la chiusura dei centri sociali, e nemmeno di Askatasuna. Ho discusso e litigato tutta la vita con Askatasuna, non condivido le sue pratiche, ma proprio per questo ho più autorevolezza per dire che quel centro non è solo il suo collettivo politico».
Una frase che suona come un’accusa diretta a Grimaldi: difendere Askatasuna senza aver mai avuto uno scontro reale con quella realtà.
“Non hai l’autorevolezza”
La tensione sale quando Esposito affonda:
«Tu non hai l’autorevolezza per parlare di Askatasuna».
Il riferimento è al rapporto storico che Esposito ha avuto con il centro sociale torinese: scontri politici, battaglie istituzionali, ma anche una conoscenza diretta della sua funzione nel quartiere.
“Il governo voleva che finisse peggio”
Il colpo più duro arriva però sulla gestione dell’ordine pubblico:
«Il governo voleva che finisse peggio».
Un’accusa pesantissima che ribalta la narrativa ufficiale. Secondo Esposito, la tensione intorno ad Askatasuna sarebbe stata strumentalizzata per cercare uno scontro violento utile alla propaganda.
Grimaldi ha respinto le accuse, ma lo scontro ha messo a nudo una frattura profonda nella sinistra: tra chi vede i centri sociali come realtà sociali complesse e chi li difende in modo ideologico.
Askatasuna, simbolo di una guerra politica
Askatasuna non è solo un edificio occupato a Torino. È diventato un simbolo nazionale dello scontro tra governo e area antagonista, tra ordine pubblico e libertà politica.
E ora anche uno specchio delle divisioni della sinistra, incapace di trovare una linea comune tra legalità, diritti e conflitto sociale.