Chi è Alessandro Barbero, il professore finito nel vortice per il video social contro la riforma della giustizia

Sono bastati poco più di quattro minuti e un video su YouTube per riportare sotto i riflettori il prossimo referendum costituzionale sulla giustizia

di Federica Concas
Alessandro Barbero (foto Lapresse)
Politica

Alessandro Barbero: la polemica del video YouTube

Sono bastati poco più di quattro minuti ad Alessandro Barbero per riportare sotto i riflettori il referendum costituzionale sulla giustizia, in programma il 22 e 23 marzo. In un video pubblicato dal Comitato Società civile per il No sul proprio canale YouTube, lo storico ha spiegato le ragioni della sua scelta di votare “no”, riaccendendo il confronto politico e mediatico su una riforma già al centro di forti discussioni. Un intervento breve, ma sufficiente a far ripartire il dibattito pubblico.

Chi è Alessandro Barbero

Storico, scrittore e divulgatore, Barbero è una delle figure culturali più riconoscibili del panorama italiano contemporaneo. Specialista di storia medievale e militare, ha portato il rigore accademico fuori dall’università, parlando a un pubblico vastissimo senza semplificazioni né retorica.

Nato a Torino il 30 aprile 1959, si laurea in Lettere all’Università di Torino nel 1981 e consegue il dottorato alla Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1984. Dal 2002 al 2024 è stato professore ordinario di Storia medievale all’Università del Piemonte Orientale, lasciando la cattedra nell’ottobre 2024.

Accanto all’attività scientifica, ha firmato saggi molto noti come "Carlo Magno. Un padre dell’Europa", "La battaglia dei tre imperi" e "Costantino il Vincitore", oltre al Dizionario del Medioevo con Chiara Frugoni. Nel 1996 ha vinto il Premio Strega con "Bella vita e guerre altrui" di Mr. Pyle, gentiluomo.

La sua popolarità è cresciuta anche grazie alla televisione, ma soprattutto attraverso la circolazione online di lezioni e conferenze, che lo ha trasformato in un fenomeno culturale digitale. Uno stile diretto e rigoroso che ha portato la Treccani a registrare il termine “barberismo” e che gli è valso numerosi riconoscimenti, tra cui il titolo di Chevalier de l’ordre des Arts et des Lettres (2005) e il Premio Le Goff (2012). 

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