Maltempo in Sicilia, Forza Italia: "Le risorse per il Ponte non c’entrano nulla. Troveremo i fondi, anche europei"

Il portavoce nazionale Raffaele Nevi ad Affaritaliani

Di Alberto Maggi
Politica

"Certamente chi ha perso il lavoro o chi avrà un minor introito di fatturato per questa tragedia verrà ristorato e aiutato dallo Stato come l'Italia ha sempre fatto in caso di alluvioni, terremoti e altre calamità"


"La tragedia in Sicilia implica la necessità di trovare fondi e ci sono varie possibilità per ottenere questo risultato. Le risorse stanziate dal governo per la realizzazione del Ponte sullo Stretto non c’entrano nulla". Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia e vice-capogruppo alla Camera di Forza Italia, risponde alla domanda di Affaritaliani se sia possibile usare una parte dei fondi destinati al Ponte, come chiesto da Elly Schlein e da tutto il Pd, per il disastro causato dal maltempo in Sicilia, in particolare a Niscemi, e per la messa in sicurezza del territorio.

"Il tema è realizzare tutto e non alcune cose sì e altre no. Per la Sicilia troveremo soluzioni adeguate anche attivando il fondo di solidarietà europeo come ha proposto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani", sottolinea l'esponente azzurro. Quanto agli aiuti economici alla popolazione e alle imprese colpite dalla furia del maltempo, Nevi precisa: "Faremo quello che abbiamo fatto in altre occasioni simili. Certamente chi ha perso il lavoro o chi avrà un minor introito di fatturato per questa tragedia verrà ristorato e aiutato dallo Stato come l'Italia ha sempre fatto in caso di alluvioni, terremoti e altre calamità".

Alla domanda se il Centrodestra, non solo in Italia, stia sottovalutando i pericoli del cambiamento climatico, il portavoce di Forza Italia replica: "Quello che sta accadendo dal punto di vista climatico è sotto gli occhi di tutti, non serve uno scienziato per vedere che si verificano precipitazioni, magari più raramente, ma di grandissima intensità in pochissimo tempo provocando gravi danni. Per tamponare il tutto ci vorrebbero migliaia di miliardi che sono impossibili da recuperare. Bisogna cercare di lavorare in modo diverso rispetto al passato e costruire dove c'è un minor rischio idrogeologico. In passato sono stati commessi errori che ci portiamo dietro e dobbiamo attenuare con una programmazione diversa soprattutto sul piano urbanistico e territoriale", conclude Nevi.

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