Meloni non entra nel Board of Peace di Trump (Mattarella lo vieterebbe), ma cerca una via per partecipare al business della ricostruzione di Gaza
Tajani: "Difficilmente superabile l'ostacolo costituzionale"
Si troverà una formula "all'italiana" per dare sostegno all'iniziativa di Trump per la pace in Medio Oriente e la ricostruzione della Striscia di Gaza senza aderire formalmente e ufficialmente al Board of Peace
"Giorgia Meloni non vede l'ora di aderire al Board of Peace", ha dichiarato sull'Air Force One Donald Trump di ritorno negli Stati Uniti da Davos, in Svizzera. Ma le cose stanno davvero così? Chi ha parlato nelle ultime ore con la presidente del Consiglio spiega ad Affaritaliani che al momento non ci sono le condizioni per far parte di questa sorta di nuovo ordine mondiale guidato dal presidente Usa. Anche un passaggio parlamentare sarebbe inutile in quanto il Board, di fatto, è guidato da una sola persona, lo stesso Trump, e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non lo contro-firmerebbe mai. Questo a Palazzo Chigi è molto chiaro, al di là degli strali delle opposizioni.
La conferma è arrivata prima dal ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani: "Guardiamo con grande attenzione a tutte le iniziative portatrici di pace, compreso il Board of Peace, ma è difficilmente superabile l'ostacolo costituzionale. Bisogna fare una valutazione di tipo costituzionale, inoltre i Trattati internazionali devono avere anche un passaggio parlamentare. Dopo l'aspetto costituzionale si entra nel merito e, qualora si dovesse scegliere di aderire ci dovrebbe essere il passaggio parlamentare. Ma, ripeto, l'articolo 11 dice che non si può aderire a un accordo internazionale se non c'è la garanzia di una equiparazione di poteri e l'articolo 9 del Board of Peace non garantisce questo".
Poi la stessa premier ha ribadito la linea del governo: "Sul Board of Peace per Gaza la posizione dell'Italia è di disponibilità e interesse verso l'iniziativa. È chiaro a tutti che l'Italia, ma anche credo la Germania, possa giocare un ruolo di primo piano nella stabilizzazione del Medio Oriente, e che un lavoro che serve per consolidare una tregua complessa e fragile in una soluzione di lungo termine fino alla proposta dei due Stati necessiti del nostro coinvolgimento. Abbiamo una posizione di apertura e disponibilità, dopodiché ci sono oggettivamente dei problemi per come l'iniziativa è stata configurata, e per noi sono di carattere costituzionale", ha detto Meloni, dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania, prima di rivelare di aver chiesto a Donald Trump di "riaprire" la configurazione dell'organismo.
Meloni ha avuto un colloquio con il tycoon americano, al quale ha spiegato che la Costituzione italiana le vieta di aderire formalmente (come ha ben spiegato il segretario di Forza Italia) come invece ha fatto l'Ungheria di Viktor Orbàn. La premier, però, vuole mantenere saldi e forti i legami con la Casa Bianca e restare il ponte tra Washington e Bruxelles e quindi - spiegano fonti qualificate della maggioranza e in particolare di Fratelli d'Italia - si troverà una formula "all'italiana" per dare sostegno all'iniziativa di Trump per la pace in Medio Oriente e la ricostruzione della Striscia di Gaza senza aderire formalmente e ufficialmente al Board of Peace.
Anche perché il governo non vuole assolutamente restare fuori dal business della ricostruzione stimato in circa cento miliardi di dollari. L'Italia, nel medio termine, appoggiando l'operato di Trump pur senza entrare nella nuova Onu a stelle e strisce potrebbe assicurarsi commesse pari ad almeno cinque miliardi di euro soprattutto nelle infrastrutture (anche idriche) e nelle telecomunicazioni.
Meloni non vuole scontri con Mattarella, non vuole liti istituzionali e lo ha detto chiaramente all'inquilino della Casa Bianca che non può, e non vuole, aderire al Board of Peace. Ma, come detto, una soluzione "all'italiana" si troverà certamente per ribadire la vicinanza dell'esecutivo agli sforzi di pace del presidente Usa e per non perdere una fetta importante della ricostruzione della Striscia di Gaza.
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