Quirinale, il red pass indispensabile per la corsa alla poltrona di Mattarella

Ma c'è chi non ne ha bisogno come Cacciari, Agamben, Bencivenga e Fusaro

Di Paolo Diodati
Massimo Cacciari
Lapresse
Politica
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Cos'hanno in comune Fini, Casini, Mattarella, Letta, Draghi e Berlusconi? Ora sarebbe di moda dire che hanno cercato, o cercano tuttora, il red pass per poter aspirare ad essere considerati accettabili dalla sinistra. Prima, più chiaramente in italiano, si diceva che cercavano lo sdoganamento.

"Fini finì per fini non fini", scrissi alcuni anni fa (bella storia, quella della casa di Montecarlo, ingarbugliata all'italiana, adatta per un film comico). Fini, per essere sdoganato, venendo dalla destra destra, ne dovette fare di strada! E, furbo com'era per certe cose, (per altre fu proprio un pataccone completamente rovinato dalla seconda moglie) quando da ex-giovane fascista, sdoganato da Belusconi, nel 2003 visitò Israele da ministro degli esteri e, per avere il red pass ufficiale, definì il fascismo come male assoluto o secondo altri, "parte del male assoluto". Si guardò bene da aggiungere esplicitamente, nel male assoluto, anche il comunismo realizzato. Questa affermazione non poteva essere frutto d'improvvisazione, ma sincera e soppesata. Fece parte del suo percorso per avere lo sdoganamento totale, senza il quale, addio progressione di carriera. 

Meno lungo il salto per Casini, partito dal centro della DC. Dopo aver visto che non aveva speranze per succedere a Berlusconi, ha agito in sintonia con il suo cognome. Dopo varie peregrinazioni, nel 2017, è stato eletto nelle liste del centro-sinistra, così anche lui avrebbe le carte in regola, in una repubblica seria, per essere considerato un ottimo candidato alla massima carica. 

Letta? Un ex-DC di carriera che nell'euforia della vittoria di Pirro di queste ultime elezioni, saluta i festanti col braccio alla fascista e col pugno chiuso? Ancora e sempre grande, Cacciari "Festeggiano, perché non capiscono un...tubo! Quando in un paese la gente non va più a votare, significa o che le cose vanno benissimo o che vanno malissimo. Secondo voi, qual è il nostro caso?" Secondo me a Dragulaghistiam! Letta con quel pugno alzato a ricordare "E chi non sta con me, questo lo colga!", ha fatto quasi dimenticare il suo esordio da pretonzolo e pensa d'aver definitivamente preparato la strada per sostituire Draghi prima nel governo e poi alla Presidenza della Repubblica. Draghi e Mattarella sono due poveracci pencolanti a sinistra in cerca di red pass necessario per entrare nel Club dei non eccessivamente antipatici... .

Dulcis in fondo, il caso più pietoso, anche se umanamente comprensibile, ma fino a un certo punto: Berlusconi. Si stenta a credere che la Gelmini (vabbè, è sempre quella che credeva che i neutrini viaggiassero in un tunnel da Ginevra a L'Aquila...), Tajani e altri affezionatissimi al Capo carismatico, ultimamente caratterizzato da un disarmante "Qui lo dico e qui lo nego!", siano convinti che possa davvero riuscire a essere eletto al Quirinale. Certo un finale simile, sarebbe da immortalare in un nuovo Libro Cuore (Dalle stalle della galera e dalle orge da imbranato, passate al microscopio,  al Quirinale, alla faccia di Di Pietro, mandato allo sbaraglio dai raffinati registi di Mani Pulite).  Bella favola, certo. Intanto, per ottenere il red pass, Berlusconi ha finito per ridimensionare il suo partito. Lui s'è spostato a sinistra per compiacerla, e i suoi, son passati ad altri partiti. Lunga vita, al vecchietto! Se la meriterebbe, se non altro per godersi qualche anno senza più l'incubo della prigione e senza sentirsi ripetere "il pregiudicato". Ho perso il conto dei procedimenti ancora a carico. Sarebbe interessante il caso di carabinieri che arrestano Berlusconi da Presidente! Sembra che gli manchino solo 51 voti per essere eletto. E chissà quanti staranno a pensare "Solo 51 gliene mancano? Se ne compra il doppio, di grillini!" Ma un vecchietto in condizioni di salute così precarie, quanto durerebbe? La risposta potrebbe spingere anche altri PD a votarlo.

Ma io, se fossi un PD e volessi un Presidente che non ha bisogno di fare capriole per il red pass, voterei una persona sicuramente di sinistra, ma...con una rotella in più in testa. Un anticonformista che ha dato dimostrazioni in continuazione d'indipendenza dai luoghi comuni. Una persona coltissima e saggia, senza peli sulla lingua, capace di andare controcorrente, grazie alla sua veduta più panoramica, perché dall'alto. Che prima si documenta e poi parla e si confronta con i suoi pari. 

Mattarella, Letta, Draghi, Berlusconi, si sono documentati abbastanza, prima di prendere posizione sulla devastante guerra civile in corso? E Landini, il mastino che morde gli operari e che sostiene che esiste la violenza sulle donne, a causa della proprietà privata, ha studiato anche il problema della violenza delle donne sugli uomini? Anni fa feci una ricerca al riguardo: che sorprese!

No, tutti hanno abboccato, come pesci con poco cervello, all'esca avvelenata che ha diviso e divide tuttora l'Italia, sui veri scienziati (i governativi) e tutti gli altri, definendoli ciarlatani! Hanno visto, poverini, i due elenchi di scienziati veri e ciarlatani? No, di sicuro, altrimenti qualche dubbio avrebbero dovuto averlo, trovando ciarlatani, orecchianti e macchinette ripetitrici, anche tra i governativi e veri scienziati con tutti i numeri a posto, anche nel gruppo bollato "ciarlatani"!

Infine, ci voleva molto a spiegare la tragedia attuale, come figlia, soprattutto delle direttive, ottusamente politiche, date dall'incredibilmente cocciuto e insostituibile Speranza, Asino d'oro 2020? 

Ho fatto una piccola inchiesta su chi gl'italiani vorrebbero come Presidente della Repubblica, dopo aver letto la domanda proposta in rete su quale, dei quattro nomi proposti, NON si vorrebbe come Presidente. Io ho scelto, di corsa, Romano Prodi. Per curiosità, controllando il risultato, ho visto che quasi il 70% aveva votato come me. Ed ecco il risultato del mio mini sondaggio esteso a tutt'Italia, da Modica, Sicilia del sud (Ragusa), a Erice, Sicilia del nord (Trapani) e a salire, fino a Venezia:

Nui vuliemu Massimu Cacciari comu Prisirenti ra Repubblica, picchì Cacciari ha cacciari cu assiri cacciatu!

Cacciari Presidenti! Cacciari, pi cacciari 'u sa da cacciari!

Volemo Presidente Cacciari, pe' caccia' 'sti' st...i che c'è da caccia'!

A vlän Cacciari Presidänt! Cacciari par cazèr vî tòtt quî ch'a i è da cazèr vî!

Volem Cacciari President! Cacciari, par cacè quel ch'è da cacè!

Voemo Cacciari Presidente! Cacciari, per cacciar chi xe da cacciar!

Massimo Cacciari non ha bisogno del red pass: è lui, insieme a Giorgio Agamben, Ermanno Bencivenga e al sorprendente baby* filosofo Diego Fusaro, dovrebbero decidere a chi darlo. E i quattro, scommetto, non lo darebbero a tutti quelli del PD.

*il baby serve solo ad evidenziare la fortuna del brillante giovane che dimostra ancora meno anni di quelli che ha.