Lavrov: “Rapporti Italia-Russia ai minimi storici”. Sforzini (Lega-Vannacci) invita l’ambasciatore russo al suo Castello di Castellar Ponzano

Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale (think tank del Mondo al Contrario del generale Vannacci)

Di Sara Barni
Politica

Sforzini annuncia di avere in programma l’invito ufficiale all’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Georgij Paramonov, e ad altre autorità russe, presso il Castello Sforzini di Castellar Ponzano, sede del Centro Studi
 

Nel momento più basso delle relazioni tra Italia e Federazione Russa, così come ufficialmente definito dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale (think tank del Mondo al Contrario del generale Vannacci) con sede al suo Castello di Castellar Ponzano, annuncia un’iniziativa di diplomazia culturale.

Nel corso della conferenza stampa di sintesi dell’attività diplomatica russa per il 2025, Lavrov ha dichiarato che i rapporti tra Russia e Italia sono “attualmente al loro punto più basso”, aggiungendo “chi vuole parlare seriamente ci chiami”. Una presa di posizione netta che certifica una fase di gelo senza precedenti nei rapporti bilaterali.

È in questo contesto che Luca Sforzini annuncia di avere in programma l’invito ufficiale all’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Georgij Paramonov, e ad altre autorità russe, presso il Castello Sforzini di Castellar Ponzano, sede del Centro Studi.
La scelta del luogo ha un valore storico e simbolico preciso. Il Castello Sforzini si trova di fronte all’area del campo di battaglia di Novi Ligure, dove il 15 agosto 1799 le truppe russe guidate dal generale Aleksandr Suvorov combatterono sul suolo italiano. Un episodio che testimonia come i rapporti tra Italia e Russia affondino le proprie radici in una storia condivisa di alleanze, cooperazione e sostegno reciproco.

«Quando la diplomazia politica è bloccata – dichiara Luca Sforzini – la diplomazia culturale diventa necessaria. La storia non può essere cancellata dalle contingenze del presente. I legami di aiuto e di amicizia tra Italia e Russia, testimoniati anche da eventi come la battaglia di Novi, devono restare un monito vivo, soprattutto nei momenti di maggiore tensione internazionale».

Secondo Sforzini, proprio nei momenti di massimo irrigidimento delle relazioni internazionali diventa essenziale mantenere aperti canali di dialogo alternativi, fondati sulla cultura, sulla memoria storica e sul rispetto reciproco. «Parlare significa evitare che la rottura diventi irreversibile. Quando si smette di parlarsi, la storia insegna che le conseguenze diventano sempre più gravi».

L’iniziativa di Luca Sforzini si inserisce in una visione che considera la cultura come strumento strategico di politica internazionale, capace di mantenere aperti spazi di confronto anche quando la diplomazia ufficiale attraversa le sue fasi più critiche.

«Mai come oggi – conclude Sforzini – la diplomazia culturale è un dovere. Non per nostalgia, ma per responsabilità verso il futuro dell’Italia, dell’Europa e della civiltà occidentale».
 

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