La Russa: "Da presidente del Senato non ho l'obbligo di essere super partes. Meloni ponte con Trump. E sul referendum..."
"Il premierato è un atto d'amore per l'Italia del futuro"
Ignazio La Russa
"Con Arianna Meloni pranziamo insieme almeno tre volte al mese, abbiamo anche trascorso vacanze insieme"
"Non si può confondere il ruolo del presidente della Repubblica con quello del presidente del Senato. Il presidente del Senato non ha l'obbligo di essere super partes, tranne nei casi in cui è chiamato a supplire il capo dello Stato o è nell'esercizio delle sue specifiche funzioni. Queste accuse di faziosità non le contrasto neanche più. Il Regolamento del Senato - sottolinea- dice che io devo essere iscritto a un gruppo parlamentare ed io sono iscritto a quello di FdI" e al contempo "sono super partes nell'esercizio delle mie funzioni e tento di riuscirci sempre, tanto che il mio rapporto con i capigruppo al Senato è ottimo". Lo dichiara in una intervista al Giornale il presidente del Senato Ignazio La Russa. "Se io fossi stato di sinistra - dice ancora La Russa - avrebbero tutti detto: che bello un presidente del Senato così al di fuori della formalità. Forse hanno inteso che avessi l'ambizione di fare il presidente della Repubblica e si sono spaventati, ma io questo obiettivo non l'ho mai avuto. Provano a delegittimarmi con la storia che faccio dichiarazioni non da super partes. Provate invece a cercare una mia dichiarazione di delegittimazione di un avversario: non c'è, non la troverete".
Ancora La Russa: "C'è una contraddizione tra una sinistra che non vuole il premierato ma crede di poter vincere alle urne. Dicono che la Meloni vuole la riforma per avere 'Pieni poteri'. Come se la Meloni per governare avesse bisogno del premierato: sta già governando benissimo senza. Il premierato nasce dalla volontà di fare qualcosa per la Nazione, un atto d'amore per l'Italia del futuro. La democrazia diretta con tutte probabilità offre maggiore garanzie di stabilità dell'attuale sistema".
"È importante quello che sta facendo il governo. Giorgia Meloni non gioca a seguire l'onda emotiva di Gaza. Anzi, ha condannato gli eccessi di Israele mentre difende fino in fondo il diritto di esistere dello Stato ebraico. Fa ponte con Trump per la difesa dell'atlantismo senza deflettere sugli aiuti all'Ucraina. Merita davvero i complimenti".
"Nei processi cambierà in qualche modo il rapporto tra accusa e difesa, cambierà di più il sistema delle correnti nella Magistratura ma in ogni caso per il governo non cambierà nulla come non cambierà per l'opposizione: nessuno dice che in caso di sconfitta al referendum dovessero dimettersi Conte e Schlein. Tutti gli atti politici comportano conseguenze, ma non così drastiche", dichiara il presidente del Senato sul referendum confermativo della riforma costituzionale della giustizia.
"Pranziamo insieme almeno tre volte al mese, abbiamo anche trascorso vacanze insieme, alla faccia di certe insinuazione di alcuni siti di gossip sulla presunta freddezza dei nostri rapporti. Il legame non è mai stato così forte, proprio perché ci frequentiamo in amicizia e non per necessità come avveniva prima quando dovevamo costruire il partito insieme anche con Lollobrigida e Donzelli. Ormai in privato vedo più lei di Giorgia...", racconta infine La Russa sul suo rapporto con le sorelle Giorgia e Arianna Meloni, rispettivamente presidente e coordinatrice della segreteria politica di FdI.
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