"Lega e FI lontani dagli elettori. Noi fuori dalla Rai? E' svolta autoritaria"

Intervista di Affari al capogruppo FdI alla Camera Francesco Lollobrigida: "La contesteremo in tutte le sedi". Le discoteche? "Una battaglia in solitudine"

di Paola Alagia
Francesco Lollobrigida
Lapresse
Politica
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Prima l’attacco alla presidenza Copasir dell’FdI Adolfo Urso, con il Pd che ha definito “illegittima” l’audizione dello 007 Marco Mancini e il partito di Salvini che gli andato dietro - “Le dimissioni degli esponenti della Lega dal Comitato avevano e hanno fondamento”, è trapelato ieri da via Bellerio -. Poi l’esclusione di Giampaolo Rossi, unico membro dell’opposizione, dalla rosa dei quattro componenti del Consiglio di amministrazione Rai di nomina parlamentare.

E infine l’emendamento al Sostegni bis sulla riapertura delle discoteche che Fratelli d’Italia si è visto respingere, senza l’apporto degli alleati di centrodestra. Insomma, il partito di Giorgia Meloni, mai come in questo momento, balla da solo.

Affaritaliani.it ne ha parlato con il presidente dei deputati di FdI Francesco Lollobrigida. Intervistato dal nostro giornale, il capogruppo alla Camera dice subito: “Non so quali siano le ragioni che spingano i nostri alleati a fare scelte diverse rispetto alle posizioni che hanno assunto con gli elettori. Ognuno risponde in scienza e coscienza di quello che fa. Sono sempre gli elettori alla fine a giudicare”.

Presidente, partiamo dal Copasir. La Lega continua a contestare la presidenza Urso. Che lettura dà di questo atteggiamento?
Il Copasir è presieduto da Adolfo Urso, unico rappresentante dell’opposizione, come la legge prevede. A noi non è mai interessato occupare poltrone, altrimenti saremmo entrati in diversi governi che si sono succeduti in questi anni, mettendo insieme persone e partiti che si erano osteggiati in campagna elettorale, con programmi e valori sulla carta diversi e alternativi. Tuttavia, anche nella vicenda Copasir pur potendo ambire nel pieno rispetto della legge a una maggiore rappresentanza di FdI in quell’organismo, ci siamo adeguati all’indirizzo interpretativo fornito dai presidenti di Camera e Senato. Ogni polemica su questa scelta, quindi, non la riteniamo indirizzata a Fratelli d’Italia, ma ai garanti di questo indirizzo e cioè Fico e Casellati.

Giampaolo Rossi è stato fatto fuori. Alla fine della fiera, secondo lei Lega e Forza Italia si sono spartiti la Rai?
Il governo arcobaleno ha scelto di lottizzare all’interno della maggioranza il Consiglio d’amministrazione della principale azienda pubblica di comunicazione del Paese, pagata da tutti gli italiani. Per la prima volta nella storia, l’opposizione non solo non esprime il presidente, ma è addirittura furori dal Consiglio. La maggioranza oggi in Italia, come nei peggiori regimi autoritari, governa e presidia in maniera esclusiva - come l’Usigrai ha denunciato oggi - gli strumenti di controllo e addirittura la Commissione di vigilanza da sempre guidata da un esponente dell’opposizione. C’è un aspetto da evidenziare, però.

Quale?
Devo dire che in Parlamento una fetta importante di parlamentari, nel segreto dell’urna, ha votato in favore del candidato dell’opposizione, esprimendo quindi dissenso per scelte autoritarie e illogiche. Rossi non a caso ha ottenuto 74 preferenze.

E adesso come vi muoverete?
Noi contesteremo in ogni sede quella che rischia di essere una svolta autoritaria in Italia che vede una parte di cittadini impossibilitati a votare per avere da un lato un Parlamento legittimato in maggioranze omogenee e dall’altra la sistematica occupazione di spazi.

Oltre a Copasir e Rai, FdI è stata lasciata sola dal centrodestra sull’emendamento discoteche al Sostegni bis. Se aggiungiamo i rapporti sempre più stretti tra Renzi e Salvini, siamo sicuri che il centrodestra esiste ancora?
Noi siamo stati l’architrave del centrodestra quando eravamo su percentuali molto basse e vogliamo continuare a esserlo purché il centrodestra resti alternativo ai Cinque stelle e alla sinistra, non derogando a valori e principi che sono patrimonio e collante di questa coalizione. In Aula ieri abbiamo avuto la prova che alcune forze politiche enunciano su blog e giornali impegni su determinate battaglie ma quando c’è l’occasione di vincerle si piegano ad altri interessi, come quello di rimanere ancorati a maggioranze sotto l’egemonia della sinistra. L’esempio palese lo abbiamo avuto non solo sull’emendamento discoteche.

A cosa si riferisce?
Ai due odg votati ieri per l’abolizione del Reddito di cittadinanza e lo studio di un sistema efficace di lotta alla povertà che non danneggiasse i nostri imprenditori, disperdendo denaro e sottraendo dal mercato forza lavoro. Li abbiamo votati da soli. Abbiamo assistito alla scelta di Italia viva di non partecipare al voto e al voto contrario di Lega e Forza Italia. L’ultima questione è stata, appunto, quella delle discoteche. Sulla carta una battaglia sposata anche da altre forze, come gli stessi operatori del settore hanno denunciato ieri, ma che alla fine FdI ha portato avanti in solitudine. Siamo stati l’unica forza politica che ha votato in favore della riapertura dei locali in scurezza, a fronte delle decine e decine di manifestazioni sportive, balli di piazza e rave party senza alcun controllo, come hanno rivelato immagini eclatanti.

Non sarà che i sondaggi a favore di FdI stiano pesando in scelte e strategie degli alleati di centrodestra, Salvini in primis?
Non so quali siano le ragioni che spingano i nostri alleati a fare scelte diverse rispetto alle posizioni che hanno assunto con gli elettori. Ognuno risponde in scienza e coscienza di quello che fa e sono sempre gli elettori a giudicare. Siamo contenti che al momento il giudizio nei confronti di FdI e della sua leader Giorgia Meloni sia straordinariamente positivo.