Maltempo, dal governo 100 milioni di euro per i disastri in Sicilia, Sardegna e Calabria. Meloni: "Vi siamo vicini"
"Nel Consiglio dei Ministri di oggi il Governo ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale", ha scritto la premier sui social
Maltempo, Meloni: "Stato vicino ai territori, Italia ancora più unita nelle emergenze"
"Nel Consiglio dei Ministri di oggi il Governo ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per Sicilia, Sardegna e Calabria, regioni maggiormente colpite dal maltempo di questi giorni". Così, sui social, la premier Giorgia Meloni.
"Abbiamo contestualmente stanziato 100 milioni di euro per i primi interventi urgenti. Lo Stato è vicino ai cittadini e ai territori. Le Regioni, con i loro Presidenti nominati commissari straordinari, avranno i mezzi e i poteri appropriati per intervenire in modo efficace e tempestivo. Vorrei ringraziare ancora una volta il Ministro Nello Musumeci, la Protezione Civile, le amministrazioni locali e tutti gli operatori dedicati al settore. Nelle emergenze, l’Italia sa essere una comunità ancora più unita", conclude la presidente del Consiglio.
Maltempo, dichiarato lo stato emergenza nazionale per tre regioni
Il governo Meloni ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nei territori della Sicilia, Sardegna e Calabria colpiti dal violento maltempo dei giorni scorsi. La proposta è stata avanzata e illustrata dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci nella seduta di oggi pomeriggio del Consiglio dei ministri, presenti anche i presidenti delle Regioni Sicilia, Sardegna e Calabria.
Lo stato di emergenza può durare 12 mesi, prorogabile per altri 12, come prevede il Codice di Protezione civile. Per fare fronte ai primissimi interventi previsti dall’art. 25 lettere a,B,c del Codice di protezione civile, è stata deliberata la somma complessiva di 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali.
Nei prossimi giorni il governo adotterà un nuovo provvedimento interministeriale, per consentire il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, non appena sarà definita la ricognizione dettagliata dei danni da parte delle Regioni. La attività di ricostruzione sarà coordinata dai rispettivi presidenti di Regione, nominati oggi commissari delegati con ampi poteri di deroga.