Manovra, rush finale. Ecco i punti che verranno cambiati. Dalle banche altre 600 milioni nel triennio. Anteprima
No all'ampliamento della rottamazione chiesto dalla Lega
Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti
Il vice-ministro al Mef Leo: "Un conto è l'accordo e un conto e sistemarlo bene nella Legge di Bilancio. Serve tempo"
Il saldo finale della Legge di Bilancio, come da accordi con l'Unione europea, deve restare di 18,7 miliardi di euro con il deficit-Pil entro il 3% per uscire dalla procedura di infrazione Ue e mantenere così lo spread a livelli bassissimi che non si vedevano da decenni e sperare in altre promozioni nei prossimi mesi da parte delle agenzie di rating. Sono ore frenetiche perché il testo definitivo della manovra economica arriverà in aula al Senato lunedì 15 dicembre o, al massimo, martedì 16.
I punti da modificare rispetto al testo varato dal Consiglio dei ministri - spiegano fonti di governo - sono diversi: la super-tassazione dei dividendi della holding con partecipazioni inferiori al 10% in società controllate (e su questo fronte, nulla è ancora sicuro, ma sembra prevalere un abbassamento forte dell'aliquota dal 24 al 5% circa rispetto al concetto di premiare gli investimenti long term, almeno tre anni, e penalizzare quelli speculativi, in quanto tecnicamente questa soluzione, inizialmente favorita, sembra troppo complessa da mettere in pratica).
Ci sono poi gli aumenti per le forze dell'ordine sia come assunzioni sia come salari e pensioni, la cancellazione dell'aumento della tassa sugli affitti brevi, l'incremento dell'Irap del 2% che deve valere solo per le società finanziarie e non per tutte le altre, la compensazione dei crediti Inps-Inail e la questione spinosa dell'oro di Bankitalia con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che vedrà la presidente della Bce Christine Lagarde per cercare una soluzione. Non ci sarà spazio invece, spiegano fonti di Palazzo Chigi, per l'ampliamento della nuova rottamazione delle cartelle esattoriali come chiesto dalla Lega.
Le risorse? Arriveranno dal sistema finanziario e quindi da banche e assicurazioni. Chi ha parlato in queste ore con Maurizio Leo assicura che il vice-ministro dell'Economia di Fratelli d'Italia ha assicurato che l'intesa è stata raggiunta, "ma un conto è l'accordo e un conto e sistemarlo bene nella Legge di Bilancio. Serve tempo".
Secondo quanto risulta ad Affaritaliani, oltre all'aumento del 2% dell'Irap per banche e assicurazioni, dagli istituti di credito arriveranno altri 200 milioni di euro all'anno (600 milioni nel triennio) nella forma dell'anticipazione di cassa. Anche con le assicurazioni l'intesa è stata trovata, ma come ha spiegato Leo, è da mettere in pratica e scrivere tecnicamente. Anche qui sono ipotizzabili circa 500 milioni di euro nel prossimo triennio.
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