Meloni, la foto in stile cartone giapponese ha più like del post per il suo compleanno. I numeri a confronto
Il post legato alla cosiddetta soft diplomacy in stile giapponese ha raccolto oltre 313 mila like
Meloni e Takaichi in stile manga
Meloni, la foto soft diplomacy manga supera gli auguri per il suo 49esimo compleanno
La versione “manga” della comunicazione istituzionale funziona più degli auguri personali. Sui social di Giorgia Meloni, il post legato alla cosiddetta "soft diplomacy" in stile giapponese, secondo l'analisi dell'esperto social Domenico Giordano, ha raccolto oltre 313 mila like, superando il messaggio di ringraziamento pubblicato per il suo 49° compleanno, fermo a circa 274 mila.
Com'è andato il viaggio della premier in Giappone
Il selfie in stile manga postato da Giorgia Meloni, che la ritrae accanto alla prima ministra giapponese Sanae Takaichi. E poi la premier italiana che spegne le candeline sulla torta di compleanno, mentre l'omologa del Sol Levante intona - insieme alla sua delegazione - un inaspettato "Tanti auguri" in perfetto italiano.
Cartoline da Tokyo, dove va in scena un bilaterale dal forte valore simbolico e politico, raccontato anche attraverso immagini fuori protocollo. Il tutto sullo sfondo del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone e di una sintonia personale nata durante il G20 di Johannesburg e rivendicata apertamente.
"È appena diventata la mia migliore amica", scherza Meloni nel finale della clip pubblicata dal governo giapponese. La presidente del Consiglio viene ricevuta al Kantei dalla premier Sanae Takaichi per un incontro che segna un "salto di qualità" nei rapporti tra Roma e Tokyo, ufficialmente portati al livello di partenariato strategico speciale.
"Torno qui la terza volta, sono il primo leader europeo che viene qui da quando lei si è insediata e approfittiamo per elevare ancora una volta le nostre relazioni bilaterali", afferma Meloni prima del faccia a faccia, parlando di un'alleanza in cui l'Italia "crede molto" e che affonda le radici in una storia "profonda e continuativa". Una cooperazione "a 360 gradi straordinaria", dalla gestione dell'immigrazione all'intelligenza artificiale, dal rapporto con l'Africa alla sicurezza globale.
Sul tavolo del bilaterale, dossier strategici: difesa, spazio, tecnologia, industria. "Quella tra Italia e Giappone è una cooperazione reale", spiega la premier. Emblema di questo approccio è il Global Combat Air Programme (Gcap): "non è solamente un progetto di rafforzamento della difesa" per la sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica, ma "anche un progetto di rafforzamento industriale e tecnologico".
La convergenza emerge anche sui grandi scenari di crisi. Italia e Giappone confermano "l'impegno comune per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina", per il Medio Oriente e per "garantire la sicurezza e la stabilità dell'Indo-Pacifico". Nella dichiarazione congiunta, le due leader riaffermano l'impegno a tutelare "l'ordine internazionale basato sullo Stato di diritto" e a garantire un Indo-Pacifico "libero e aperto", condannando al tempo stesso i programmi nucleari e missilistici della Corea del Nord.
Nel documento, le due leader sottolineano l'importanza di "garantire un ordine economico libero ed equo, la sicurezza economica e il rafforzamento della resilienza delle rispettive economie", esprimendo al tempo stesso "grave preoccupazione per tutte le forme di coercizione economica, per l'uso di politiche e pratiche non di mercato".
Un riferimento ai dazi di Donald Trump? Secondo la lettura che filtra da fonti vicine al dossier, il nodo in realtà riguarderebbe soprattutto le barriere non tariffarie: un ambito sul quale il Giappone - viene spiegato - non avrebbe alcun interesse ad assumere posizioni in chiave anti-americana. Una linea che si colloca in un quadro geopolitico più ampio e improntato alla cautela, anche alla luce delle restrizioni imposte dalla Cina a Tokyo dopo le prese di posizione della premier giapponese sulla questione di Taiwan.