Governo, tensione sulla sicurezza: Lega contro Crosetto che dice no a più militari nelle strade. Meloni sta con il suo ministro della Difesa

Forza Italia più cauta ma più vicina alle posizioni di FdI

Di Alberto Maggi
Salvini e Crosetto
Politica

Tensione nel governo e nella maggioranza sulla sicurezza



Chi ha avuto modo di conoscere di persona Guido Crosetto, di scambiare con lui qualche parola, di fumare insieme una sigaretta (prima che smettesse con tabacco e nicotina) o di prendere un caffè rilassati su un divanetto o su una poltroncina sa perfettamente che il ministro della Difesa è un uomo schivo, introverso, poco incline ad aprirsi con i giornalisti e soprattutto poco incline ai compromessi. Ma, allo stesso, tempo da piemontese doc di Marene, Cuneo, terra di Benso Camillo conte di Cavour e dei pregiati, famosi in tutto il mondo (e costosi) vini delle Langhe come il Barolo e il Barbaresco, il titolare della Difesa è una persona concreta, decisa, pragmatica e, caratteristica principale, che non guarda in faccia a nessuno e quando dice una cosa o ha un'opinione la difende a spada tratta.

Spesso resta in silenzio anche per settimane, salvo poi, principalmente utilizzando il social X, fornire la sua versione dei fatti senza peli sulla lingua e senza risparmiare stilettate anche ai colleghi della maggioranza di governo. In questo contesto che innesta la tensione tra Fratelli d'Italia e la Lega sul tema della sicurezza, percepita dai cittadini sempre più come un'urgenza soprattutto, ma non solo, nelle grandi città. Va bene la stretta sulle baby gang, su quello c'è accordo nell'esecutivo, ma il Carroccio con il fedelissimo di Matteo Salvini e sottosegretario all'Interno Nicola Molteni insiste per utilizzare almeno altri 3.000 militari dell'Esercito per pattugliare strade, piazze, stazioni e anche convogli ferroviari.

Ma il ministro della Difesa già si è opposto a questa misura in Legge di Bilancio e ora continua a dire di no. La linea è chiara: i militari fanno un altro mestiere e non sono da usare come le forze dell'ordine. Il capogruppo leghista al Senato Massimiliano Romeo ha rilanciato il tema su Affaritaliani dopo che ieri aveva detto di non capire come sia possibile opporsi quando la sicurezza è un'emergenza sempre più sentita dai cittadini e vedere in giro un maggior numero di uomini e donne in divisa e armati sarebbe certamente un deterrente per criminali e malintenzionati. A rispondere è stato il suo omologo a Palazzo Madama, il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia Lucio Malan, ribadendo la posizione netta del titolare della Difesa: no a più militari nelle strade e nelle stazioni, semmai vanno assunti più poliziotti e carabinieri. Ma dalla Lega ribattono che serve tempo, formazione e invece l'Esercito sarebbe già a disposizione come fatto anche in passato.

Giorgia Meloni non si pronuncia, ha inserito nella conferenza di inizio anno la parola sicurezza, insieme a crescita economica, come priorità per il 2026. Ma, confidano i fedelissimi della premier, Palazzo Chigi difende la posizione e la linea di Crosetto, che di Fratelli d'Italia è stato fondatore nel 2012 insieme alla stessa Meloni e al presidente del Senato Ignazio La Russa. Forza Italia cerca di mediare e, come ha spiegato ieri il portavoce nazionale Raffaele Nevi ad Affaritaliani, l'accordo si troverà sul nuovo decreto. Anche se l'esponente azzurro ha ricordato che gli stessi vertici dell'Esercito hanno più volte chiarito che la loro funzione non è quella di forze dell'ordine, spostando così il partito guidato da Antonio Tajani verso Crosetto. 

Il tutto, ovviamente, inquadrato nelle recenti e mai sopite tensioni sullo scacchiere internazionale e in particolare sulla guerra in Ucraina. Il titolare della Difesa ha preso impegni, insieme alla premier, in sede europea e in particolare con Donald Trump sia per continuare ad aiutare anche militarmente Kiev sia per aumentare fortemente gli investimenti nel settore della difesa. E da qui altra tensione a dicembre con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, anche lui leghista, che ironicamente ha più volte sottolinea come l'unico comparto che non si possa nemmeno sfiorare, anzi dove i soldi vanno trovati e messi, è proprio quello della difesa.

Ma il Carroccio non ci sta, chiede di smettere di inviare armamenti al governo "corrotto" di Zelensky e infatti il Centrodestra ha fatto le acrobazie lessicali per scrivere l'ultimo decreto che rifinanzia gli aiuti all'Ucraina cercando di tenere unita la maggioranza. C'è poi il dialogo con la Russia, che Salvini invoca da mesi ma che Meloni, Crosetto e Tajani al momento non vogliono e non ritengono opportuno (nonostante le timide aperture della premier). Unico compromesso mai un soldato italiano, a differenza dei francesi, in Ucraina. Su questo unità di vedute.

Ma sul resto della politica estera tra Crosetto, europeista e fiero sostenitore della battaglia al fianco di Kiev, e il vice-segretario della Lega Roberto Vannacci, generale dell'Esercito per molti anni con importanti esperienze di missioni all'estero che attacca pesantemente Zelensky da mesi, c'è un abisso. Differenze incolmabili pari a quelle tra Carlo Calenda e Giuseppe Conte. Per questo Meloni deve sempre usare il bilancino per tenere unita la maggioranza. Ma sul no a più militari come forze dell'ordine la premier sta con il suo ministro della Difesa. Con buona pace dei leghisti. 

Le parole del ministro Crosetto 

"La mia idea era ed è: 1) aumentare il numero delle persone che fisicamente presidiano i luoghi più pericolosi e complessi in Italia. 2) utilizzare i militari di Esercito, Marina ed Aeronautica senza toglierne anche solo uno, almeno finché non ci sarà un numero superiore di Carabinieri, neo assunti e formati proprio per questo impiego, pronti a sostituirli. Questa è una mia idea, da ministro della Difesa, che tiene conto della necessità di garantire la sicurezza e la difesa. Usando le professionalità migliori a seconda del compito. Ma non tocca a me decidere. Tocca al Parlamento. Che è il luogo dove, infatti, ho chiesto il rifinanziamento di Strade Sicure nell'attuale configurazione e dove ho chiesto e chiederò di implementare il numero dei Carabinieri". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha parlato di "inutili polemiche inventate", in merito all'operazione Strade sicure. 

"L'operazione 'Strade Sicure' - ha ricordato Crosetto - anche quest'anno, ha la stessa consistenza dello scorso anno. Anno (il 2025) in cui la consistenza, che era stata già aumentata, sempre su iniziativa del ministro della Difesa in accordo con gli Interni, con il contingente in più di 'Stazioni Sicure', è stata stabilizzata nel tempo, prevedendo un piano di impiego triennale fino al 31 dicembre 2027. Quindi - ha puntualizzato - ciò che pensa il ministro della Difesa sulla sicurezza dei cittadini italiani e sul contribuito che può dare la Difesa per farli sentire più sicuri, non è stato affidato a parole in libertà ma ad atti concreti. Che, poi, dovrebbe essere l'unico modo con cui si esprime l'esecutivo: atti e fatti concreti e non dichiarazioni estemporanee". Secondo il ministro "alcune persone, che non hanno tempo per ascoltare ciò che si dice, ma preferiscono strumentalizzare nel modo che fa loro più comodo, hanno cercato di stravolgere il significato di una mia riflessione in cui avevo detto che, in prospettiva, avrebbe avuto più senso AUMENTARE il personale di strade sicure ma utilizzando i Carabinieri, che sono sempre personale della Difesa, e cioè militari specializzati nella sicurezza, ma che godono di pieni poteri di polizia, particolare non indifferente e che i militari delle altre forze armate non hanno. Avevo aggiunto che, a tale proposito, poteva anche essere ipotizzata la reintroduzione della figura del Carabiniere ausiliario e avevo quantificato anche un numero, e cioè 12mila". Ora tocca al Parlamento decidere, ha proseguito il titolare della Difesa. Una volta che si esprimerà, "il modo con cui questo personale (militare) potrà garantire veramente la sicurezza e reprimere chi la mina non toccherà più a me. Sarebbe interessante che, oltre al numero e al colore delle divise, ci si interessasse al fatto che questi poi possano operare senza dover rischiare di andare in galera e che gli stessi abbiano la possibilità di punire i delinquenti".

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