Mps-Mediobanca, Giorgetti deve riferire in Parlamento? Freddo silenzio e nessuna difesa da FdI e Forza Italia. Inside
Meloniani e azzurri off the record: "Vicenda gestita dal Mef"
Salvini si scaglia contro "certa magistratura", ma gli alleati di governo non difendono Giorgetti
"Non parlo". "Non ho nulla dire su questa vicenda". "Preferisco non intervenire". "Figuriamoci se dico qualcosa, parlassero i leghisti". Sono alcune delle risposte ricevute domenica mattina da Affaritaliani da parte di esponenti di spicco di Fratelli d'Italia e Forza Italia alla domanda, semplice, se sul caso Mps-Mediobanca, che dalle intercettazioni emerse lambisce anche il ministro dell'Economia (leghista della prima ora) Giancarlo Giorgetti, fosse sufficiente la presa di posizione del Ministero dell'Economia e delle Finanze o se, come chiedono le opposizioni, servisse un chiarimento con il titolare di Via XX Settembre che riferisca in Parlamento.
"Il Mef ha agito sempre nel rispetto delle regole e della prassi e dal ministro Giancarlo Giorgetti non è arrivata nessuna ingerenza né interferenza", hanno spiegato fonti del Mef in merito alle indagini della procura di Milano sulla scalata di Mediobanca da parte di Mps. Ovviamente Matteo Salvini è andato alla carica contro i magistrati: "Se il ministero dell'Economia dice che è tutto a posto, visto che io faccio il ministro dei Trasporti, non ho dubbi che sia così", ha dichiarato il segretario della Lega Salvini. "Io so per certo che grazie al governo, e grazie alla Lega, la banca più antica del mondo non solo è stata salvata, ma adesso è centrale, attraente, crea utili, ricchezza - ha aggiunto -. Mi stupisce che certa magistratura fosse distratta mentre qualcuno stava azzerando il Monte dei Paschi di Siena e si sia risvegliata quando è stato rilanciato".
Qual è il senso di tutto ciò? Fonti del partito della premier Giorgia Meloni e del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a microfono rigorosamente spento, spiegano ad Affaritaliani che si tratta di "una vicenda delicata che ha gestito quasi sempre e solo il Mef" e quindi "decida Giorgetti che cosa fare, se andare o meno in Aula a riferire. Non spetta a noi difenderlo". Il tono degli interlocutori non era da crisi di governo o da terremoti politici, ma freddo e distaccato. Nessuna difesa pubblica del titolare dell'Economia, già nel mirino soprattutto di Forza Italia per i tanti no sulla Legge di Bilancio per il prossimo anno.
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