Pozzolo: “Vannacci non è un traditore né un nuovo Fini. Con lui una destra per chi non si sente più rappresentato”
L'intervista di "Affari" a Emanuele Pozzolo, primo parlamentare che ha scelto di seguire il Generale nella sua nuova avventura politica
Emanuele Pozzolo, l'ex Fdi che per primo seguirà Vannacci: “Non è un traditore né un nuovo Fini. Con lui una destra per chi non si sente più rappresentato. Presto a lavoro per i problemi che contano".
Si definisce un semplice parlamentare, deluso dal passato ma speranzoso di una nuova fase della politica. Eppure il suo nome è il primo a balzare alle cronache tra quelli che hanno seguito Roberto Vannacci nell'inseguimento "del sogno" di Futuro Nazionale. Lui è Emanuele Pozzolo, che intercettato da Affaritaliani ribadisce pieno sostegno al Generale.
"Ho scelto di seguire Vannacci e la sua idea di destra, per dire e fare qualcosa di destra, concretamente", dice convinto. "Migliaia di italiani e italiane hanno bisogno di una svolta, di una destra che non si fermi alle parole. Sono stato tra i fondatori di Fratelli d’Italia, nato su una piattaforma molto simile a quella che oggi propone Vannacci. Ma, nel tempo, a quell'ala politica è stata somministrata una dose di omeopatia: si è arrivati a privilegiare la stabilità di governo più che fare, davvero, qualcosa di destra", dice Pozzolo.
Vannacci, oggi, indica "una nuova strada". Non si tratta della proposta di un partito di destra in senso stretto, ma di "qualcosa di più ampio, in cui possono convergere altre tradizioni politiche". Un percorso che nasce come una presa di posizione netta rispetto ai temi che, a suo giudizio, oggi restano irrisolti. "È una sottolineatura rispetto a ciò che non viene affrontato", osserva, puntando il dito contro un politicamente corretto che "ammorba il dibattito pubblico" e impedisce di raccontare la realtà così com’è. Dai flussi migratori alle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, fino alla sicurezza: "Oggi chi viene aggredito rischia di passare per il criminale".
Nel libro del Generale, aggiunge Pozzolo, "è stato raccontato qualcosa di reale". Un’analisi che guarda anche agli ultimi anni di governo della destra: "Quando siamo andati al governo l’analisi era molto concreta, ma col tempo sembra che tutto si sia sfumato. Serve un netto cambio di passo. Meno omeopatia e più terapie d’urto". Una linea che può dividere, ammette, ma che intercetta un ampio spazio politico e sociale ancora scoperto.
Una destra che non c'è più
Quanto alle accuse che stanno piovendo addosso all'ex leghista, Pozzolo respinge l’idea che Vannacci possa essere considerato un traditore: "Vannacci sostiene oggi le stesse cose che sosteneva prima, non capisco perchè si parli di tradimento, categoria che, tra l'altro, esula dalla politica. Lui sostiene con lealtà l’idea di destra di cui si è sempre fatto portavoce", prosegue Pozzolo.
Quanto al paragone con Gianfranco Fini, Pozzolo ne sottolinea la distanza: "I presupposti ideologici erano diversi. Fini, risorto ad Atreju, usciva per andare verso la sinistra, spostandosi su una coalizione con Monti. Era un'operazione di tecnocrazia europea, che è l’opposto rispetto a ciò che fa Vannacci. La sua è un’operazione identitaria, non c’è il palazzo che muove i fili. Un’operazione coraggiosa, seguita e stimata da persone in tutta Italia, e non è paragonabile a ciò che fece Fini".
Per Pozzolo, Vannacci può essere visto come "il nuovo De Gaulle italiano: una persona con il suo phisic du rôle in senso di oggettiva stimabilità trasversale". Secondo il parlamentare, si può discutere sulle sue idee ma non sulla sua lealtà: "Lui è un servitore della patria, l'ha servita nelle guerre. Su di lui può convergere un consenso che va oltre il perimetro della destra". In questo senso, l'esperienza di Futuro Nazionale rappresenta "una reazione diffusa a livello sociale verso un politicamente corretto noioso, peloso". "Serve un approccio realistico e pragmatico alla realtà rispetto a un approccio utopistico e ideologico, che è quello della 'destra che non c'è più'. Se il modo di stare al governo è somministrare omeopaticamente gocce di destra senza modificare nulla, allora c'è da proporre un correttivo, e quel correttivo siamo noi".
Gli obiettivi
Interpellato sugli obiettivi e la direzione della destra, Pozzolo è netto: "Gli obiettivi li ha avuti una persona coraggiosa, che è Vannacci". Secondo il parlamentare, serve "una destra che smetta di essere legittimata per dire come la pensa, che smetta di chiedere per favore, scusa, per piacere. La stabilità è un valore, non un principio. Se preservare significa fare o non fare, allora occorre sottolineare i principi". Del resto ci sono temi importanti su cui serve una chiara presa di posizione: immigrazione, sicurezza, tasse. "Noi daremo una rappresentanza a chi non si sente più rappresentato. Il manifesto di Vannacci indica la strada. Nessuna destra moralista, nessuna destra giustizialista, nessun conservatorismo. Noi diciamo ciò che pensiamo".
Sulla questione del simbolo - "liberamente ispirato" a Nazione Futura - Pozzolo minimizza: "Il Direttore Francesco Giubilei, che stimo ed è mio amico, ha sollevato la questione. Ma, francamente, mi sembrano beghe che non hanno nulla di politico". Secondo lui, Vannacci ha reagito con pragmatismo: "Ha risposto 'me ne frego, e ha fatto bene". Per Pozzolo, le priorità sono altre: "La paura di uscire per strada, la questione delle famiglie che si trovano costretti a scegliere di non fare figli, la questione fiscale. Insomma, temi più seri, sui quali ci metteremo al lavoro", conclude.