Giustizia, Pera (FdI): "La riforma non è un attentato alla Costituzione. Chi si schiera per il no in realtà sbaglia". Ecco perché

Il senatore Marcello Pera (FdI), a margine del convegno "Le ragioni del sì" svoltosi in Senato. L'intervista video di Affaritaliani

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Giustizia, l'intervista al senatore Pera (FdI) 

Il senatore Marcello Pera (FdI), a margine del convegno "Le ragioni del sì" svoltosi in Senato, ha spiegato come l’iniziativa sia stata concepita come "un vero e proprio dialogo tra i diversi interlocutori presenti, nel solco di una riforma importante avviata nel 1999 con l’introduzione del cosiddetto giusto processo. Una riforma che stabilisce che il processo debba svolgersi nel contraddittorio tra le parti davanti a un giudice terzo e imparziale, in condizioni di parità". Da questa riforma, ha sottolineato Pera, "discende necessariamente la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, senza la quale la terzietà del giudice non sarebbe garantita". 

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Secondo Pera, si tratta di "un intervento che era già necessario con l’introduzione del processo accusatorio della riforma Vassalli e che oggi risulta ancora più obbligatorio perché espressamente previsto dalla Costituzione". Per questo, ha chiarito Pera, "non è vero che la riforma rappresenti un attentato alla Carta, ma al contrario ne costituisce una piena applicazione, come stabilito dall’articolo 111". 

Il senatore ha poi criticato le posizioni di chi si schiera per il no, accusandole di spostare il dibattito su temi estranei al merito della riforma, come l’indebolimento della lotta alla mafia, la presunta sottomissione del pubblico ministero al potere politico o il rischio di uno Stato autoritario. Argomenti che, a suo avviso, non hanno attinenza con il contenuto della proposta. "L’obiettivo è spiegare ai cittadini che sono chiamati a esprimersi su una riforma specifica e circoscritta, già scritta nella Costituzione", ha concluso Pera. 

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