Salvini elabori una nuova Lega contro la deriva post-umana del Green Pass

Non è transizione digitale ma transizione verso il post-umano: il conflitto politico del futuro sarà questo, non sinistra-destra. La posta in gioco è l'uomo

l'opinione di Paolo Becchi
Politica
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Lo confesso è tutto il giorno che seguo sul canale 262 del digitale terreste quello che sta succedendo a Trieste, e la notizia dei risultati del ballottaggi quasi mi è passata inosservata. Tutti puntano il dito contro Salvini che ormai è diventato il parafulmine della politica italiana.

Cominciamo con l’osservare che a perdere di brutto è il partito di maggioranza relativa, il M5s che perde dappertutto. Grillo aveva puntato sul rilancio con Conte e questo piano è fallito. Punto.

Con questo certo non hanno di che gioire Salvini e Meloni. Ma con una campagna elettorale giocata nell’ ultimo giorno con la Cgil a sostegno era difficile ipotizzare un risultato diverso.

Dunque tutto bene ? Certo che no. Ma la lettura che si sta dando: hanno perso perché sono estremisti, se puntavano come Berlusconi sui moderati avrebbero vinto, non mi convince.

Può forse in parte valere per il partito che vuole ancora tenere accesa la fiamma, FdI, ma non certo per Salvini che entrando nel governo ha dimostrato -  come si usa dire - responsabilità. E allora ?
Il problema è che Salvini ha bisogno di una nuova visione, di un nuovo progetto e questo non c’è .
La pandemia ha cambiato tutto e lui ragiona ancora come ragionava prima. Deve fermarsi, riflettere e fare buon viso a cattiva sorte. Sin dall’ inizio si sapeva che partecipare a questo governo sarebbe stato un investimento a lunga scadenza. Le sue azioni stanno calando ma venderle ora sarebbe un errore. Non gli resta che ingoiare ancora qualche chilometro di filo spinato in vista della elezione del Presidente della Repubblica e giocarsi questa partita e può avere qualche incidenza solo stando per ora in questo governo.

Per il resto dovrà utilizzare questo tempo per elaborare la visione di una nuova Lega che metta al centro del suo programma la difesa dell’ „immagine dell’ uomo“ contro la deriva post umana che è iniziata col green pass. Il problema ormai è chiaro: il fine non è  il vaccino ma il green pass: la costruzione di una nuova società fondata sul controllo reticolare degli uomini che in futuro dovranno prendere gli ordini dalle macchine post umane intelligenti.

La chiamano transizione digitale ma in realtà è la transizione verso il post umano.
Il conflitto politico del futuro sarà questo, anche se tutti parlano ancora di sinistra e di destra. La posta in gioco è L’ uomo. Rispetto a questo il voto di ieri non conta una beata mazza.