Sicurezza, Molinari contro Vannacci: “Tagliare il filo con chi evoca ideologie violente”
Il capogruppo alla Camera lancia un messaggio durissimo: autocritica sui rapporti con ambienti estremisti. È una stoccata al generale?
Nel pieno del dibattito sulla sicurezza, arriva una frase destinata a far discutere dentro e fuori la Lega. A pronunciarla è stato Riccardo Molinari, capogruppo leghista alla Camera, che in chiusura del suo intervento ha lanciato una autocritica netta sui rapporti del suo partito con ambienti e figure che evocano ideologie violente sconfitte dalla storia.
Parole che, per molti, suonano come una stoccata diretta al generale Roberto Vannacci, protagonista negli ultimi mesi di polemiche e uscite controverse.
“Tagliare il filo”
Il passaggio chiave del discorso di Molinari è stato questo:
“Anche noi dobbiamo tagliare il filo con chi si connette a ideologie violente che la storia ha già sconfitto”.
Una frase pronunciata senza fare nomi, ma che nel clima politico attuale ha un bersaglio fin troppo evidente. Il riferimento è alle posizioni identitarie, radicali e spesso provocatorie che hanno fatto di Vannacci una figura tanto popolare quanto divisiva, anche all’interno del centrodestra.
Una Lega che prende le distanze?
L’intervento di Molinari segna un passaggio politico delicato. Fino ad ora la Lega aveva mantenuto una linea ambigua su Vannacci: né piena adesione, né vera presa di distanza. Le parole del capogruppo alla Camera, però, rompono questo equilibrio.
Non è un attacco frontale, ma è qualcosa di forse più pesante: una distanza politica e culturale.
Nel linguaggio dei palazzi, “tagliare il filo” significa chiudere un canale, prendere le distanze, smettere di legittimare.
Il messaggio al centrodestra
Il segnale non è rivolto solo all’interno del partito. Molinari manda un messaggio anche agli alleati: la Lega non vuole essere associata a derive ideologiche estreme proprio mentre il governo cerca di rafforzare il suo profilo istituzionale sul tema della sicurezza.
In un momento in cui le polemiche su estremismi, milizie e modelli autoritari riempiono il dibattito pubblico, quella frase appare come un tentativo di ripulire il perimetro politico.
Vannacci nel mirino
Il generale non viene mai citato, ma il contesto parla chiaro. Negli ultimi mesi è stato lui a evocare temi e linguaggi che molti hanno giudicato pericolosamente nostalgici, identitari e divisivi.
E Molinari, con una sola frase, sembra dire che quel tipo di narrazione non può più stare dentro la Lega di governo.