Spadafora (Primavera): “Serve una nuova coalizione. Da soli si lavora solo per il proprio ego”

L’ex ministro lancia Primavera come “quarta gamba” del centrosinistra: tavolo con Schlein, NO al referendum sulla giustizia, priorità a lavoro, salari ed evasione. "L’alternativa alla destra si costruisce parlando a chi non vota più"

di Marco Scotti
Politica

Spadafora lancia "Primavera", l'intervista di Affaritaliani all'ex ministro 

Una nuova casa per chi non si riconosce né nel Pd né nel M5S, un tavolo di lavoro da aprire subito con Elly Schlein, una coalizione larga ma fondata su valori sociali chiari e una proposta economica che parta da salari, inflazione e lotta all’evasione. Vincenzo Spadafora delinea così il progetto di Primavera, che rivendica il ruolo di “quarta gamba” del centrosinistra e si schiera senza ambiguità per il NO al referendum sulla giustizia. Nel mirino, la comunicazione vuota e la politica dei leader: “Gli interlocutori veri sono quelli che non votano più. Senza di loro non si vince, e senza una proposta credibile si fa solo propaganda”.

Spadafora, venite chiamati (impropriamente?) quarta gamba: che ruolo volete ritagliarvi e quali sono i vostri interlocutori privilegiati?

"Il ruolo di chi crede che c'è bisogno di politica concreta nel centrosinistra, di una politica che possa richiamare al voto coloro che non si riconoscono nel PD o nel M5S, e vogliono uno spazio e una proposta politica diversa. I nostri interlocutori sono tutti coloro che sentono la necessità, davanti ai grandi cambiamenti che viviamo, di non rimanere immobili ma di fare, di costruire un'alternativa al governo della destra".

L’attuale segretaria del Pd, Elly Schlein, o Giuseppe Conte non sono secondo voi nomi adatti a guidare una coalizione di centrosinistra che possa prevalere alle prossime elezioni? E qual è il nome più adatto: Silvia Salis? Un “papa” straniero?

"Nel 2027 si torna al voto e bisogna muoversi da oggi, con una coalizione, con nomi chiari e precisi. Un tavolo di discussione è necessario tra tutte le forze del centrosinistra e sono convinto che Elly Schelin, alla guida del primo partito di opposizione, abbia il diritto dovere di costituire questo tavolo di lavoro".

Il ricordo della grande coalizione di Romano Prodi, che raccoglieva da Bertinotti all’UDEUR di Mastella (tralasciando i vari Scilipoti), è ancora vivo negli elettori del centrosinistra. C’è spazio per un nuovo grande rassemblement o serve scegliere con chi correre?

"C'è spazio per una proposta nuova, ed è questo il senso di Primavera che vuole dialogare con tutte le forze. Da soli non si vince, da soli si lavora solo per il proprio ego. La ricchezza del centrosinistra è la capacità di mettere insieme diverse anime che hanno valori solidi di fondo, che si riconoscono in politiche sociali forti e che non lasciano nessuno indietro, come invece sta facendo la Meloni".

La proposta politica è chiara, ma quella economica? Dove intendete reperire risorse e quali sono gli interventi più urgenti che immaginate?

"Cominciamo con il dire che la crescita del PIL è pari allo zero virgola, gli stipendi sono bassi e il potere d'acquisto è in caduta libera, il carrello della spesa è sempre più caro. Ora soltanto l'antitrust ha aperto un'istruttoria per capire che forse c'è stata una speculazione che ha fatto alzare i prezzi. Ma se il carrello della spesa fosse stato un rave, si sarebbero sbrigati di più. Non è questione dove reperire le risorse, ma distribuire bene quelle che ci sono, e cominciare a fare una vera lotta all'evasione, perchè chi paga sono sempre gli stessi, non quelli sconosciuti al fisco".

Il referendum sulla giustizia incombe: come vi schierate? Voterete “No” convintamente o lascerete libertà di scelta?

Primavera è fermamente convinta di votare NO al referendum. E' una riforma che per davvero impatterà la vita degli italiani? Credo che sia necessario ascoltare, informarsi e poi decidere in piena libertà e coscienza. E' necessario che la politica abbia rispetto dei cittadini italiani e non faccia propaganda, ma spieghi con attenzione cosa sia questo referendum, la posta in gioco, e se porterà benefici. Noi abbiamo una idea chiara e precisa, per questo voteremo NO.

Soggetti come Calenda, Renzi, Marattin sono interlocutori privilegiati?

Renzi è già nel centrosinistra, Calenda e Marattin mi sembrano su posizioni molto filogovernative. Di poi, gli interlocutori privilegiati sono coloro che non vanno più a votare: capire le loro motivazioni, la delusione che li ha allontanati dalla vita politica. Mi ripeto, chiunque ha voglia di lavorare per creare una vera alternativa alla destra è il benvenuto. Per un lavoro serio e non per fare mera comunicazione politica fine a se stessa che finisce nel giro di una giornata.

Ci può essere dialogo con il centrodestra, soprattutto se eliminasse alcune istanze più oltranziste come quelle di Vannacci?

La politica è sempre stato dialogo, e deve sempre essere dialogo. Ma come si può dialogare con chi vede negli immigrati sempre il nemico, senza mai soffermarsi sui tanti che lavorano e pagano le tasse. Come dialogare con chi NON ha la lotta alle mafie come priorità? Come dialogare con chi aizza la violenza verbale, che predica sicurezza e taglia organici, come si può dialogare con chi promette il taglio delle accise e poi salgono sempre, senza mai vergognarsi per le bugie vere e proprie dette. Come si può dialogare con chi non si presenta mai dai giornalisti a rispondere alle domande, e cerca solo un'informazione asservita? E infine come si può dialogare con chi non dà risposte su chi abbia spiato giornalisti e attivisti con un potente software? Ecco, queste sono criticità molto serie.

Gli italiani sono ancora moderati o le policrisi e le continue emergenze sociali hanno polarizzato l’opinione pubblica verso gli estremi?

Hanno polarizzato il dibattito, ma sono fermamente convinto che bisogna tornare a dialogare di politica e che l'Italia, tutta, procede per il senso di comunità e responsabilità che anima la maggioranza dei suoi cittadini. Ci vogliono far credere il contrario, ma questa è la narrazione della destra. La narrazione della paura. Una narrazione falsa: bisogna tornare all'ascolto e al confronto con i cittadini, e non chiudersi in salotti distanti, perché questo crea la delusione nella sinistra.

LEGGI ANCHE: Associazione Primavera, i riformisti fuori dal Pd insieme a Roma: l'evento di Spadafora con Silvia Salis, Boschi, Beppe Sala, Onorato e Ruffini

Tags:
centrosinistraprimaveraspadafora