Fini replica a Salvini: "Io traditore? La mia fu una scelta politica. Vannacci avrà il suo spazio? Ho molti dubbi"

Gianfranco Fini, ex presidente della Camera e di An, replica alle affermazioni di Salvini che lo accostano a Vannacci

di Salvatore Isola
Gianfranco Fini e il consiglio al governo sui giovani ambientalisti. Foto Lapresse
Politica

Fini: "Io traditore? Assurdo, la mia fu una scelta politica"

"La cifra della comunicazione di Salvini è sempre stata la superficialità, l'approssimazione. Parla di tanti argomenti senza quasi mai approfondire... Il paragone tra me e Vannacci non sta minimamente in piedi". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, Gianfranco Fini, ex presidente della Camera e di An, replicando alle affermazioni di Salvini che lo accostano a Vannacci.

"Io non me ne sono andato dal Pdl che avevo contribuito a fondare - aggiunge -, sono stato dichiarato 'incompatibile' da Berlusconi, che in diretta tv mi disse che se volevo 'far politica', cioè esprimere le mie opinioni non sempre collimanti con le sue, dovevo dimettermi da presidente della Camera". "Non ci furono né traditi né traditori, fu l'epilogo di una frattura politica" prosegue Fini. Quanto a Salvini e Vannacci, afferma ancora Fini: "Nulla di minimamente comparabile alla mia storia. La loro è stata una brevissima e spregiudicata convergenza di interessi, senza alcun retroterra e strategia politica. Salvini candidò Vannacci nella furbesca convinzione che gli fosse tatticamente utile e non potesse essere un problema". Vannacci dovrebbe dimettersi da europarlamentare? "Il suo cinismo lo esclude a priori" aggiunge. Avrà spazio in politica? "I prossimi mesi - conclude Fini - ci diranno se quel cinismo con cui Vannacci ha rinnegato la fedeltà alla parola data gli porterà i voti che sogna, personalmente ho molti dubbi". 

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