Vannacci, la "Bersagliera" Bardelli: "Incoerente e traditore, ecco chi è davvero. Ha votato la fiducia per salvare la poltrona"
Per anni figura di spicco nel movimento civico legato al Generale, Stefania Bardelli commenta il voto al Dl Aiuti e le ultime mosse di Futuro Nazionale
La "bersagliera" Bardelli: "Vannacci è un generale che scappa dal campo di battaglia. Il voto al Dl aiuti? Scelta di comodo per salvare la poltrona"
Anche nella politica italiana c’è chi vive la fine di un legame con la virulenza emotiva di un cliffhanger da telenovela. Peccato che spesso i sentimenti si intreccino con spari di retorica e accuse pubbliche, che arrivano oggi dalla "bersagliera in mimetica" Stefania Bardelli e colpiscono l'"ex" Vannacci e tutta la sua nuova cerchia di colleghi, rei di aver votato, qualche ora fa, la fiducia al governo pur essendosi opposti al decreto sull'invio di armi in Ucraina.
Una scelta che la Bardelli - giornalista, comunicatrice e figura politica italiana - intercettata da Affaritaliani, giudica totalmente illogica, incoerente e destabilizzante: "Si tratta della sua ennesima capriola politica. Peccato che ad ogni capriola perda una fetta dell'elettorato".
Una manifestazione contro le armi e poi il voto di fiducia sembrano alla Bardelli due atti di un copione dissonante, una narrazione incapace di sostenere la tensione tra le parole e i fatti. "Generale, dov’è la coerenza? I suoi moschettieri scendono in piazza con uno striscione contro l’invio di armi e, poche ore dopo, votano la fiducia a un governo che fa l’esatto opposto", dice la Bardelli.
Il riferimento è al sit‑in contro l’invio di armi all’Ucraina che ha visto Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo - i primi "vannacciani" - sventolare davanti al Palazzo della Camera uno striscione per chiedere lo stop all’invio di armi per Zelensky e più sicurezza per gli italiani.
Sintomo, dice Bardelli, di una politica che preferisce il teatro delle apparenze alla chiarezza dei principi: "Ci rendiamo conto dell'incoerenza? Vannacci ha interesse a stare con un piede nella maggioranza, così da non perdere la poltrona, e con un altro fuori, per prepararsi alla prossima campagna elettorale. Fa questo sulla pelle degli italiani, si approfitta della situazione per fare gioco".
Un atteggiamento che, a detta dell'ex vicina al Generale, sembra appartenergli: "Lui non è mai netto, perchè se fosse netto rischierebbe di perdere qualcosa, e lui non vuole perdere nulla. Non ha carattere politico, strano che un Generale non abbia il coraggio di fare delle scelte. Rimane sempre nel vago, e così ha fatto anche sul Dl Aiuti: prima si è opposto, poi ha votato la fiducia al governo. Insomma, da che parte sta?", prosegue Bardelli.
Tradimenti e tensioni
Per anni figura di spicco nel movimento civico legato al Generale, la Bardelli ha promosso per anni le posizioni sovraniste e identitarie del gruppo. Tuttavia, nei mesi successivi i rapporti tra i due si sono incrinati, a causa di differenze di vedute sulla gestione interna del movimento e sulla strategia politica dei deputati vicini al Generale. Una distanza culminata nella fondazione Movimento Angelo Vidoletti, formazione civica autonoma con obiettivi locali e una partecipazione prevista alle elezioni amministrative del 2027.
Bardelli ripercorre la rottura con il generale partendo dall’ingresso in Lega, che a suo dire avrebbe segnato l’inizio di una progressiva perdita di coerenza. "Chi non voleva entrare con lui è stato accusato di tradimento, ma alla fine - osserva - è stato lui a tradire l’idea originaria e, di fatto, anche la Lega stessa, continuando a tenere un piede dentro il centrodestra mentre proclamava un progetto alternativo".
La critica, prima ancora che personale, è politica: "Con queste acrobazie non si va lontano: chi può credere a chi dice una cosa e poi ne fa un’altra? Perché un elettore di Meloni dovrebbe votare Vannacci se poi resta dentro la stessa maggioranza? Parlano di percentuali del 2 o 3%, ma io sono convinta che, di questo passo, non arriveranno nemmeno all’1,5%".
A suo giudizio, il progetto avrebbe dovuto nascere come una vera alternativa, esterna ai palazzi e composta da volti nuovi, non da parlamentari che "hanno semplicemente cambiato casacca". "Vedo solo il desiderio di sistemarsi e sedersi su una poltrona. Io sono l’esatto opposto: faccio politica per il bene delle persone, non per occupare un posto", spiega la giornalista, che esprime tutta la sua delusione nei confronti del Generale: "Quando ci sono stata a stretto contatto ho verificato la persona che è, e per questo ne ho preso le distanze diverso tempo fa. Incoerente, non avrebbe mai potuto rappresentare né me né gli interessi del territorio. Ma addirittura tradire la Lega? Non pensavo potesse arrivare così in basso", prosegue la Bardelli.
Uno sguardo al futuro
Bardelli non usa mezzi termini e parla di "una scelta di pura convenienza". A suo giudizio, Vannacci avrebbe progressivamente piegato il progetto politico a logiche opportunistiche: "Pensa che gli convenga, ma non gli converrà. In una recente intervista ha detto che io avevo convinzioni sbagliate, facendomi persino i complimenti. Eppure quelle convinzioni si sono avverate tutte: gli dicevo di non entrare nella Lega, che prima o poi ne sarebbe uscito, e oggi sta facendo perfino peggio di quanto immaginassi".
Un distacco che, oltre che acuito, sembra essere ora anche simbolico. "Mi chiamano 'bersagliera', un soprannome che è diventato una dichiarazione di metodo prima ancora che d’immagine. Mi piace perché i bersaglieri vanno sempre avanti, non tornano indietro. Sono soldati coraggiosi. Da buona bersagliera, io mi distanzio da Vannacci: lui, invece, mi sembra uno che scappa dal campo di battaglia". Una rottura netta, rivendicata con orgoglio: "Sono fiera di non avere più nulla a che fare con quel percorso".
Nel frattempo la leader del Movimento civico Angelo Vidoletti ha voltato pagina: "Stiamo organizzando gazebo tematici ogni due settimane: partiremo dalla giustizia con diversi avvocati, poi famiglia, sanità, sport, il calcio varesino. Sabato avremo anche Giuseppe Cruciani a Varese come ospite. Portiamo avanti iniziative concrete, non slogan". L’ambizione è quella di dar vita a "un’alternativa civica ai partiti di destra e di sinistra", fatta – dice – di "persone competenti e preparate, capaci di amministrare davvero la città. Basta rappresentazioni di facciata e acrobazie, l’Italia merita chiarezza, non continui voltafaccia”, conclude.