Vittorio Feltri: "Fascismo e Mussolini? Ecco come la penso. Tangentopoli? Vi svelo chi mi passava le notizie a cena"

Il giornalista svela retroscena inediti sulla sua vita privata e professionale

di Marco Santoni
Politica

Vittorio Feltri: "Non sono di destra". I retroscena su Tortora, Di Pietro e Meloni

Vittorio Feltri, il direttore editoriale de Il Giornale,  si racconta a 360° svelando retroscena inediti sulla sua vita privata e professionale, facendo anche chiarezza sulle sue idee politiche. Tutta in salita la sua esistenza in seguito alla morte del padre quando aveva appena 5 anni. Poi la tragedia poco dopo il matrimonio. "La mia prima moglie era morta di parto. Sono diventato vedovo lo stesso giorno in cui sono diventato padre. Mi portarono - racconta Feltri ad Aldo Cazzullo su Il Corriere della Sera - questo fagottino con due neonate. "Che belle queste bambine, quale delle due è la mia?" chiesi. "Tutte e due" risposero. Mi sentii svenire, dovettero rianimarmi con un’iniezione". Feltri parla anche del caso Tortora: "Anche un cretino avrebbe capito che era innocente".

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Il giornalista seguiva il caso per Il Corriere. "I giudici scrivevano che un boss aveva il numero di Tortora nell’agendina. In effetti - prosegue Feltri - il nome Tortora c’era. Chiamai il numero. Mi risposero in napoletano: "Strunze, vafangulo!". Palesemente non era Tortora. Lo accusavano di aver portato una scatola da scarpe piena di cocaina in piazzale Lotto, che poi diventava piazzale Loreto. Ma era piazzale Lotto o piazzale Loreto? E poi, scusi, Tortora il venerdì sera conduceva una trasmissione da 25 milioni di spettatori...". Poi Feltri svela un retroscena clamoroso sull'ex pm di Tangentopoli Antonio Di Pietro che chiama "il più grande poliziotto italiano".

"Tutti lo prendevano in giro, lo consideravano un terruncello. Io me lo portavo a cena, e lui mi dava le notizie. Fu così anche per Mani Pulite". Chiusura sulle sue idee politiche: "Io non sono di destra, tanto meno fascista. Mussolini? Non lo vorrei come presidente del Consiglio. Ma non mi fa antipatia. Simpatie e antipatie sono irrazionali". E su Giorgia Meloni dice: "Per il momento ha fatto solo bene. Ha gestito quello che doveva gestire. Vedremo se riuscirà a cambiare qualcosa. È mia amica, anzi di più. Ho con lei un rapporto quasi paterno. Del resto, l’età ce l’ho. Ci scriviamo spesso".

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