Gioia del Colle, L'Abbate: 'Economia circolare e transizione ecologica'

Economia circolare e transizione ecologica: a Gioia del Colle la Puglia virtuosa in un convegno organizzato da Patty L’Abbate

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di Tiziana Protopapa

Nel meraviglioso chiostro, sede del Comune, nel cuore del centro storico di Gioia del Colle, la Puglia virtuosa si è confrontata su ‘Economia circolare e transizione ecologica’.

Patty L’Abbate, Docente di Economia Ecologica e Management presso la LUM, ha incontrato manager e imprenditori che hanno scritto e stanno scrivendo ancora pagine significative, che parlano di cura dell’ambiente e delle persone.

Occorre comprendere le ragioni per cui è necessario transitare dal modello di economia attuale al modello di economia circolare e, quindi, capire l’importanza del riciclo delle frazioni secche e anche delle frazioni umide che possono così diventare materie prime seconde che ritornano in vita sotto forma di nuovi prodotti o di aiuti alla gestione economica delle aziende, se si pensa all’acqua e ai compost, risultato di processi di compostaggio dei rifiuti organici, che vengono utilizzati in agricoltura.

Ma il riciclo e l’economia circolare che generano benefici alle persone e le ricadute nel sociale sono importanti, a partire dal risparmio energetico. “Non dobbiamo inventarci nulla – ha sottolineato la senatrice L’Abbate – occorre solo copiare la Natura.” Che da sola non si sporca e non si danneggia irrimediabilmente. Come, invece, continua a fare l’uomo.

Tutelare l’ambiente e preservare le ricchezze dell’acqua e della terra sono impegni che molti hanno preso non per slogan ma perché condividono una filosofia che non prevede la tutela personale ma quella del bene comune a cui tutti devono imparare a tenere di più.

Sono piccoli gesti che devono entrare nella quotidianità, come ha spiegato bene nel suo intervento Carmelo Marangi, vicepresidente UNIRIMA, Unione Nazionale Imprese Raccolta, Recupero, Riciclo e Commercio dei Maceri e altri Materiali, e amministratore unico di RECSEL di Taranto.

Carmelo Marangi ha parlato dei rifiuti e dei due componenti: la frazione organica e gli imballaggi (cartoni, plastica, pellicole, vetro, lattine di alluminio). Differenziare bene gli imballaggi che quotidianamente portiamo a casa con la spesa vuol dire ridurre significativamente i rifiuti indifferenziati con un conseguente aumento dei rifiuti rigenerabili necessari per nuove avere ‘materie prime seconde’ pronte a dar vita ad oggetti di uso quotidiano.

La Puglia è una tra le regioni più virtuose nella raccolta differenziata, ma se su scala nazionale si facesse una raccolta più attenta, i rifiuti indifferenziati scenderebbero al 10%. In Puglia cresce il numero degli impianti di selezione dei rifiuti da imballaggi come anche in altre regioni.

“L’Italia una volta tanto - ha sottolineato il dottore Marangi - si può vantare di arrivare prima anche della Germania nella raccolta differenziata di rifiuti che poi vengono riutilizzati.”

Patty L’Abbate, da anni impegnata nelle tematiche ambientali e per la sensibilizzazione dei temi riguardanti la transizione ecologica e l’economia circolare, ha aperto il convegno sollecitando un’attenzione all’ambiente che non può più essere superficiale e sottolineando come siano fondamentali anche tutte quelle piccole azioni quotidiane, dalla raccolta differenziata in poi, che tutelano l’ambiente, salvaguardano il bene comune e concorrono al risparmio di energia.

E quanto possa essere la transizione ecologica e passare da un’economia lineare ad un’economia circolare lo ha dimostrato anche Attilio Cangiani che da oltre 40 anni insegna a giovani e meno giovani l’importanza del riuso e che con le cooperative sociali sviluppa progetti di economia circolare realizzando non solo oggetti di design per la casa e per l’ufficio ma spingendo le stesse associazioni a promuovere iniziative che promuovano presso la cittadinanza il riciclo e il riuso.

Terra, acqua e aria: tutelarle è un atto di responsabilità. Proteggere dai rifiuti e dall’inquinamento terra, acqua e aria è un impegno al quale non ci si può più sottrarre. Lo ha rimarcato più volte la senatrice Patty L’Abbate anche introducendo gli altri ospiti del convegno, esponenti di una Puglia virtuosa e lungimirante.

Lella Miccolis, Presidente Nazionale del Consorzio Italiano Compostatori e alla guida di PROGEVA sita a Laterza ha raccontato l’evoluzione del mondo dei compostatori in Italia partendo dalla storia di PROGEVA che all’inizio della propria attività ha lavorato i rifiuti della Campania, Regione che ha manifestato per prima l’emergenza rifiuti.

Ha spiegato il processo che subisce la frazione organica dei rifiuti differenziati che può trasformarsi in compost; un processo con una importante valenza agronomica ed economica. La qualità della frazione organica e l’uso di materiali biodegradabili e compostabili nella raccolta dei rifiuti urbani e nei processi industriali di produzione del compost realizza, infatti, un processo di economia circolare anche perché dalla lavorazione dei rifiuti si possono ricavare energie rinnovabili.

Cambiare è necessario ed è anche possibile. Mai come in questo momento è tempo di avviare una vera transizione ecologica. Lo stesso aumento del costo dell’energia e delle materie prime dimostra come sia necessario recuperare e riciclare i nostri rifiuti perché possano avere ancora valore d’uso e diventare materie prime seconde.

Piervito Lagioia, Responsabile Struttura Territoriale Operativa AQP Acquedotto Pugliese ha sottolineato l’importanza delle azioni di sensibilizzazione sul tema della sostenibilità, e nel suo caso, anche di attenzione a tutti quei rifiuti che ancora complicano i percorsi di acqua.

Necessario secondo Piervito Lagioia prevedere sempre più vasche per affinamento dell’acqua destinata al mondo agricolo. Oggi l’acqua proveniente da queste vasche è un aiuto preziosissimo per alcuni agricoltori pugliesi e dovrà in un futuro prossimo diventarlo per un numero sempre maggiore.

Rocco Pentassugia ricercatore ENEAR e divulgatore scientifico ha presentato il progetto di Economia Circolare di comunità RECIproCo e ha esposto le caratteristiche di ICESP, Piattaforma Italiana dell’Economia Circolare.

Il progetto RECIproCo prevede una prima fase di mappatura di buone pratiche di economia circolare, una seconda fase che prevede lo sviluppo di un’etichetta ambientale e un’ultima fase che consiste nella divulgazione dei principi di economia circolare a studenti e cittadini su tre territori pilota: Bologna, Anguillara e Taranto.

Ad intervenire, infine, Nicola Mele che ha portato la propria esperienza di imprenditore impegnato nella salvaguardia dei territori attraverso una pratica di economia circolare messa in atto da diversi anni, non certo legata ad una moda ma espressione di una profonda sensibilità al tema.

Promotore di una rete d’impresa a Gioia del Colle, ha toccato argomenti centrali in questo momento storico come l’agrivoltaico, la sostenibilità ambientale, l’attenzione alle persone. “La necessità è quella di cambiare il sistema economico attuale che è un sistema che ha prodotto una serie di danni – ha puntualizzato Nicola Mele – ma il cambiamento non lo si deve aspettare dagli altri, gli imprenditori devono farsi promotori di questo cambiamento sollecitando la parte politica sulle reali esigenze delle aziende e per il rispetto delle persone e dell’ambiente.”

Presenti anche delle start up, come quella di tre giovani di Martina Franca che hanno ideato una piattaforma singolare dedicata all’ottimizzazione dei servizi di logistica sul territorio nazionale.

Il futuro, è emerso da questo convegno, guarda verso un'economia circolare che utilizzi fonti energetiche rinnovabili e recuperi preziose risorse: non c’è più tempo da perdere, il cambiamento è necessario. Adesso. Risparmio di risorse naturali, salvaguardia delle acque e dei terreni e tutela dell’ambiente e dell’uomo: è la vera transizione ecologica, quella che è al tempo stesso transizione sociale ed economica, che produce nuovi posti di lavoro. In poche parole, un’economia circolare in termini di persone e non solo di cose.