Sanità, Scianaro (FdI) auspica un confronto nell'interesse della salute dei pugliesi
Scianaro (FdI): "L'assessorato apra subito un confronto nell'interesse della salute dei pugliesi"
Secondo quanto comunicato con una nota diffusa dall'Assessorato alla Salute della Regione Puglia, tutte le Aziende Sanitarie pugliesi hanno trasmesso i piani aziendali sperimentali per l’abbattimento dei tempi di attesa, come previsto dalla DGR n.1/2026.
Le direzioni strategiche hanno descritto le azioni che saranno messe in campo per il recupero delle prestazioni oltre soglia, con priorità U (Urgenti) e B (Brevi) e in alcuni casi sono presenti anche i ricoveri ospedalieri in lista di attesa. La quasi totalità delle aziende ha indicato tra le prassi sperimentali l’estensione degli orari di apertura degli ambulatori nelle ore serali e nei weekend.
Ogni azienda, esaminando i dati specifici, ha inoltre previsto percorsi di tutela, in particolare per i pazienti oncologici e fragili, riportando anche le attività che saranno potenziate per la verifica dell’appropriatezza prescrittiva e per il monitoraggio delle attività descritte nei piani sperimentali.
I documenti sono ora sottoposti alla valutazione da parte dell’assessorato, del Dipartimento e dell’AReSS: terminata la fase di validazione, entro venerdì i piani saranno approvati con un provvedimento di Giunta, in modo che le attività di recupero possano partire, come stabilito, dal prossimo primo febbraio.
A tal proposito, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, il medico Antonio Scianaro, apre una riflessione che punta a riportare il dibattito sulla sanità pugliese dentro un perimetro di verità, responsabilità e confronto reale.
"Da parte di Fratelli d’Italia - e del sottoscritto medico prima ancora che consigliere regionale in modo particolare - c’è massima disponibilità a collaborare per migliorare la sanità pugliese. Ma collaborazione non significa silenzio, né accettazione passiva di un metodo di governo che continua a ignorare chi lavora davvero nel Servizio Sanitario Regionale. Per questo le prime dichiarazioni rilasciate dal neo assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia, dimostrano come siano distanti le sue parole dalla realtà".
"Ogni volta che il sistema entra in crisi - liste d’attesa interminabili, Pronto Soccorso al collasso, Case di Comunità ferme al palo - la risposta della Regione è sempre la stessa: colpa del Governo centrale, colpa dei cittadini, colpa dei medici. Eppure chi vive ogni giorno reparti, ambulatori, distretti e Medicina Generale racconta un’altra storia: una Regione che non programma, non ascolta e non vuole confrontarsi con chi conosce davvero i problemi".
"Veniamo nel merito.
1) Liste d’attesa: Il problema non sono i cittadini, è la Regione. La Puglia è sotto gli standard del DM 70: posti letto insufficienti, personale carente, apparecchiature ferme, un CUP frammentato e inefficiente. Eppure si continua a parlare di “priorità inappropriate”. È troppo facile scaricare la responsabilità sugli operatori sanitari: l’inappropriatezza nasce da un sistema che non offre percorsi, alternative e tempi certi. La verità è che la Regione non ha mai costruito una capacità produttiva adeguata.
2) Case di Comunità : “Annunciate senza personale, senza modelli e senza risorse”. Il DM 77 richiede modelli, personale e percorsi. In Puglia non c’è nulla di tutto questo. Il PNRR è stato usato quasi solo per rifare muri, non per attivare servizi. Risultato: strutture nuove, servizi vecchi.
3) Emergenza-urgenza: “Rete frammentata, concorsi deserti, medici insufficienti”. La rete 118 è senza regia con troppe centrali . I medici dell’emergenza sono pochissimi e mal retribuiti. I concorsi vanno deserti perché le condizioni non sono attrattive. E l’80% degli accessi in auto al PS non è un problema culturale: è la conseguenza di un territorio che non offre alternative.
4) Posti letto: “Sotto gli standard, sopra la saturazione”. La Puglia non raggiunge gli standard del DM 70. Questo significa PS saturi, ricoveri bloccati, liste d’attesa che esplodono. La burocrazia come scudo per evitare il confronto con chi lavora davvero. Il problema più grave è il metodo di governo della sanità pugliese: atti monocratici, circolari che cambiano ogni mese, tavoli tecnici solo formali, decisioni prese senza valutare l’impatto sui servizi. Negli ultimi anni il Dipartimento della Salute ha spesso scelto al posto della politica, adottando atti propri che hanno sostituito il confronto democratico e la responsabilità degli organi eletti. Una deriva tecnocratica che marginalizza professionisti e rappresentanza politica. La Regione bypassa sistematicamente chi opera sul campo. E questo vale per tutti i livelli: reparti, ambulatori territoriali e Medicina Generale, esclusa dai processi decisionali nonostante sia il primo presidio di prossimità.
5) Risorse economiche: “Non è un problema di quantità, ma di allocazione e di come vengono distribuite. Non è un problema di finanziamento nazionale. È un problema di volontà politica regionale. La Regione: non ha programmato investimenti pluriennali, non ha previsto fondi per personale e servizi, ha allocato in modo non appropriato le risorse disponibili, ha usato il PNRR come un piano edilizio, non come una riforma.
“É necessario un cambio di metodo, e per recuperare anni di ritardi servono:
• risorse regionali vere e allocate correttamente,
• organizzazione coerente con DM 70 e DM 77,
• un piano straordinario di reclutamento,
• un confronto autentico e continuo con i professionisti del SSN.
"La sanità pugliese non può essere ostaggio di propaganda e burocrazia. Come componente del gruppo di Fratelli d’Italia ho un’altra idea di Sanità: trasparente, programmata, fondata sul merito e sul dialogo con chi lavora davvero. Se la Regione vuole migliorare il sistema, mi troverà pronto. Se invece continuerà a nascondere il fallimento dietro gli slogan, denuncerò ogni omissione. La salute dei cittadini non è negoziabile. La Puglia merita molto di più, e sarò pronto a pretenderlo ogni giorno, in ogni sede".
(gelormini@gmail.com)