PIN in Senato per salvare la Rottamazione
Il sindacato dei professionisti e delle imprese continua la sua battaglia per i “correttivi” alla Quinquies. Oggi nuove interlocuzioni tra Camera e Senato. Il Presidente di PIN : “Volontà c’è, ma la coperta è corta”.
Roma, 11 febbraio 2026 – Non si placa la battaglia del sindacato P.I.N. (Partite Iva Nazionali) per mettere al sicuro migliaia di contribuenti nell’ambito della cosiddetta “Rottamazione Quinquies”. Una maratona parlamentare ormai, che ha visto i rappresentanti del sindacato prima alla Camera dei Deputati e poi al Senato, nell’ultimo tentativo di far recepire i correttivi nel testo del Decreto Milleproroghe, ora in fase di chiusura.
Una trattativa serrata, nelle Commissioni competenti, per scongiurare quello che il sindacato definisce “Un tradimento” per imprenditori, professionisti, autonomi e piccole Partite IVA già in grave affanno.
La missione? Modificare in extremis alcuni punti critici dello strumento di definizione agevolata dei debiti tributari, per renderlo effettivamente utilizzabile e vantaggioso.
“Abbiamo buone speranze per il recepimento di ulteriori correttivi sulla Quinquies in fase di chiusura milleproroghe... la volontà c'è tutta... è sempre una questione di coperta corta”. Così il Presidente di P.I.N., il Cav. Sorrento ha commentato a caldo l’esito degli incontri, fotografando la classica tensione italiana tra intenti politici e vincoli di bilancio. Una “coperta corta”, appunto, che rischia di lasciare al freddo chi aveva riposto fiducia nella misura.
Una battaglia che dura da giorni.
Quella di oggi non è che l’ultimo round di un impegno che P.I.N. porta avanti da ben cinque mesi all’interno dei “Palazzi del potere”. Un’attività di lobbying tecnico e di pressione istituzionale costante, fatta di Petizioni, memorie, proposte di modifica e confronto serrato con il legislatore. L’obiettivo è sempre stato uno solo: *smussare gli angoli più taglienti della normativa fiscale, spesso scritta a tavolino senza una piena consapevolezza del suo impatto sulla vita reale delle imprese.*
Il sindacato si è ritagliato un ruolo di difensore ostinato degli interessi del nano tessuto produttivo, quello che costituisce la spina dorsale dell’economia italiana ma che troppo spesso si trova a combattere con una macchina amministrativa complessa e sanzionatoria. La battaglia sulla Rottamazione Quinquies è forse l’esempio più lampante: uno strumento nato per alleggerire i carichi dei debitori e liberare crediti per l’Erario, ma che nella sua applicazione concreta presenta ancora diverse criticità che ne limitano l’efficacia.
La partita si gioca nelle prossime ore!
Tutti gli occhi sono ora puntati sul percorso parlamentare del Decreto Milleproroghe. Le “buone speranze” espresse dal Presidente di P.I.N. indicano che qualche spiraglio nei palazzi si è aperto. Ma il tempo stringe e la partita si gioca in poche, decisive ore.
Continua il Cav. Sorrento “Grazie ai professionisti del nostro comitato scientifico – in particolare grazie al Dott. Giuseppe Dragone alla Dott.ssa Donatella Dragone insieme al Dott. Nicola Della Valle e agli Avv.ti Maria Assunta Saracino, Matteo Sances e Sergio Patrone – abbiamo esaminato la legge di Bilancio e individuato le anomalie. Ad esempio, la norma permette di far aderire coloro i quali sono decaduti dalle precedenti rottamazioni mentre invece ciò non viene concesso ai contribuenti che con grandi sacrifici sono ancora a regime. Ebbene, riteniamo non sia giusto non dare anche a questi ultimi la possibilità di pagare in 54 rate (nella precedente rottamazione è possibile pagare con un massimo di 18 rate). Ma non solo. Dall’analisi della norma sembrerebbe che i debiti con gli enti locali affidati ad Agenzia Riscossione non rientrano nella rottamazione mentre invece se riscossi direttamente dagli enti sì, ovviamente si tratta di una disparità di trattamento incostituzionale ”.
La capacità del sindacato di far pesare le proprie ragioni e di mediare fino all’ultimo minuto sarà il banco di prova di un’attività che va oltre la semplice protesta, proponendosi come un interlocutore tecnico credibile e determinato. Per migliaia di imprese e professionisti, l’esito di questa trattativa significherà la differenza tra poter accedere a una soluzione di riordino dei propri debiti o rimanere schiacciati da un fardello insostenibile. La posta in gioco è alta e P.I.N. ha dimostrato oggi di non volersi tirare indietro.